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“Ma come ci si iscrive al Monastero Wi-Fi?”

MONASTERO WI-FI
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Ecco un ripasso dell'avventura compiuta fino a qua e un po' di compiti per le vacanze.

“Ma come si fa a iscriversi al monastero wi-fi”?

Siccome ancora continua ad arrivarci qualche domanda come questa, forse può essere il momento per un veloce ripasso, prima di assegnarci i compiti per le vacanze, alla fine dell’anno scolastico, che non è la fine dell’anno liturgico e neanche di quello solare, ma è comunque un cambio di vita per tanti di noi.

Allora, partiamo dai fondamentali: l’idea di vederci con un gruppo di amiche per pregare insieme, è venuta all’ormai famigerata bionda genovese, Monica, al grido di “così veniamo noi, e tu non ti stanchi”, che poi rimarranno le ultime parole famose (alla fine ci siamo stancate tutte tantissimo, e io non ho affatto smesso di viaggiare, ma non importa).

Ma l’incontro in carne e ossa non è la cosa più importante del monastero wi-fi. L’idea di fondo è ancora più semplice: farci compagnia per essere più saldi nei nostri impegni di preghiera, da incastrare nelle nostre vite quotidiane tutte abbastanza piene. Questa compagnia si concretizza in contatti a distanza – mail telefonate messaggi social e via dicendo, ma soprattutto preghiera e pensiero, o semplice comunione nel sentire con i tanti che neanche conosciamo per nome – perché tutti abbiamo tanto da fare, però tutti abbiamo bisogno di una vita spirituale seria, e non sempre in tutte le parrocchie questo ci viene ricordato con sufficiente forza.

Tutti vogliamo incontrare seriamente il Signore, cominciare a vivere la “vita in Cristo”, in colui cioè che “con una certa meravigliosa violenza, con tirannide amica, a sé solo ci unisce, ed è sempre e del tutto presente a coloro che vivono in lui, provvede a ogni loro bisogno, è tutto per essi, e non permette che volgano lo sguardo a nessun altro oggetto, né che cerchino nulla al di fuori di lui” (Nicola Cabasilas, La vita in Cristo).

Per far questo è indispensabile mettere in moto una vita spirituale seria, adottare una regola di vita e cercare pazientemente di avvicinarsi a rispettarla. (Dico avvicinarsi perché se io minimamente rispettassi quello che dico sarei un padre del deserto, invece sono una sciatagalline, per la traduzione chiedete a Monica). Avere dunque un cuore monacale significa essere allenati a cercare spazi per trovare Dio nel quotidiano, spazi solo per lui, ma anche spazi per vivere con lui facendo altro.

In questo senso il monastero Wi-Fi non è altro che la Chiesa, cioè la comunione dei santi, che poi vuol dire i battezzati. Quindi non ci si iscrive a niente, per rispondere alla domanda dell’inizio, non c’è nessuna appartenenza che non sia la Chiesa, nessuna targa, nessun colore, nessun leader. Tutti quelli che hanno questo stesso desiderio, avere una vita spirituale seria, possono dirsi a buon diritto confratelli e consorelle wi-fi, indipendentemente dal fatto che abbiano o meno contatti con altri.

Ma poiché per farsi compagnia è importante ogni tanto vedersi, sentirsi accolti in una comunità di carne, abbiamo fatto questa follia di fare un Capitolo Generale: il primo si è tenuto a Roma il 19 gennaio, il secondo sarà di nuovo a Roma il 19 ottobre, mentre a Milano si è tenuto il primo Capitolo per la “provincia settentrionale”, come dicono gli ordini religiosi.

Come sa chi ha avuto la fortuna di esserci, il senso era creare un’oasi nella quale fare rifornimento prima di ripartire per i nostri sentieri nel deserto, e abbracciarci per incoraggiarci a proseguire, perché la compagnia, nel cammino verso Cristo, è fondamentale. Il segno che questa cosa è benedetta da Dio, secondo me, è che non è di nessuno, non ci sono prime donne, tutte ci siamo messe al servizio le une delle altre, e non ci sono neanche primi uomini, perché i sacerdoti sono stati diversi, di diverse formazioni e storie, e ognuno ha messo a disposizione i suoi talenti. Un altro segno è che ci siamo autofinanziati, contribuendo ognuno di noi come abbiamo potuto, e al termine abbiamo svuotato le casse fino all’ultimo centesimo, dando ai poveri del Papa e ad Aiuto alla Chiesa che soffre. Nessuno ha venduto niente, nessuno ha promosso niente, nessuno ha messo da parte niente.

Nel frattempo sono nate realtà di preghiera un po’ in giro per l’Italia: Milano, Firenze, Roma (il primo lunedì del mese, anche a luglio!), Udine, Torino, Bologna, San Marino,Trieste, Reggio Calabria, Arezzo, Levanto. Roba pochissimo fantasiosa: lectio, adorazione, da qualche parte rosario, da qualche altra messa. Insomma i fondamentali. Anche in questi casi, nessun protagonista, e dove si può si cerca di rianimare realtà già esistenti, e sempre sotto la guida di un sacerdote, in pienezza di comunione con la Chiesa. A seguire pubblichiamo la lettera di convocazione per Genova, per martedì 18 giugno, e la locandina aggiornata per Reggio Calabria, che sarà il 15.

Invitiamo i confratelli e le consorelle a ripassare quanto ricevuto negli incontri (a breve dovremmo potervi mettere a disposizione le sbobinature di don Vincent e cerchiamo un volontario per padre Barzaghi, attenzione a offrirvi che è bella lunga), a iscriversi per il 19 ottobre, ma soprattutto a rinnovare la vostra personale regola di vita per l’estate. Come proverete a pregare? Quando? Quanto?

Non importa se fino a ora non avete rispettato i propositi fatti, è tempo di ricominciare: scrivete la vostra regola e incorniciatela all’ingresso della vostra cella, o se come me vi vergognate perché già saprete che non la rispetterete va bene anche infilarla dentro un diario, bella nascosta. Ricordate che i pilastri sono parola di Dio, preghiera, confessione, eucaristia, digiuno (ricordando la meravigliosa regola “liquida non frangunt”, quindi anche la salsiccia si può frullare, volendo, ma su questo interpellerei qualcuno meno goloso di me).

Programmate qualche lettura spirituale (io sto leggendo La vita in Cristo appena citato, ve lo consiglio, e ho in animo di leggere la versione integrale appena uscita di Lui ed io di Gabrielle Bossis) e fate in modo di fare una revisione periodica della regola, un check di quanto riuscite a fare, imparando il discernimento nella gestione del tempo (a proposito di letture spirituali, su questo tema consigliatissimo L’arte di ricominciare di don Fabio Rosini, che contiamo se Dio vuole di avere ancora a san Giovanni a ottobre) e magari chiedendo aiuto a un padre o una madre spirituale.

Ecco, mi sembra di aver detto tutto, ma cercheremo di mettere qui sul blog un po’ di nutrimento per il cammino estivo in vista di san Giovanni a ottobre (contiamo sulle ottobrate romane, Greta permettendo).

Buon cammino!

Ecco la chiamata alle armi della bionda genovese (e mi raccomando non vi fidate mai di lei se vi propone una cosa dicendo “così ti riposi”…)

Carissimi Confratelli e Consorelle del Monastero wifi, amici nella fede,

dopo il raduno romano in San Giovanni in Laterano dello scorso 19 gennaio e il relativo bagno di Grazia, si stanno accendendo tante piccole luci in giro per l’Italia: piccoli gruppi che si incontrano alla presenza di un sacerdote per pregare, esclusivamente pregare…

Costanza, Giuse, io e le altre non avevamo idea di cosa sarebbe venuto fuori da questa idea un po’ matta e cosa avremmo di fatto realizzato, ma lo scopo era a tutte molto chiaro: pregare e far pregare chiunque e ovunque!

Milano, Firenze, Roma, Udine, Torino, Bologna, San Marino,Trieste, Reggio Calabria, Arezzo, Levanto si stanno organizzando in “monasterini” di preghiera, piccoli gruppi perchè “il Signore ama vincere con un piccolo esercito”.

 I nostri “capi” il Cardinal De Donatis e il nostro padre spirituale Don Pierangelo Pedretti, a cui siamo obbedienti, sotto la guida della nostra Madre Chiesa,  non intendono questo come un nuovo movimento o  gruppo, ma come una risorsa di preghiera, una specie di turbina spirituale!

 Siamo quindi a riproporvi, come lo scorso 21 marzo, nella Parrocchia di Nostra Signora delle Grazie e San Gerolamo a Castelletto Corso Firenze, un momento conviviale di una cena condivisa (ognuno porta qualcosa), una chiacchierata informale e soprattutto ADORAZIONE CON ROSARIO MEDITATO guidata dal nostro parroco che  dono quotidiano di fede, tenacia e dedizione a Lui.

Quindi ci vediamo: MARTEDI’ 18 GIUGNO ORE 19,15 NEI SALONI ADIACENTI ALLA CHIESA

(cancello nero a sinistra della chiesa), alle 21 ADORAZIONE IN CHIESA

 Ricordo a tutti il prossimo appuntamento a Roma per il 19 ottobre sempre in San Giovanni in Laterano e invito chi non lo avesse già fatto, a leggersi   “Si salvi chi vuole” di Costanza, libro in cui si enucleano i cinque pilastri su cui vogliamo appollaiarci per …salvarci l’anima!

Un abbraccio e… restiamo pregati!

Monica e Giuse  con Costanza

QUI invece l’aggiornamento di Reggio Calabria

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO SUL BLOG DI COSTANZA MIRIANO

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