Ricevi Aleteia tutti i giorni
Comincia la tua giornata nel modo migliore: leggi la newsletter di Aleteia
Iscriviti!

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Da artigiana a suora: entra in monastero ma i genitori non la vogliono più vedere

NUN
Amarax | Shutterstock
Condividi

La storia della clarissa scultrice Suor Angela Benedetta Terriaca. La crisi prima del matrimonio, l'entrata in convento, il percorso con le monache. E un lieto fine (a metà)

Il 29 giugno, la chiesa del Sacro Cuore di Mola di Bari torna ad ospitare la professione solenne di una religiosa: si tratta della clarissa Suor Angela Benedetta Terriaca. Sarà l’arcivescovo monsignor Francesco Cacucci a consacrarla.

Una investitura importante che cade in un momento di grande crisi delle vocazioni (solo nel Monastero delle Clarisse di Mola, istituito nel 1677, l’ultima Professione solenne risale al 2000).

Tv2000/Youtube

La svolta: 10 anni fa

La storia di questa religiosa non è comune. Infatti prima di entrare nell’ordine delle Sorelle Povere del Monastero di Santa Chiara di Mola era una artigiana. Ha lasciato il suo lavoro da scultrice per diventare suor Angela Benedetta.

Angela, come racconta La Gazzetta del Mezzogiorno (25 giugno), è una giovane artista di origini molisane – che impreziosisce con le sue decorazioni gran parte dei ceri pasquali presenti nelle parrocchie dell’Arcidiocesi di Bari-Bitonto – è arrivata 10 anni fa. «Ero fidanzata – racconta Suor Angela Benedetta – e proprio quando siamo arrivati al punto che dovevamo sposarci sono andata in crisi perché non ero convinta che era quello che desideravo in fondo. La prima cosa che ho fatto è stata quella di voler capire meglio che cosa desiderassi e il Signore mi ha fatto incontrare don Enzo un sacerdote straordinario del mio paese con il quale ho intrapreso un cammino di conoscenza di me stessa».

“Non sono mai venuti a trovarmi”

«Nella scelta – prosegue la religiosa – mi ha aiutato tantissimo il poter dire tutto quello che avevo dentro, i miei desideri più profondi, che avevo tenuto nascosti perché non coincidevano con quelli dei miei genitori».

Mamma e papà infatti, non hanno mai gradito quella scelta. «Male. Sono otto anni che sono in monastero e non sono mai venuti a trovarmi nè verranno alla cerimonia della mia professione solenne, dove saranno presenti invece mia sorella, mio cognato e i miei due nipotini. I miei genitori, ora ottantenni, non riescono proprio ad accettare la mia scelta».

“Io ho incontrato un volto”

Eppure la scelta di diventare suora non è un tabù. «Prima di tutto perché incontra una persona. Io ho incontrato un volto, Gesù Cristo, e da quel momento la mia vita è cambiata. Prima nulla per me aveva un senso. Ora invece mi sento pienamente realizzata con questa modalità di vita».

«Una vita normale – evidenzia suor Benedetta – nella quale ti accorgi che ogni giorno sei chiamata ad uscire da te stessa e devi andare incontro all’altro. Nello specifico del nostro monastero di Mola, qui ogni giorno bussano tantissimi poveri e con loro cerchiamo di condividere quello che abbiamo, quello che riceviamo lo ridoniamo a loro».

Il senso della missione

La vita in monastero, osserva sempre alla Gazzetta del Mezzogiorno, arricchisce l’anima. «C’è tanta gente in difficoltà che chiede anche solo di essere ascoltata e io ogni giorno imparo molto da loro. Ho imparato l’umiltà di chiedere di chi non possiede nulla e che quando riceve qualcosa è pronto a ricambiare in mille modi, anche aiutandoci con attività di volontariato, in questo modo venendo a sua volta incontro a noi. Questo – chiosa – è il senso autentico della nostra missione».

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni
I lettori come te contribuiscono alla missione di Aleteia.

Fin dall'inizio della nostra attività nel 2012, i lettori di Aleteia sono aumentati rapidamente in tutto il mondo. La nostra équipe è impegnata nella missione di offrire articoli che arricchiscano, ispirino e nutrano la via cattolica. Per questo vogliamo che i nostri articoli siano di libero accesso per tutti, ma per farlo abbiamo bisogno del vostro aiuto. Il giornalismo di qualità ha un costo (più di quello che può coprire la vendita della pubblicità su Aleteia). Per questo, i lettori come TE sono fondamentali, anche se donano appena 3 dollari al mese.