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La Natività di San Giovanni Battista e i “Natali trimestrali” della Chiesa

THE BIRTH OF Saint John THE BAPTIST

Rogier van der Weyden | Wikipedia Public Domain

Tom Hoopes - pubblicato il 25/06/19

Avete mai pensato a quelle che vengono chiamate le 4 gioie del Natale o i 4 momenti in cui il Natale “invade” l'anno?

Natale è passato da sei mesi, e la Chiesa dice che è ora di un promemoria trimestrale del Bambin Gesù. Questa volta il promemoria arriva nella persona di Giovanni Battista, cugino di Gesù, la cui nascita viene celebrata il 24 giugno.

La Pasqua è così potente che dedichiamo ogni domenica alla Resurrezione, e quindi non dimentichiamo mai la nuova vita che Gesù ci ha donato.

Anche il Natale è potente – è la festa preferita dalla maggior parte delle persone –, e il calendario ecclesiale ci presenta notizie di qualche bambino ogni tre mesi, di modo da non dimenticare mai la magia del Natale.

Prima arriva la notizia della gravidanza di Maria.

Il 25 marzo, quando termina il primo quarto dell’anno, abbiamo la festa dell’Annunciazione e il primo annuncio del Natale.

“Ecco, tu concepirai e partorirai un figlio, e gli porrai nome Gesù. Questi sarà grande e sarà chiamato Figlio dell’Altissimo, e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre. Egli regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine”.

È il riassunto della buona novella: Dio promette al suo popolo che sta arrivando, e dobbiamo prepararci a ricevere il nostro re. La Chiesa ricorda questa promessa del Natale ogni giorno nell’Angelus.

Tre mesi dopo c’è la nascita del cugino di Gesù, Giovanni.

Il 24 giugno, alla fine del secondo trimestre, abbiamo la nascita di Giovanni e un altro annuncio del Natale (in passato veniva celebrata il 25 giugno, ma poi il calendario è stato ricalibrato).

Zaccaria, padre di Giovanni, dice al piccolo: “E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo,
perché andrai davanti al Signore per preparare le sue vie”.

Per millenni, i religiosi hanno recitato le parole di Zaccaria nel Benedictus tutte le mattine, rendendo ogni alba un segno del Natale.

Tre mesi dopo abbiamo la nascita di Maria, Lei stessa un segno del Natale.

L’8 settembre è la festa della Natività della Vergine Maria, che insieme a Giovanni e a Gesù è il terzo e ultimo bambino celebrato ogni anno nel calendario ecclesiale. La liturgia saluta la bambina Maria come segno della fine del Natale.

Tre mesi dopo quella data, l’8 dicembre, ancora notizie di un bambino.

Esattamente tre mesi dopo la Natività di Maria c’è la festa dell’Immacolata Concezione.

Questo giorno celebra il concepimento di Maria senza peccato fin dall’inizio – la stessa realtà che ricordiamo ogni volta che recitiamo il nostro più comune promemoria del Natale: “Ave Maria, piena di grazia, il Signore è conte. Tu sei benedetta fra le donne, e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù”.

Tutte queste feste orbitano intorno al Natale e traggono da questo il loro potere.

La gioia principale del Natale è la storia della vita di Cristo, e questa storia inizia all’Annunciazione, quando “il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”.

La seconda gioia del Natale è quella dell’avvicinamento della nostra famiglia. Il piccolo Giovanni Battista, dice Gabriele a Zaccaria, “convertirà molti dei figli d’Israele al Signore, loro Dio” e volgerà “i cuori dei padri ai figli”.

La terza gioia del Natale è offrire dei doni. È questo il messaggio della Natività di Maria, secondo Papa Francesco: “Maria ha saputo essere trasparenza della luce di Dio e ha riflesso i bagliori di questa luce nella sua casa, che condivise con Giuseppe e Gesù, e anche nel suo popolo, nella sua nazione”.

La quarta gioia è ricevere dei doni. Il Magnificat di Maria è il suo canto di gioia per i tanti doni che ha ricevuto dal momento dell’Immacolata Concezione: “L’anima mia magnifica il Signore… grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente… ha ricolmato di beni gli affamati… ha soccorso Israele, suo servo”.

E allora godetevi tutti questi “piccoli Natali”.

Manca ancora molto al Natale, eppure è più vicino che mai. Dio continua a mandarci notizie di bambini perché non lo dimentichiamo mai.

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