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Chi ti dona gioia e pace quando hai paura e dubbi?

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Bisogna imparare a confidare nei progetti che non comprendiamo? Lo Spirito Santo ce ne rende capaci

Vivo rinchiuso in me stesso. Cerco la mia comodità. Il mio carcere. Vedo il mio cenacolo con le porte chiuse. Protetto e comodo. In preghiera. Ma col timore che irrompa lo Spirito e cambi tutto. Con la paura di infrangere routines e sicurezze.

Imploro lo Spirito perché mi faccia navigare in mare aperto e non vicino alla mia spiaggia.

Il cuore teme i cambiamenti e allo stesso tempo li desidera. Voglio la gioia dello Spirito che cancelli ogni nostalgia, ogni malinconia.

Voglio implorare lo Spirito nella mia preghiera di lode, nei miei canti, ringraziando Dio per la vita che ho, che è un dono immenso.

Imploro lo Spirito che mi dia la flessibilità che tante volte mi manca. Che mi tolga la tristezza dagli occhi e riempia la mia anima di gioia:

“Vieni, dolce ospite dell’anima, riposo nei nostri sforzi, tregua nel duro lavoro, brezza nelle ore infuocate, gioia che asciuga le lacrime e conforta nel lutto”.

Gli chiedo di venire da me per cambiarmi dentro. Di trasformare il mio cuore di pietra in un cuore di carne. Ho bisogno di questa gioia e di questa passione per la vita.

Voglio che mi ricrei per essere capace di sognare le vette più alte e non conformarmi alla mediocrità. Quella gioia che il mondo non mi può togliere perché è Dio a darmela perché resti con me come qualcosa di permanente. Non ne dubito. Sogno le vette.

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