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Nasce un nuovo mondo bipolare con i blocchi Stati Uniti-Europa e Cina-Russia?

COLD WAR

shutterstock | Bakhtiar Zein

Salvador Aragonés - pubblicato il 11/06/19

La guerra commerciale e la lotta per l'egemonia tecnologica separano sempre più il mondo in due blocchi

La guerra commerciale e tecnologica tra Cina e Stati Uniti, come le sanzioni degli USA e dei loro alleati contro la Russia dopo l’invasione della Crimea, sta portando il mondo a un nuovo scenario bipolare con l’esistenza di due blocchi contrapposti che lottano per il controllo della futura era digitale, più nota come era della tecnologia 5G, e il dominio tecnologico del mondo. Si tratta di Cina e Russia da una parte e Stati Uniti ed Europa dall’altra.

È emerso molto chiaramente durante il Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo (SPIEF), che si celebra tutti gli anni e rappresenta il Forum di Davos in territorio russo. Il Forum – al quale hanno partecipato 19.000 delegati di 145 Paesi e che serve alla Russia per attirare investimenti nel Pase – è stato preceduto da un vertice tra il Presidente russo, Vladimir Putin, e il Presidente cinese Xi Jinping a Mosca, dove sono stati firmati circa 30 accordi per un valore di 20.000 milioni di dollari. L’accordo più importante, la cui consistenza economica non è stata resa nota, è stata la firma del grande accordo con il quale Huawei sarà lo sviluppatore tecnologico 5G alla grande operatrice russa.

Putin e Xi Jinping hanno messo in chiaro, nel caso in cui non lo fosse stato abbastanza, che vogliono costituire un fronte comune nei confronti degli Stati Uniti per la loro guerra tecnologica e tariffario. Hanno fatto anche visualizzare “urbi et orbi” il loro stretto rapporto, la collaborazione e l’alleanza che li lega a livello tecnologico, militare e geostrategico.

Al Forum di San Pietroburgo solo la delegazione cinese aveva 1.000 rappresentanti. La Cina offre alla Russia la tecnologia di cui ha bisogno, e la Russia rifornisce la Cina di petrolio e gas. La Cina aiuterà anche la Russia nelle prospezioni nelle immense terre della Siberia.

Cina e Russia non sono tradizionalmente amiche, piuttosto il contrario, e lo stesso valeva quando entrambi i regimi condividevano la stessa ideologia, il marxismo-leninismo. Le due potenze hanno sempre avuto un rapporto caratterizzato da gelosia, sfiducia e perfino inimicizia per le dispute dei territori nel continente asiatico. Né la Russia né la Cina può dimenticare le guerre del passato o il fatto di condividere la frontiera più estesa al mondo. Sia gli Stati Uniti che l’Europa, dal canto loro, hanno diffidato della Russia e non hanno saputo approfittare delle possibilità che offriva loro la caduta del comunismo in Europa e nella stessa Unione Sovietica.

Europa e Stati Uniti hanno gettato la Russia – con un’economia poco sviluppata (poca industria, anche se ci sono molte materie prime, con il gigante Gazprom) e con sanzioni dei Paesi occidentali – tra le braccia di Pechino. Sarà irreversibile? Finché Donald Trump sarà alla guida degli Stati Uniti, l’impressione è che la situazione non cambierà. La Russia teme che gli accordi di Gazprom con Repsol e Shell verranno boicottati dagli Stati Uniti.

Al Forum Economico di San Pietroburgo, questa bipolarizzazione ha preoccupato il Segretario Generale delle Nazioni Unite lì presente, António Guterres, che ha sostenuto la collaborazione tecnologica e digitale. “L’innovazione tecnologica”, ha affermato, “ha il potenziale di promuovere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2030, ma solleva anche timori, come l’andirivieni del mercato lavorativo per via dell’intelligenza artificiale”. Guterres crede che sia necessario anche un “investimento di massa” nell’istruzione.

Negli interventi di Vladimir Putin e Xi Jinping alla plenaria del Forum si sono notate importanti differenze diplomatiche al momento di riferirsi agli Stati Uniti. Putin ha detto che “spingere Huawei fuori dal mercato globale è uno scandaloso egoismo commerciale”, e ha accusato gli Stati Uniti di voler “diffondere la loro autorità in tutto il mondo”, definendo il leader cinese “caro amico Xi”.

Dal canto suo, Xi Jinping ha usato una diplomazione di guanti di seta in relazione a Donald Trump, che ha definito “mio amico”, e ha aggiunto: “Non credo che voglia arrivare a una rottura. La rottura totale non è nei nostri interessi, e neanche in quelli degli Stati Uniti”. Molto diversi sono i modi impiegati dal Presidente statunitense. Xi ha ribadito la sua sintonia e l’alleanza con la Russia sulle questioni principali a livello di geopolitica, cooperazione militare e naturalmente commercio globale, e ha detto che “il progetto cinese della nuova Via della Seta e quello dell’unione euroasiatica guidata da Mosca sono complementari, e abbiamo deciso di svilupparli in parallelo”.

Non sono mancate allusioni, soprattutto da parte di Xi Jinping, a uno sviluppo sostenibile rispettando l’ambiente e la terra che ci ospita. Con queste allusioni – non certo le prime –, Xi Jinping vuole correggere alcuni eccessi della nuova Via della Seta, come il tracciato ferroviario nel Sud-Est asiatico.

Il XXIII Forum Economico di San Pietroburgo ha approvato 650 accordi per un valore di 47.600 milioni di dollari.

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