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Non hai voglia di pregare? Ecco 4 punti da ricordare…

RÓŻANIEC
Daniel Jedzura | Shutterstock
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3. Ci sono momenti di oscurità

Nella vita spirituale si presentano momenti di desolazione in cui non si ha voglia di pregare. Non si desidera vivere l’Eucaristia, si presentano migliaia di tentazioni e desideri di tutto ciò che magari ci si è lasciato indietro dopo tanto sforzo, ed è come se tutto questo ci seducesse. È allora, però, che non dobbiamo dimenticare che nei momenti di desolazione non si possono cambiare princìpi, ci si deve attenere ad essi per raggiungere una crescita nella fede, quella fede che anche se non si vede continua ad essere salda.

La consolazione consiste quindi in un dono che lo Spirito di Dio, che è eternamente buono, offre all’anima per rafforzarla e riempirla di vitalità. I momenti di desolazione sono quelli in cui il demonio attacca e cerca di tentarci con prove e seduzioni, ed è in questo che si radica la necessità di riconoscere le nostre miserie e saperci del tutto bisognosi di Dio.

4. La vita spirituale è suscettibile al cambiamento

In ogni momento e in ogni tempo, consolazione e desolazione ci si presentano in uno scambio prolungato e costante. È come se si trattasse di vedere luce e oscurità, e l’aspetto fondamentale è avere il sostegno per vedere le strategie del nemico, rafforzarsi nei momenti di tranquillità e innamoramento di Dio e rimanere saldi senza dimenticare che nei periodi di aridità non si cambia. È questa la chiave per vincere la battaglia.

Il cristiano non può mai permettersi di non allenarsi, di vivere senza la preghiera, perché perderebbe il suo nutrimento e la sua vitalità, rimanendo indifeso. Pregate quindi anche quando non ne avete voglia, e se non avete parole ricordate sempre che Dio capisce anche il nostro sguardo silenzioso.

Qui l’articolo originale pubblicato su Catholic Link.

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