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Brittni De La Mora: ero una pornostar, poi ho incontrato Gesù

BRITTNI DE LA MORA, PORN, CONVERTED

Brittni De La Mora | Youtube

Annalisa Teggi - pubblicato il 11/06/19

Sette anni nell'industria del cinema hard e nell'inferno delle droghe, poi l'incontro con la Chiesa e poi molte ricadute. Alla fine, Brittni ha ceduto allo sguardo di Dio su di lei: "È Gesù che mi ha strappato i peccati".

Prima di amare Gesù, io non amavo me stessa. Solo scoprendo come Dio mi vede ho potuto anche amare chi ero. Sono rimasta per molto tempo in un luogo in cui non conoscevo il mio valore e ciò che meritavo. Dio dice che io ho un valore immenso anche dopo tutto quello che ho fatto, dopo tutti i miei peccati.

È il passaggio decisivo della testimonianza dell’americana Brittni De La Mora davanti alla telecamera di Life Today; è un capovolgimento che è anche un nuovo inizio. Nessuno ha una condotta candida, c’è chi si pente sinceramente dei propri peccati e riesce a lasciarseli alle spalle perché restano archiviati nel passato. Non lei. Ci sono quasi duecento film hard in circolazione che la vedono protagonista col nome d’arte Jenna Pristley; non ha diritti su quelle pellicole, ma non è più la pornostar di allora.


RAGAZZA, CLASSE, UNIVERSITA'

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La conversione nel suo caso non può essere solo una faccenda superficiale, perché «tutti i peccati le stanno davanti» (trema al pensiero che i suoi figli possono imbattersi nei video di Jenna Pristley) eppure il passato non ha più il potere di ingabbiare la sua persona. Anche se lo ripetiamo spesso, che Cristo ci abbia liberato dai peccati è una realtà che vince anche tutta la documentazione mediatica del traviamento di una persona. Nel 2018 la De La Mora ha portato la sua testimonianza anche in Italia, a Napoli.

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Naples was amazing! My husband and I loved ministering there. The people are so hungry for God, it was easy to speak to them. I pray we get to go back there again soon. We made so many amazing friends & ate great food – one was a home cooked meal (it was amazing). I’m still laughing about it though because they brought out a huge plate of gluten-free pasta for me. I ate it and thought, “Wow I am stuffed!” Then I was told that was only the first course 😂. They proceeded to bring me out another plate with potato’s, steak, and veggies, followed by grapes for the pre-dessert course, then dessert – brownies & gelato. I couldn’t go too far into the second course, but I was so blessed by this huge act of kindness! I love when people cook for me – it’s my secret love language. Napolitaianos, I Love You! Thank you @ptossina for putting this conference on and for including Richard and I! May God bless all you do for Him. #truelove

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Essere guardata, essere amata

Conferma una cosa rivoluzionaria, Brittni: solo dopo aver visto come Dio ci guarda possiamo amarci. È uno sguardo difficile da capire nel contesto mondano: ciascuno si conosce meglio di tutto e di tutti, è questo il pregiudizio. Invece siamo molto miopi su noi stessi, sia per superbia sia per eccesso di modestia, riduciamo la nostra persona a una misura egocentrica manchevole di molto. Per vedersi davvero occorrono gli occhi di un Padre.

Ecco perché la famiglia è l’alveo che introduce il bambino alla realtà: il padre e la madre sono figure legate all’origine del mondo. I genitori sono l’eco di Dio che guardando ogni cosa disse che era buona; l’essere è buono, la presenza è una cosa buona. La ferita iniziale nella vita di Brittni accadde proprio nella dimensione domestica: sua madre, da piccola, le ripeteva che la odiava e desiderava non fosse mai venuta al mondo. Tradito questo bisogno primario di essere amato come presenza, il cuore si arrabatta come può.


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Se manca il pane, ci si accontenta delle briciole. E così, ricostruendo il proprio percorso distruttivo, Brittni riconosce di aver cercato altrove l’amore che le era mancato in famiglia, in ogni altrove: va al college e si mantiene da sola, fa la spogliarellista e ha rapporti promiscui. Un giorno un produttore cinematografico la avvicina e le dice: “Sei bellissima, meriti di diventare una star”. Ecco il surrogato malvagio dello sguardo paterno che colpisce a morte usando l’arma dell’apparente premura: lei ha 18 anni, capisce benissimo che le viene proposta una carriera nell’ambito dei film per adulti e accetta.

Sapevo cosa mi proponevano, ma sentivo anche che mi stavano nutrendo, si curavano di me. E ho pensato che fosse ciò a cui dovevo appartenere. (da Life Today)

Per sette anni Brittni resta nell’inferno dell’industria pornografica e abusa di droghe. Un momento di lucidità la strappa all’abisso, telefona a sua nonna e le confessa: “Se non esco da qui, uccido me stessa”. Da questa embrionale e balbettante preghiera la provvidenza di Dio comincia a lavorare, ed è – come sempre – un duello senza esclusioni di colpi con la libertà umana. Chiedere aiuto è un inizio clamoroso, ma non basta.

È Lui che strappa di dosso i peccati

Dopo quella telefonata, la nonna si precipita da lei e la allontana da Los Angeles, portandola a San Diego. Grazie al nonno, e spinta da una curiosità personale, Brittni comincia ad andare in chiesa; la Bibbia la stordisce di bello, se ne innamora e legge tantissimo. Con un percorso vagliato insieme ai ministri della Chiesa si avvicina ai Sacramenti, ma la tentazione bussa alla porta e lei cade di nuovo.


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Un uomo ritorna alla carica e le promette di fare di lei una star molto più celebre di quello che già era stata; lei gli crede e riprende a girare film porno. Ma riconosce di non essere più sola come prima, la voce dello Spirito Santo si fa sentire nella coscienza. La preghiera le fa vivere in modo amaro il suo lavoro e matura l’idea di smettere del tutto. Raccontando questo passaggio della sua vita, Brittni è molto chiara nel dire che l’intuizione avuta in fondo a quel nuovo tunnel di buio non può essere stata solo frutto della sua testa, lo Spirito – azzarda lei – deve averla illuminata: decide di chiamare sua madre, propria l’ultima persona a cui lei si sarebbe rivolta per chiedere aiuto. La mamma è da lei in venti minuti, e la porta via. Ma il tira e molla con le ricadute nella voragine non è finito; finisce davvero in un giorno preciso, l’ 11 dicembre del 2012: è a bordo di un aereo diretta a Las Vegas su un set hot e sfogliando la Bibbia legge questo brano:

Io le ho dato tempo per ravvedersi, ma essa non si vuol ravvedere dalla sua dissolutezza. Ebbene, io getterò lei in un letto di dolore e coloro che commettono adulterio con lei in una grande tribolazione, se non si ravvederanno dalle opere che ha loro insegnato. (Apocalisse 2, 21-22)

Si sente chiamata in prima persona, si vede con gli occhi di Dio. Ed è un Dio che chiama per nome il suo male ma la attende con pazienza per darle il volto che si merita. Tipico della struttura emotiva americana è questo rapporto potente con la Parola, un po’ distante dalla nostra tradizione. Da Quel momento Brittni chiude per sempre con la pornografia e si affida totalmente alla proposta cristiana, entrando nella chiesa protestante di Cornerstone a San Diego.

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