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La bilancia e un’anima. La raffigurazione di San Michele che pochi conoscono

San Michele del Perugino
"San Michele Arcangelo": il dipinto del Perugino
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Di solito si associa l’arcangelo a spade, lance, scontri col diavolo. Eppure ci sono rappresentazioni totalmente diverse. Ecco dove si trovano

L’iconografia classica di san Michele lo rappresentava generalmente come guerriero, che combatte il diavolo e armato di una spada o di una croce. Ma, in un certo numero di opere, alla sua spada od alla sua lancia cruciforme, si aggiunge, come attributo statico, la simbolica bilancia.

E’ così per la statua della chiesa di Laguenne (Corrèze, XV secolo. Il san Michele di Belpech (Aude, XV secolo) è vestito d’una ampia tunica e schiaccia ai piedi il drago. Prima della sua mutilazione, egli teneva una bilancia. E’ anch’esso al XV secolo che appartiene il bel san Michele di Locronan (Finistère). Armato in ferro, ma con le spalle coperte da un mantello svolazzante, egli abbassa la sua spada verso il mostro e tiene nell’altra mano, davanti a lui, una piccola bilancia con un’anima in ogni piatto come a Laguenne.

E’ sotto questo duplice aspetto che è raffigurato sul dipinto murale di Saulcet (Allier, XV secolo), su quello del cimitero di Casetllo di Rostino (Corsica, XV secolo), su di un pannello dipinto del museo d’Orléans (XV secolo), su di una scultura della chiesa di Mussy-sur-Seine (Aube, XV secolo), sulla pala della Certosa di Pavia, opera del Perugino (conservata al National Gallery).

Public Domain
Il dipinto del Perugino

E viene rappresentato in questo modo anche su un dipinto francese del XV secolo al museo Calvet, in Avignone, ecc.  In quest’ultima opera, se la bilancia rimane un attributo puramente convenzionale, non è lo stesso per la spada. L’arcangelo la brandisce con la mano destra per colpirne il suo nemico atterrato, mentre con la mano sinistra egli tiene l’orifiamma di Cristo, unito ad una croce. Il pittore è riuscito ad inserire nondimeno la bilancia, legandola all’attaccatura dell’orifiamma.

La chiesa di Pont-Bellanger (Calvados) possiede un quadro rappresentante san Michele che ha la bilancia e la spada. A Lucerai (Alpi Marittime), un dipinto murale della cappella Nostra Signora del Buoncuore (XV secolo, restaurato nel XIX) mostra san Michele che ha una picca ed una bilancia. Su di un altro dipinto murale, anch’esso del XV secolo, nella cripta di Saint-Bonnet-le-Chateau (Loira), san Michele è in armatura da cavaliere, ma non combatte. Egli tiene nella sua mano destra una croce processionale dove ondeggia l’orifiamma di Cristo, e, nella sua mano sinistra, una bilancia i cui piatti sono vuoti. Egli è fieramente accampato sullo spalto a crinali di un’opera fortificata, vicino ad una torre munita d’un campanile che ospita tre campane. All’entrata della fortificazione, sta san Pietro. Si tratta là della Gerusalemme celeste, che custodiscono insieme il grande prevosto ed il porta-chiavi.

Leggi anche: Così San Michele arcangelo è entrato nella liturgia cristiana

Infine, se talvolta la statua dell’arcangelo in armi si leva al di sopra della porta d’entrata delle chiese, come per vietarne l’accesso al nemico del genere umano”, lo si vede anche, allo stesso posto, non già con la sua spada, ma con la sua bilancia. E in sua presenza così definita nel pignone della navata ha lo stesso valore di monito dell’Ultimo Giudizio che decora tante facciate occidentali. Egli è là per ricordare ai cristiani la realtà dei loro fini ultimi. Si poteva vederlo così, al tempo dell’abate Lebeuf, “sulla punta del pignone” della chiesa Notre-Dame-des-Champs, una delle più antiche di Parigi, che scomparve nella Rivoluzione, dopo essere diventata alla fine dell’ancien régime la cappella di un Carmelo.

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