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Un angolo di paradiso: come creare un luogo di preghiera in casa

PRAYING
FrameStockFootages | Shutterstock
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7 consigli semplici per trasformare uno spazio della casa in ritaglio domestico di preghiera, dove la famiglia può ringraziare, affidarsi e sentire la compagnia di Dio.

Io sono abbastanza fortunata: se mi stendo sul divano del salotto vedo la basilica di Loreto perfettamente incorniciata tra due tronchi di ulivo del mio giardino. Un quadretto perfetto, in posizione comodissima e dove mi capita di sedermi spessissimo così che, senza neanche pensarci, quando il mio sguardo incrocia il Suo, quello della Madonna Nera della Santa Casa, è già preghiera. Facile, inevitabile più che altro! Mi siedo e subito il pensiero è lì, in alto. Solo da poco ho realizzato in realtà quanto questi momenti di cui la mia quotidianità è piena siano preziosi: istanti a cui non faccio caso, perché spesso mi butto sul divano stravolta, senza intenzione di pregare, ma più che altro di dormire! Eppure quella vista mi rimanda in automatico alla preghiera, piccola o grande, che sia solo un pensiero, un saluto o magari un rosario.

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In realtà ho anche una statua della Sacra Famiglia e qualche icona, per non parlare dei libri religiosi vari sparsi per casa e dei rosari con cui mia figlia adora giocare ed è da un po’ che penso di riunire tutte le varie cose in un unico “angoletto di Paradiso”: un posticino della casa dedicato solo a Dio e alla preghiera, dove chiunque può aprire la Bibbia, dove gli oggetti che sfioriamo con lo sguardo preso dalla nostra quotidianità diventano subito un appiglio, un richiamo, dove anche mia figlia può vedere i suoi genitori fermarsi o magari andare a fare un po’ di bible journaling (che fa molto più chic che dire scarabocchi a caso sulla Bibbia anche se ad un anno è più un attacco d’arte incondizionato).

Anche le cose materiali possono aiutare lo spirito. Quegli oggetti fanno entrare prepotentemente la preghiera nelle nostre giornate piene, anche quando non l’avevamo programmata!

Ecco cosa, secondo me, non deve mancare nel vostro prayer corner domestico!

Una poltrona

First things first: stare comodi! Certo, molti hanno la statua della Madonna su una mensola o dove c’è posto insomma, ma secondo me, avere una poltrona, un divano, un pouf, un luogo caldo e cozy (per dirlo all’americana!) dove sedersi e riposare corpo e mente rende tutto più intimo (…oltre che più comodo!). Non facciamo dell’angolino della preghiera solo un luogo di passaggio, facciamone un punto dove fermarci, dove è piacevole stare, dove c’è calore e spazio per scrivere, leggere, riunirsi e pure addormentarsi se uno vuole e la riflessione si fa davvero profonda!

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L’immagine o la statua sacra

Che sia Maria, Gesù, la Sacra Famiglia, un crocefisso o un’icona poco importa. Trovate qualcosa su cui fissare lo sguardo. Aiuta a non distrarsi, ma soprattutto aiuta a creare un dialogo intimo, occhi negli occhi, cuore a cuore. E più che una noiosa preghiera, quel momento diventerà il dialogo con un amico di cui non potremo più fare a meno nelle nostre giornate.

ICON
Zhemchugova Yulia | Shutterstock

La Bibbia

A volte la uso tipo sfera magica: apro a caso e vedo cosa vuole dirmi il Signore oggi. È divertente vedere come Lui sia sempre lì con la risposta giusta! A parte le mie pratiche divinatorie, la Parola è tutto. La Parola di Dio ha tutte le risposte che cerchiamo, può mettere a tacere dubbi, ansie e paure. Aperta a caso o intenzionalmente, sfogliata, piena di segnalibri e santini sui passi che ci piacciono di più: se cerchiamo risposte, è solo nella Sua parola che potremo trovarle. La Bibbia deve essere come il libro delle ricette: cerchiamo proprio quella che ci serve o magari quella che ci ha consigliato l’amica o il sacerdote, oppure sfogliamo alla ricerca di ispirazione.

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Candele & co.

A mio papà piaceva accendere l’incenso, ma ammetto che è un odore un po’ forte quindi via libera a Yankee candles e compagnia. La candela non è solo un simbolo di devozione e di presenza, se è profumata è anche un piacere per il corpo (un po’ come la poltrona!). Il profumo della preghiera deve accompagnarci sempre e sentirlo davvero, ogni tanto, non fa mica male!

ECCLESIA CANDLE
Instagram I Cathoretro

Acqua Santa

Che sia in una acquasantiera appesa alla parete o in una da tavolo o dentro quelle Madonnine di plastica che ci hanno portato da Lourdes, nel vostro angoletto di Paradiso, non può mancare. L’acqua Santa deve (ri)entrare nella nostra quotidianità, come famiglia: segno della croce, benedizione della porta prima di uscire di casa, benedire le stanze ogni tanto e benedire i bimbi prima di andare a letto. Un gesto un po’ passato di moda, ma davvero bello, potente, che sa di protezione vera.

Scatola con libretti, santini, rosari ecc.

Chi più ne ha più ne metta, ma per non rischiare di sembrare il tavolo delle Paoline nella settimana di saldi, potete mettere tutti gli altri oggetti che usate per pregare in una bella scatola, un baule, un contenitore di legno sempre disponibile a tutti nel prayer corner. Penne, blocchetti di appunti, libro con le intenzioni di preghiera (ho visto alcuni fare addirittura delle lavagnette!), una vita dei Santi che si legge insieme ogni sera, insomma, non c’è un limite né una regola fissa!

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Fiori

Su questo punto (come sull’Acqua Santa poi) sono molto lacunosa. Mi muoiono pure le piante grasse quindi tenere un vasetto fiorito o mettere fiori freschi è sempre un’impresa. Comunque è un’altra di quelle cose che mi piacerebbe riuscire a fare! Non c’entra con la preghiera, ma è sempre un modo di lodare e celebrare la bellezza della nostra fede. Non lasciamo che Dio diventi un suppellettile nelle nostre case e nelle nostre vite, un’immagine appesa a una parete a spolverare quando ci ricordiamo.

Annaffiamo la nostra fede, tutti i giorni, come quei fiori: avere un “angoletto di Paradiso” in casa è sicuramente il primo passo per farlo!

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO DA MARTHA, MARY & ME

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