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La contraccezione è una proposta vecchia, il futuro è dei metodi naturali. Parola di Thérèse Hargot

© Alexandre Meyer pour Aleteia

Monte di Venere - pubblicato il 18/06/19

Ad ogni modo, è dato che le giovani sessualmente attive che ad un certo punto ricorrono ai metodi naturali, spesso proprio in virtù di questa conoscenza di sé che si acquista, cambiano strada. Ad Arezzo durante la serata dedicata al nostro libro, Thérèse Hargot ha incontrato Flora Gualdani, ostetrica fondatrice dell’opera Casa Betlemme, che ha soccorso migliaia di donne e ragazze madri, che sostiene che per quanto riguarda la gestione della fertilità il futuro è dei metodi naturali:

dopo la de-medicalizzazione del parto e poi della gravidanza la prossima tappa sarà nella gestione della fertilità.



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“Sono un uomo e preferisco i metodi naturali”

Thérèse Hargot condivide questo pensiero e promuove i metodi naturali come terapeutici per il rapporto di coppia: sono alternative moderne, affidabili, che aiutano la relazione a crescere nell’amore, visto che è richiesta una certa responsabilità e autoregolazione, oltre a permettere lauta libertà di sperimentare.

La pillola era la svolta per le nostre nonne, ma noi sappiamo che fa male, va ad incidere in un meccanismo molto fine, assumiamo un farmaco senza essere malate e ci sterilizziamo volontariamente. Come può darci rispetto l’uomo che non sente il peso di tutto questo, al quale ci offriamo sempre disponibili? Oltretutto la pillola appiattisce la libido della donna, la sessualità femminile è malmenata dalla contraccezione ormonale.

E prosegue:

Vivere la sessualità sottoposti alla minaccia del bambino è indice di una forma di egoismo che la nostra società individualista ci svende come libertà: la pillola è simbolicamente la garanzia del benessere. Oltretutto anni e anni di contraccezione, non hanno di fatto diminuito il ricorso all’aborto, che è diventato il servizio clienti della contraccezione: fallisce la contraccezione ordinaria, voilà l’alternativa. Fabrice Hadjadj nel suo libro sottolinea che un’altra conseguenza della paura del bambino sarà l’aridità degli incontri: …è fatale che si finisca strangolati da mille problemi tecnici: “ho preso la pillola?… Stai attento! Stai attento!! No, non riesco! Non riesco! Questo fatto dell’incintamento m’ha ghiacciato il sangue nelle vene!… Il diaframma? Sì, lo uso, ma tu non avevi detto che oggi… e poi quel coso di gomma nella pancia non mi piace… mi fa impressione… mi pare di avere un chewing gum… ti sei spoetizzato? Be’, mi dispiace!»

E ancora al riguardo di questo modo di vivere la sessualità:

l’edonismo presuppone un calcolo permanente per esaminare i piaceri sicuri ma altresì i dispiaceri possibili.

Conclusioni

Da sessuologa, anzi prima di tutto da filosofa, da moglie e da madre, Thérèse Hargot ci ha salutati all’ultimo incontro, a Milano, raccontandoci che i bambini sono una ricchezza, le madri stanno crescendo delle persone per il futuro della nostra società, non è cosa da poco, non è tempo perso, anche se questo è quello che il mondo vuole inculcarci. Dobbiamo cambiare quello che pensiamo su quello che vivono le donne, possiamo valorizzare questo ruolo, a vantaggio anche dell’impresa, si sviluppano competenze, mentre si cucina, si cambiano pannolini, si pensa a scrivere un libro. Stiamo assistendo allo sgretolamento del sistema ideologico del ’68, ma è urgente un nuovo modello, nuove strategie, cambiamenti di società, è questo il suo appello, per arrivare a vivere il profondo desiderio che abita i nostri cuori, non soltanto di essere liberi per essere liberi, ma liberi per amare ed essere amati, che è l’unica cosa che conta nella vita.

Articolo tratto da Prospettiva Persona n°100- 3/8/2017

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO PUBBLICATO SUL BLOG MONTE DI VENERE

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Tags:
giovanimetodi naturali fertilitarivoluzione sessuale
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