Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
lunedì 14 Giugno |
Sant'Eliseo
home iconCultura
line break icon

4 indicazioni di propositi di vita nascoste in Toy Story 4

TOY STORY 4

Disney Pixar

Paul Asay - pubblicato il 28/06/19

L'ultimo lavoro della Pixar è un'altra storia con messaggi per tutta la famiglia

Toy Story ha cambiato tutto.

Prima dell’uscita del primo film della serie, nel 1995, i cartoni animati erano solo per bambini, e al massimo potevano essere belli potenti e insegnare qualche buona lezione. Sei bello come sei!, dicevano. Puoi fare qualsiasi cosa!

Toy Story, però, ha preso questi temi e li ha rivoluzionati, dando loro più influenza e complessità: e se non mi sentissi bello?, chiedeva il film originale. Cosa succede quando incontri qualcuno che ti fa sentire brutto e geloso, come quando Woody ha incontrato per la prima volta Buzz? E se non riesci a fare tutto, come quando Buzz si è reso conto di non essere in grado di volare? Questi temi hanno attirato l’attenzione degli adulti. I bambini amavano ancora Woody e Buzz, certamente, e hanno imparato grandi lezioni sull’amicizia e il sacrificio, ma questo film era rivolto anche alle mamme e ai papà.

Da allora, quindi, la Pixar (che ora è ufficialmente un’ala del castello Disney) ha realizzato una serie di film, per la maggior parte successi di critica e di pubblico, e le storie sono diventate sempre più sofisticate. Toy Story 4 potrà sembrare a molti non bello come il primo, ma è senz’altro il più ambizioso a livello di trama, e dispensa molte lezioni che altri film non oserebbero mai offrire.

È interessante che per la maggior parte ruotino intorno al concetto di obiettivo. Prendiamone in considerazione quattro…

La difficoltà di cambiare

Il cambiamento è difficile per tutti, e quando Bonnie – la bambina che possiede ora Woody, Buzz e tutta la banda – deve andare all’asilo, la poverina si comporta come se stesse per essere spedita sul campo di battaglia. È terrorizzata all’idea di andare in una scuola nuova con nuove persone, e quindi nonostante le indicazioni della scuola di non portare alcun giocattolo in classe, Woody si inserisce nello zainetto di Bonnie pensando che la bambina potrebbe aver bisogno di un amico. E ha ragione.

Ma Woody ha anche un’altra motivazione. Anche la sua vita sta cambiando, e questa azione è in un certo modo egoistica – è un modo per tornare ad essere il giocattolo preferito di Bonnie.

In questo momento Woody non è in cima ai pensieri di Bonnie, resta il più delle volte nell’armadio, e quando parla del suo destino sentiamo un’eco delle nostre stesse lotte con il cambiamento. A volte sembra un padre i cui figli hanno lasciato il nido e sembrano non avere più bisogno di lui. Da spettatori, vediamo che l’obiettivo che Woody ha abbracciato per tanto tempo – la sua chiamata, se vogliamo chiamarla così – è cambiato. Penso che a volte tutti noi lottiamo con i cambiamenti a lavoro o a casa, ma lottiamo soprattutto quando sembra che la nostra chiamata – la cosa per cui sentiamo che Dio ci ha creati, l’obiettivo che ci sforziamo di realizzare – sia irrilevante. Quando ci sembra di essere noi stessi irrilevanti.

La via verso la redenzione di Woody non è semplice, e approfondire il tema svelerebbe parti del film che non voglio rivelare. Woody ci insegna però che anche se il nostro obiettivo non è più quello di una volta (o quello che pensavamo che fosse), riusciamo ancora a trovare un significato per la nostra vita. Dobbiamo solo cercarlo in qualche posto inaspettato.

  • 1
  • 2
  • 3
Tags:
cartone animatofilmpixarpropositivita
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
don Marcello Stanzione
Le confessioni di Mamma Natuzza: “Ho visto i morti, ecco co...
2
Landen Hoffman
Sarah Robsdotter
“Gli angeli mi hanno preso e Gesù mi vuole bene”: un bimbo di 5 a...
3
nun
Larry Peterson
Gesù ha donato a questa suora una preghiera di 8 parole per esser...
4
Gelsomino Del Guercio
Strano cerchio bianco sulla testa del Papa. Il video diventa vira...
5
MOTHER AND LITTLE DAUGHTER,
Silvia Lucchetti
Lui si suicida dopo aver ucciso le figlie: Giulia torna a vivere ...
6
Lucía Chamat
La curiosa fotografia di “Gesù” che sta commuovendo la Colombia
7
Catholic Link
Non mi piaceva Santa Teresa di Lisieux finché non ho imparato que...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni