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“Magari muori”, il tormentone definitivo

MAGARI MUORI
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Un reggaeton come Memento mori semper, anche d’estate. Dissacrante ma vero; e per noi cattolici un’occasione in più per ridere di gusto poiché siamo serissimi sulle cose che contano. La morte, in Cristo, non è definitiva.

Ricordati che devi morire!

Come?

Ricordati che devi morire!

Mo’ me lo segno.

Anche a noi smemorati barbari digitali serve pur sempre un salutare Memento mori. O l’insuperato Massimo Troisi in Non ci resta che piangere che si affaccia e chiede conferma al fosco predicatore o il brano della Taffo Funeral Services in loop. Fino a che non muori, è chiaro. Romina Falconi canta per l’agenzia funebre la nuova hit dell’estate, il brano definitivo, l’ultimo (per qualcuno lo sarà di certo) tormentone estivo.

L’approccio da humor inevitabilmente nero, ma su sfondo fuxia, della Taffo onoranze funebri si conferma con il lancio di questo brano visualizzato già 314.823 di volte sul canale Youtube dell’agenzia, disponibile su Spotify, rilanciato da diverse testate online.

Dietro al successo delle loro campagne pubblicitarie c’è Riccardo Pirrone, 36 anni, social media strategist (TPI).

Magari muori è il titolo, Casse aperte l’iniziativa nella quale è deposto. Bastava un bailar in più e nemmeno Enrique Iglesias avrebbe potuto mai più competere. Il ritmo è quello inconfondibile del reggaeton , orecchiabile e sincopato come le extrasistole di un cuore alla frutta. Meglio se mangiata fredda, sotto il sole delle 13, con olio abbronzante rigorosamente privo di filtri. Banditi cappellini e ombrelloni, via libera all’olio di cocco sulla pelle e a quello di palma nei biscotti iperglicemici.
Le contro raccomandazioni del testo, incorniciate come una foto da lapide per restarci bene in mente, sono un’infallibile check list per assicurarsi l’intervento, possibilmente tardivo, dei soccorsi. E sono il colpo di grazia che tutti attendevamo alle edizioni estive dei tiggì con il solito catalogo di cose da fare per non morire di caldo. Anche morire di noia, in effetti, ha il suo fascino.
Allora, se l’ipotesi che un giorno o l’altro possa venire constatato il nostro decesso non è poi così remota, ci conviene trovare il coraggio di fare quello che, se fossimo eterni, non faremmo mai.
“Dille che l’ami anche se è impegnata”, “andiamo allo stadio con aria di sfida, in mezzo agli ultrà ma dell’altra squadra”. “Non rimandare più che poi magari muori” è il non plus ultra del Carpe diem sfrondato di tutti gli eccessi patetici hollywoodiani.
Il consiglio per mostrare senza tema di smentita gratitudine per il bene della vita goduto fino in fondo è mirabilmente racchiuso nell’espressione sul corpo usurato da esibire in cielo.
 Una scarica di allitterate che assomiglia a quella di un defibrillatore: Libera! No, niente, lo abbiamo perso.
Soffri perché nessuno ti tagga? “Goditi la vita che poi magari muori e chissà che il prete non ti nomini a Messa”. Cerchi il selfie perfetto?  Nessuna foto è come quella del santino.
Ce n’è per tutte le categorie, anche per le donne fissate con la linea. Si sa che per molte l’ultima domanda a spegnersi sulle labbra esangui sarà “ma tu mi vedi grassa?” . Niente paura (ormai, a questo punto!). Sei fredda, ma indossi un bel vestito e sfoggi una magrezza da far invidia a tutta l’oltretomba.
Se avete tempo potete gustarvi tutto il testo. (Tranne il finale, mi spiace ma è una discreta caduta di stile. Preceduta, come si può constatare nello storico della pagina, da altre performance di satira inutilmente feroce. La morte è indiscutibile, l’inferiorità di chi difende la famiglia, invece, no! Anzi, saremmo anche un po’ stufi di essere trattati con tanta impunita intolleranza al solo ribadire l’ovvio. Che si nasca da mamma e papà, ad esempio. Rispettivamente femmina e maschio. Ma veniamo a noi che il tempo stringe)

Edizione Straordinaria
È estate! Uscite solo nelle ore calde, bevete poco, al mare sono ottimi i raggi UV e l’olio di palma è salutare. Consigliato non vaccinarsi.

Caro amico, mangiamo insieme
fino a scoppiare poi andiamo a nuotare
andiamo allo stadio con aria di sfida
in mezzo agli Ultras ma dell’altra squadra

Brinda stasera e ridi di gusto
che forse domani sei sotto un cipresso
Canta e balla che la vita passa
e chissà che il prete ti nomini a messa

Bridge:
Dille che l’ami anche se è impegnata
cos’è mai una rissa di fronte alla vita?
Riporta al cielo il tuo corpo usurato
per dare la prova che hai proprio apprezzato

Rit:
Dai, goditi la vita che poi magari muori
e vivi al massimo da qui fino ai crisantemi
non rimandare più che poi magari muori
baciami e stammi addosso che domani sei in un fosso
oh oh oh
oh oh oh

Perdona tutti, è facile,
chissà che domani ti trovi il cartello all’alluce
fai tanti selfie ma guardati in giro
lo scatto migliore rimane il santino

Ma quale dieta? Mangia di brutto
che forse domani ti ritrovi freddo
chiedi perdono se hai fatto uno sbaglio
che forse domani sei avvolto nel legno

Bridge:
Dille che l’ami anche se è impegnata
cos’è mai una rissa di fronte alla vita?
Riporta al cielo il tuo corpo usurato
per dare la prova che hai proprio apprezzato

Rit:
Dai, goditi la vita che poi magari muori
e vivi al massimo da qui fino ai crisantemi
non rimandare più che poi magari muori
baciami e stammi addosso che domani sei in un fosso
oh oh oh
oh oh oh

Special:
Mi sento fredda ma ho un bel vestito
evviva ho la linea che ho sempre sognato
non riesco a capire, tu dammi uno schiaffo
se non mi riprendo tu chiama Taffo
Omofobi e bulli, ci hai pensato mai,
magari muoiono prima di noi
razzisti, violenti, il marmo vi dona
chissà forse taffo da voi viene prima!

E se altri disattendono al loro dovere di richiamarci alla caducità della vita, alla certezza della morte, alla necessità di compiere le cose importanti prima di oltrepassare l’ultima soglia, ben venga anche l’idea furba e ben confezionata dell’agenzia funebre più social del mercato. Non chiediamo loro di parlarci di Novissimi, ma se possono ottenere l’effetto preterintenzionale di farci rivedere le nostre priorità allora entrano a buon diritto nella nostra playlist dell’estate.

MAGARI MUORI PERDONO
Youtube

Non si scherza con la morte e la sofferenza? E’ molto più serio e cattolico di quanto si crede, invece. San Tommaso Moro, per dirne uno, chiese aiuto per salire la scala pericolante del patibolo e rassicurò gli astanti che a scenderne avrebbe provveduto in sicurezza da solo. San Lorenzo martire mostrò un senso dell’umorismo nelle condizioni più estreme quando notificò al suo aguzzino che da quel lato era ormai ben cotto e che poteva girarlo dall’altra parte, prima di mangiarlo. E la Chiesa non rinnega tanta sagacia assegnandogli, tra gli altri, il patronato dei cuochi!

Della morte, anche in punto di morte in effetti, è possibile se non addirittura salubre ridere, se il Signore ce ne fa la grazia. E’ segno che sulle cose serie ci sentiamo davvero al sicuro. Che confidiamo nei Suoi meriti ai quali uniamo i nostri per quanto minimi possano essere; è segno che la vita la vogliamo per sempre e non solo in questa forma drammatica eppure magnifica come è il nostro passaggio sulla terra. Passeranno cieli e terra, le Sue parole mai. E riguardo i corpi, per quanto possano essere usurati (che possano esserli a causa dell’inesausto servizio a Lui e ai fratelli!), Cristo ci ha assicurato che ne avremo di gloriosi, simili al Suo, grazie al Suo.

Io non so come rida “il mondo” della morte, non so se e quanto l’autrice di questo a suo modo geniale tormentone macabro pensi alla morte con speranza e quanto invece intenda banalizzare, svilire o esorcizzare l’angoscia che tutti proviamo pensando alla nostra morte personale e a quella di chi amiamo. Ma a chi  seriamente può interessare soltanto spostare in là l’estremo limite, se di limite si tratta? A noi interessa varcarlo incolumi nell’anima, da quando la porta ci è stata riaperta. So che davvero nella speranza tutti possiamo essere salvi: quella del Verbo che ha fatto tutto quel lungo viaggio dal Padre a noi, ha patito indicibilmente (ma prima ha anche riso e scherzato con i suoi amici) ed è andato a preparaci un posto meraviglioso. Altro che loculo.

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