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Venezuela: gli “aiuti umanitari” includono anche alcool e prostitute?

VENEZUELAN
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Generose donazioni per salvare la vita dei venezuelani che soffrono per la peggiore crisi umanitaria della storia del Paese, ma non tutti i fondi arrivano a destinazione. Alcuni sono usati per comprare bevande alcoliche o pagare hotel e “intrattenimento” per adulti

Una grave rete di corruzione, frode, malversazione e opacità circonda i fondi inviati all’équipe del deputato Juan Guaidó come parte degli aiuti umanitari per il Venezuela alla frontiera, secondo quanto denuncia un dettagliato lavoro di ricerca di PanamPost, che include pagamenti e fatture.

Fonti della Chiesa cattolica hanno confermato ad Aleteia che di fronte alla gestione dell’assistenza umanitaria alla frontiera che separa il Venezuela dalla Colombia, i leader politici sono stati avvertiti della necessità di un’assoluta trasparenza, ma la partecipazione diretta e di controllo dell’istituzione è stata rifiutata da molti.

Difensore a oltranza dei diritti umani e accusato dal Governo di Nicolás Maduro di essere un leader dell’opposizione, il segretario generale dell’Organizzazione degli Stati Americani (OEA), Luis Almagro, ha chiesto agli enti colombiani di indagare in modo formale e indipendente per accertare le responsabilità dei fatti.

L’alto funzionario ha chiesto un’“indagine che chiarisca le gravi accuse formulate”, e ha sollecitato a riferire le “responsabilità”, sostenendo che “non c’è democratizzazione possibile con l’opacità degli atti di corruzione”.

Le accuse non sono poche, e arrivano all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR), responsabile della gestione di centinaia di militari venezuelani disertori a Cúcuta (Colombia), che includerebbe – sempre secondo la denuncia ancora sotto esame – il “pagamento di prostitute”.

Scossa dalle accuse, l’équipe della sede diplomatica creata dall’Assemblea Nazionale venezuelana in Colombia, nelle mani dell’ex ministro Humberto Calderón Berti, ha definito l’accaduto “imbarazzante” e ha annunciato che lavora a un’audizione al riguardo, nel bel mezzo di una reazione che rivela l’impossibilità della revisione pubblica dei conti e della gestione dei fondi.

Denaro per pagare prostitute

Lo scandalo ricorda le indagini dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), di Oxfam e di Medici Senza Frontiere (MSF), che nel recente passato hanno rivelato l’esistenza di “molestie, abusi sessuali e condotte inadeguate” da parte di varie ONG mondiali.

Nel 2010, il quotidiano britannico The Times ha rivelato che il personale di Oxfam aveva usato il denaro dell’organizzazione per pagare prostitute durante una missione a Haiti dopo il terremoto che ha provocato migliaia di morti nel Paese caraibico.

Nel caso venezuelano, si moltiplicano le denunce che parlano dell’esborso di ingenti quantità di denaro per destinazioni oscure.

Ghiaccio, bevande alcoliche, pagamenti non dettagliati in farmacie e drogheria alla frontiera, trasferimenti che includono veicoli affittati giornalmente e voli da e verso la capitale di un gruppo di persone non specificato, nonché il soggiorno di parte dell’équipe degli inviati di Guaidó in alberghi sotto il controllo dell’ACNUR e del Governo di Iván Duque con fondi “umanitari” – i rapporti relativi alle spese a Caracas “per oltre 47.000 dollari” includono denaro per il pagamento degli hotel Cinera, Cinema Cúcuta, Hampton, Sterling e Zaraya, “divisi tra il Governo colombiano e l’ACNUR”, mentre il dossier pubblica immagini delle “fatture dell’Hotel Vasconia, di giorni diversi, con il numero di ricevuta in sequenza”.

Migliaia di dollari in bevande e discoteche

1450 militari sarebbero usciti dallo schieramento di Maduro per sostenere Guaidó dalla Colombia, secondo quanto reso noto dall’équipe del leader oppositore del Governo di Iván Duque, ma alcuni, in base a una valutazione dell’intelligence colombiana, stimano che gli inviati Rossana Barrera e Kevin Rojas avrebbero gonfiato la cifra reale, di non più di 700 militari, raddoppiandola per giustificare una maggiore quantità di denaro.

Le fatture dimostrano gli eccessi. Ci sono vari scontrini, ma “firmati lo stesso giorno e con stili di scrittura identici”, quasi tutti “senza timbro”, con resoconti di spese di “più di 3.000.000 pesos” a notte, “investiti parzialmente in discoteche”. A questi si sommano migliaia di dollari “in bevande” e cibo, e spese di abbigliamento “in negozi carissimi di Bogotà e Cúcuta”, affitto di veicoli e “pagamenti in hotel in sovrapprezzo”.

L’incoerenza numerica è evidente anche nelle cifre stabilite per notte per la stessa stanza, con ricevute in cui non appaiono mai i dati dei destinatari.

Notte alla frontiera

Lo scandalo ricorda anche quando accaduto alla vigilia del concerto per il Venezuela, organizzato alla frontiera. In una notte di eccessi è morto il cugino e assistente del deputato Freddy Superlano, che fungeva da presidente della Commissione di Controllo dell’Assemblea Nazionale.

Anche se il legislatore si è ripreso dalle situazioni sanitarie gravi in cui versava, al cugino non è andata altrettanto bene, e ha perso la vita nell’imbarazzante incidente dopo che due prostitute hanno “rubato a lui e al cugino i loro averi”.

La polizia avrebbe confermato che si trovavano al motel Penélope intossicati da escopolamina da alcune prostitute appena prima del concerto Venezuela Aid Live alla frontiera, e si suppone che avrebbero gestito l’ingresso degli aiuti umanitari nella Nazione sudamericana.

Abbondano i dubbi anche sul concerto svoltosi il 22 febbraio a Cúcuta (Colombia) e organizzato dall’imprenditore britannico Richard Branson, in cui sono stati raccolti quasi 2,4 milioni di dollari dei 100 previsti.

Secondo gli organizzatori, 1.800 persone hanno lavorato agli aspetti logistici e altrettante alla sicurezza dell’evento, che ha contato sull’aiuto di almeno 800 volontari e ha riunito un pubblico di 400.000 persone.

Circa il denaro, si è detto che sarebbe stato destinato agli aiuti umanitari “attraverso investimenti sociali sostenibili, efficaci e trasparenti”, e si è assicurato che sarebbero avvenuti “entro il 22 aprile, tempo durante il quale sarebbe stato compiuto uno studio delle necessità principali”.

Sul sito https://venezuelaaidlive.com/ si può vedere la cifra esatta raccolta dopo il concerto: 2.351.812 dollari statunitensi. Si è anche reso noto della creazione della fondazione Aid Live Foundation per “garantire la continuità degli sforzi per l’attenzione all’emergenza umanitaria”.

Il sito web segnala che si occuperà “dello sviluppo integrale dell’infanzia, dell’accompagnamento alimentare dei bambini, della salute e dell’accesso ai servizi fondamentali infantili e della promozione del benessere delle famiglie di migranti radicate in Colombia”.

I progetti, aggiunge, saranno controllati, e “le organizzazioni con cui si lavorerà a stretto contatto dovranno rispettare i criteri per ricevere i fondi delle agenzie internazionali di finanziamento”. Finora non figura alcun rapporto sulla destinazione attuale del denaro.

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