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Coppia e tradimento: risalire alle radici della delusione per tornare felici

oneinchpunch/Shutterstock
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Un lettore del blog francese “Edifa” aveva scritto in redazione chiedendo una parola sulla passione amorosa extraconiugale. Questa è la risposta di padre Denis Sonet, specialista della vita di coppia.

Tutti conosciamo delle coppie che si separano perché una subitanea passione s’è impossessata di uno dei coniugi, magari mentre li consideravamo esempio di solidità. Degli esseri moralmente forti possono essere travolti da una passione inattesa e violenta come un vento di tempesta. Che dovrebbero fare? Lasciarsi travolgere, a rischio di far soffrire terribilmente un coniuge e dei bambini? Resistere, col sentimento di star sacrificando la propria felicità restando al fianco di una persona che non si ama più, o comunque meno di un’altra?

Per chiarire questo difficile problema, forse sarà meglio cercare di comprendere meglio il funzionamento della pulsione amorosa. Il primo amore dell’essere umano è quello di sua madre, ed egli l’ha amata di un amore fusionale e idealizzante, al punto che il primo “circuito impresso” dell’amore è questo legame esclusivo, meraviglioso, totale. Ora, l’essere umano viene strappato via da quel circuito:  deve condividere la madre con i suoi fratelli e sorelle, e soprattutto a suo padre, che ogni sera glie la porta via – e ad ogni modo prima o poi scopre che la madre non è perfetta. Delusione? Certamente, ma molto utile, perché sta alla radice dell’amore di domani: «Un giorno – penserà il bambino – anch’io avrò qualcuno che sarà tutto per me, che sarà meraviglioso/a come la Mamma».

Il bisogno di amore, un “missile intelligente”

Detto in altre parole, nel suo cuore è messo in atto un fortissimo bisogno di amare e di essere amati, un bisogno che dell’amore è l’attesa. Per fare un paragone, si è formato in lui come un missile contenente una prodigiosa forza di amare, un missile intelligente che mira all’obiettivo scelto. Basterà che verso i 16-18 anni, un bel giorno la persona venga sfiorata da un incontro per cui il missile si orienterà subito alla persona intravista, nella speranza di vivere con quella l’amore esclusivo e gratificante che ha conosciuto in infanzia.

In definitiva, questo amore così esigente viene spesso deluso… come lo fu la prima volta. Il missile allora cambia direzione, sceglie un altro obiettivo da cui si attende la felicità perfetta… e conferisce alla persona oggetto della nuova scelta tutte le qualità (che non necessariamente le appartengono).

L’amore, così vissuto, è un transfert, ed è bene prenderne coscienza, foss’anche solo per domandarsi se questa nuova passione sia veramente ragionevole, o se non faccia piuttosto parte di un folle sogno, di un’aspettativa smisurata: il sogno di accedere alla felicità perfetta con un/a partner dalla perfezione tale che c’impedirebbe ogni dubbio.

Davanti a ogni nuova passione, è bene domandarsi se non si sia entrati nel dominio del sogno. Non è che si è trasferito in fretta e furia su di un terzo l’amore che fino a quel momento era stato investito sul coniuge e che è stato deluso? Ma allora sarà possibile operare un “contro-transfert” verso il coniuge? Bisogna riconoscere che il cuore, avendo «le sue ragioni che la ragione non conosce», non domina facilmente questa nuova passione: il “missile” fa fatica a tornare verso il coniuge per la semplicissima ragione che non può idealizzarlo in un sogno – conosce i suoi limiti, non può fantasticarne.

Un sentimento è moralmente neutro

Eppure questo ritorno verso il coniuge non è impossibile, date alcune condizioni. Quando la passione sgorga in un cuore, a nulla serve drammatizzare troppo in fretta, né colpevolizzarsi di provare un sentimento che la morale sembra riprovare. Un sentimento non è buono né cattivo – è. Si tratta di capire cosa farne.

Nella misura in cui non lo si coltiva e non viene posto alcun atto, non esiste colpa alcuna. È perfino sano constatarlo fra sé e sé con un certo humour. Se non lo si prende sul serio, si attenuerà rapidamente, ma può diventare ossessivo, al contrario, se gli si dà troppa importanza. Ogni essere umano più provare un giorno o l’altro un’attrazione verso una persona estranea, non è la fine del mondo: sorridiamo di noi e voltiamo pagina.

Quel che conta è reagire il prima possibile, poiché anche il più piccolo gesto verso l’altro scatena un processo che sarebbe sempre più difficile controllare. Questa reazione energica (la fuga è talvolta la forma più elevata del coraggio!) sarà da principio facilitata da un riflesso sulla posta in gioco in un legame che nasce e sulle sue conseguenze. Diffidando della tentazione (adolescente?) di pensare che si sia capaci di flirtare senza con ciò star giocando col fuoco

Se la passione è particolarmente potente, perché magari sono stati posti dei gesti, bisogna sapere se si vuole – sì o no – cercare di uscire dall’impasse. Alcuni – purtroppo – non provano neppure a superare le loro passioni. E allora che almeno abbiano la delicatezza di non colpevolizzare il coniuge, riconoscendo che la causa della loro partenza sta nella propria debolezza.

Se si vuole provare a dominare questa pulsione, bisogna cessare di credere che si possa guarire da un amore impossibile finché si spera – più o meno coscientemente – che esso possa realizzarsi. Spessi sono le “mezze misure” (telefonate, incontri molto brevi) a diventare responsabili di rotture, e le stesse ritardano anche la cicatrizzazione della ferita d’amore.

La coppia può ripartire più forte

L’amore per il coniuge può tornare? Certamente, se la rottura è totale, ma dopo diversi mesi di guarigione, mettendo in primo piano la volontà di amare. La tenerezza e l’ammirazione torneranno più tardi. Va da sé che può essere utile, per la coppia, farsi aiutare da una persona competente… e nella preghiera dalla grazia del Signore. Farsi aiutare, in particolare, per cercare di studiare che cosa possa spiegare la delusione alla base dell’attrazione per l’altra persona in uno dei coniugi. Una coppia che supera questo problema può ripartire più unita e più forte.

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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