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L’apparizione di San Michele Arcangelo sul monte Tomba

SAINT MICHEAL
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"I servi dell’arcangelo esitano. Quale monte ha voluto designare? Essi prendono la direzione del Gargano della Murgia"

I servi dell’arcangelo esitano. Quale monte ha voluto designare? Essi prendono la direzione del “Gargano della Murgia (Gargaigne de la Murgé)”. Ma San Michele rivela loro che le armi sono destinate “al mont… qui Tumbe est surnommey et novelement esteti fundeiz” (al monte… che Tomba è soprannominato e d è stato nuovamente fondato, Ndr). E’ molto verisimile che un fatto reale si trovi nel fondo della leggenda: è che il culto dell’arcangelo è stato trasferito da oltremare sul litorale del nord della Gallia. E’ difficile legarlo con delle tradizioni della chiesa merovingia. Separato da uno spazio enorme dalle antiche basiliche di San Michele, nella Gallia meridionale, il culto di San Michele in pericolo di mare deve essere, secondo ogni verosimiglianza, un fiore del seme, trasportato da un’onda settentrionale, ab ultime Thule.

SAN MICHELE
Mentnafunangann I CC BY-SA 4.0

Il nostro sistema presuppone un lungo cammino di svolta, lo stesso cammino che hanno seguito le idee platoniche giunte sul continente per intermediazione di Scot Erigene. L’enigma del culto settentrionale di San Michele non è che uno di questi enigmi che hanno nascoste le onde del mar britannico. Vi erano diverse cause, che, forse, ci sono sconosciute, ma che hanno determinato lo sviluppo e la sopravvivenza di talune influenze dell’Oriente cristiano nel “paese dalle notti chiare”, più potentemente che sul vicino continente. Esse ci avrebbero fatto comprendere perché, secondo l’espressione di San Girolamo, de Hierosolymis et de Britannia aequaliter patet aula celestis.

Come il sangue dei cristiani non colò più sotto il ferro delle persecuzioni, la Chiesa uscì dalle catacombe e sviluppò rapidamente la sua opera riparatrice, soprattutto in mezzo ai popoli nuovi che Dio scelse per distruggere la società degradata e corruttrice della Roma pagana.

La Chiesa prese queste orde barbare, queste nature fiere e generose, le curvò davanti alla croce, le assoggettò con le prescrizioni evangeliche, e ne formò degli apostoli ardenti della verità e della fede. Nel VIII secolo, il paganesimo finiva con lo scomparire in mezzo ai popoli dell’Occidente, e faceva posto al regno di Gesù Cristo sul mondo barbaro trasformato.

Pare che per constatare questa presa di possesso definitiva, la Provvidenza abbia riservato a quest’epoca le apparizioni dell’Angelo della Chiesa. Nel 708, San Michele appariva a Sant’Oberto, vescovo di Avranches, e gli esprime la sua volontà di vedere un santuario sulla vetta del monte Tomba, sulle coste normanne. Un po’ più tardi ma nello stesso secolo, l’Arcangelo rinnova nel regno di Napoli la sua apparizione, che, nel V secolo, aveva avuto luogo sul monte Gargano.

Ricordiamo le principali circostanze dell’apparizione di San Michele nella Gallia cristiana.

Sant’Oberto, decimo vescovo di Avranches, ebbe una visione nella quale San Michele gli ordinò di innalzare in suo onore una chiesa ed un monastero su di un’immensa roccia che l’alta marea cinge come un’isola, e che i marinai chiamavano col nome sinistro di Tomba in pericolo di mare. Questo è oggi il monte San Michele con la sua magnifica basilica, una delle meraviglie dell’Occidente.

CC
Mont St. Michel (Francija)Sveta črta se nadaljuje proti Franciji, do naslednjega znamenitega otoka Mont Saint-Michel, kjer naj bi se prav tako prikazal sv. Mihael. Lepota tega svetišča in zaliv, v katerem stoji, privabljata množice romarjev in turistov, samostan pa je bil leta 1979 uvršče na seznam Unescove dediščine. Na tem mestu je nadangel Mihael leta 709 naročil sv. Aubertu, škofu iz Avranchesa, naj zgradi cerkev na skali. Škof je nemudoma začel z delom, benediktinski samostan pa je bil v celoti postavljen leta 900.

Sant’Oberto teme dapprima di essere il giocattolo di uno spirito delle tenebre, anche dopo una seconda apparizione. L’Arcangelo gli appare una terza volta. “Voglio, gli dice, che tu mi costruisca un santuario su quel monte selvaggio; io vi stabilirò la mia dimora. I popoli verranno ad implorarvi il mio soccorso contro il loro nemico che io ho vinto all’inizio e che rimane sempre sottomesso alla mia potenza. Alzati, va, che nessuna difficoltà fermi il tuo coraggio, io sarò la tua forza”.

Il santo vescovo non esita più. Narra al popolo la triplice apparizione dell’Arcangelo, e con una numerosa falange di operai, scalfisce la montagna, al canto degli inni e dei cantici.

Si giunge alla vetta. Il legno cade sotto la scure, le pietre strappate rotolano fino al fondo dell’abisso, i monticelli scompaiono ed il terreno si appiana.

L’opera avanza, ancora uno sforzo ed il posto sarà preparato. Non rimane più che una roccia ardua. Tutte le forze si riuniscono, le leve sono fissate, ma la roccia gigante resiste sempre. Non si può né intagliarla né sollevarla. Oberto è costernato, implora l’assistenza di San Michele.

 

L’Arcangelo appare la notte successiva a Baino, uomo pio e padre di dodici figli, che abitava non lontano da lì, a Iliaco, oggi il villaggio di Huynes. Non temere, gli dice, io sono l’arcangelo Michele, e vengo a chiamarti, per andare a portare aiuto al vescovo Oberto; alzati senza ritardo, prendi i tuoi figli e va alla montagna.

Obbedendo alla voce celeste, Baino si alza e parte coi suoi figli, meno il più giovane ancora nella culla. Egli narra a Sant’Oberto la visione di cui è ancora commosso, e gli comunica l’ordine che l’Arcangelo gli ha dato.

Gli operai riprendono coraggio; i canti ricominciano; si lotta di nuovo contro la roccia ribelle, il piccone colpisce il granito, si impiega la forza e la precisione, il sudore scorre su tutti i fronti, ma la roccia non si smuove.

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