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Preghi per mostrare la tua fede o per cercare un’intimità con il Signore?

WOMAN PRAYING

Pascal Deloche | Godong

don Luigi Maria Epicoco - pubblicato il 19/06/19

Il Vangelo di oggi ci dice che il bene è tale non quando cerca il consenso o l’ammirazione, ma quando non cerca null'altro che il semplice bene.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà». (Mt 6,1-6.16-18)

“Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli”. La tentazione di vivere davanti agli uomini è sempre molto forte. È quella tentazione che ci fa vivere nel condizionamento del giudizio degli altri. Siamo come bisognosi che gli altri si accorgano di noi, che ci riconoscano, che ci dicano bravo. Ma dietro questo bisogno tutto umano può nascondersi anche una fatale dipendenza che ci toglie completamente la libertà di essere noi stessi. Il vangelo di oggi ci dice che il bene è tale non quando cerca il consenso o l’ammirazione, ma quando non cerca null’altro che il semplice bene. “Quando dunque fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa”. Ma questa regola d’oro di non vivere dipendenti dal giudizio e dal riconoscimento altrui deve toccare innanzitutto la nostra vita spirituale. In questo senso la nostra preghiera non deve mai diventare un modo per ostentare la fede o per sentirci migliori degli altri. La preghiera che conta è la ricerca di un’intimità con il Signore che la si trova solo a patto di entrare innanzitutto in quella stanza segreta del cuore. Non è un invito a nascondersi, ma a non trasformare la preghiera in una pratica religiosa che salva solo il nostro buon nome e non per forza la nostra vita. “Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”. Allo stesso modo il digiuno, come ogni altra pratica penitenziale non può trasformarsi in un pretesto per attirare l’attenzione degli altri, o per giustificare i nostri musi lunghi e le facce da funerale. “Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”.
(Mt 6,1-6.16-18)
#dalvangelodioggi

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