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San Cirillo d’Alessandria credeva che questa fosse la cura per tutte le nostre imperfezioni

Saint Cyril of Alexandria
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Se siete pigri, lenti, orgogliosi o avidi, ecco cosa dovete fare

Scrivendo nel IV secolo, San Cirillo d’Alessandria riconobbe le tante lotte che i cristiani affrontavano ogni giorno e cercò di trovare un rimedio alla loro situazione, credendo che con la giusta “formula” potessero vincere le proprie mancanze e raggiungere la perfezione.

Quello che scoprì potrebbe sembrare estremamente semplice, ma la verità soggiacente è profonda. Ecco cosa scrisse:

Se il veleno dell’orgoglio si sta gonfiando dentro di voi, rivolgetevi all’Eucaristia, e quel Pane, che è il vostro Dio che si umilia e si maschera, vi insegnerà l’umiltà.

Se la febbre dell’avidità egoista infuria in voi, nutritevi di questo Pane, e imparerete la generosità.

Se il vento freddo della bramosia vi sferza, ricorrete subito al Pane degli Angeli, e la carità sboccerà nel vostro cuore.

Se sentite il prurito dell’intemperanza, nutritevi con la Carne e il Sangue di Cristo, che ha praticato l’autocontrollo eroico durante la sua vita terrena, e diventerete temperati.

Se siete pigri e lenti nelle cose spirituali, rafforzatevi con questo Cibo celeste, e diventerete fervorosi.

Se infine vi sentite bruciati dalla febbre dell’impurità, accostatevi al banchetto degli angeli, e la Carne senza macchia di Cristo vi renderà puri e casti.

San Cirillo credeva fermamente che una corretta recezione della Santa Eucaristia potesse rimediare a ciò che mancava nell’anima di un cristiano.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica richiama le parole di San Cirillo e rafforza la convinzione che quando l’Eucaristia viene ricevuta con grande fede e amore le nostre mancanze vengono consumate dalla gloria di Dio:

“Ricevere l’Eucaristia nella Comunione reca come frutto principale l’unione intima con Cristo Gesù… La Comunione alla Carne del Cristo risorto, « vivificata dallo Spirito Santo e vivificante », conserva, accresce e rinnova la vita di grazia ricevuta nel Battesimo. La crescita della vita cristiana richiede di essere alimentata dalla Comunione eucaristica… Come il cibo del corpo serve a restaurare le forze perdute, l’Eucaristia fortifica la carità che, nella vita di ogni giorno, tende ad indebolirsi” (CCC 1391-1394).

Il Catechismo prosegue dicendo che “proprio per la carità che accende in noi, l’Eucaristia ci preserva in futuro dai peccati mortali” (CCC 1395). In altri termini, quando riceviamo l’Eucaristia in modo degno dopo aver confessato i nostri peccati mortali nel sacramento della riconciliazione, veniamo rafforzati per combattere anche le tentazioni più forti che si possono presentare nella nostra vita.

Bisognerebbe tenere a mente che tutti questi frutti spirituali si fondano sulla convinzione della presenza di Gesù nell’Eucaristia e richiedono di accostarsi previamente alla Confessione quando si è consapevoli di peccati gravi. Rispettando queste due condizioni fondamentali, più fede e fiducia in Dio portiamo con noi a Messa, più saremo rafforzati al momento di tornare nel mondo.

Gesù ci ha già donato il rimedio per tutte le nostre mancanze. Dobbiamo semplicemente accettarlo e accoglierlo con cuore contrito.

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