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I frutti dello Spirito Santo sono 9 o 12?

FRUIT OF THE SPIRT
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A volte il numero diverso viene visto come oggetto di controversia tra cattolici e protestanti, ma la questione non è quantitativa

Nella sua Lettera ai Galati, San Paolo elenca degli specifici “frutti” dello Spirito Santo: “Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c’è legge” (Galati 5, 22-23).

Il Catechismo della Chiesa Cattolica definisce questi frutti come “i frutti dello Spirito sono perfezioni che lo Spirito Santo plasma in noi come primizie della gloria eterna” (CCC, n. 1832). Fondamentalmente, se viviamo una “vita dello Spirito”, troveremo questi “frutti” nella nostra vita.

La maggior parte delle traduzioni del passo citato elenca solo 9 frutti, mentre la Vulgata latina fornisce una lista di 12, aggiungendo modestia, generosità e castità.

“Il frutto dello Spirito invece è carità, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, magnanimità, mitezza, fede, modestia, continenza, castità. Contro queste cose non c’è legge” (Galati 5, 22-23 Douay-Rheims).

Secondo la Catholic Encyclopedia, “non c’è dubbio sul fatto che questa lista di dodici – tre dei quali vengono omessi in vari manoscritti greci e latini – non vada presa strettamente alla lettera, ma in base alle regole del linguaggio scritturale, come in grado di essere estesa a includere tutti gli atti di tipo simile”.

Tenendo a mente questo, la Chiesa cattolica ha accettato questi frutti “extra” e li elenca nel Catechismo: “I frutti dello Spirito sono perfezioni che lo Spirito Santo plasma in noi come primizie della gloria eterna. La tradizione della Chiesa ne enumera dodici: « amore, gioia, pace, pazienza, longanimità, bontà, benevolenza, mitezza, fedeltà, modestia, continenza, castità »” (CCC, n. 1832)

San Tommaso d’Aquino difende questa lista estesa nella sua Summa Theologiae:

“Il numero dei dodici frutti enumerati dall’Apostolo è giustificato: e possiamo vederne un’immagine nei dodici frutti di cui parla l’Apocalisse [22, 2]: «Da una parte e dall’altra del fiume si trova un albero di vita, che fa dodici frutti»”. L’apostolo non aveva intenzione di indicare quante siano [opere della carne o frutti dello Spirito], ma di mostrare che le prime dovrebbero essere evitati e le seconde ricercati.

Il Catechismo cita anche nove frutti dello Spirito in un altro paragrafo: “È per questa potenza dello Spirito che i figli di Dio possono portare frutto. Colui che ci ha innestati sulla vera Vite, farà sì che portiamo il frutto dello Spirito che « è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé ». Lo Spirito è la nostra vita; quanto più rinunciamo a noi stessi, tanto più lo Spirito fa che anche operiamo” (CCC, n. 736).

In realtà, il “numero” esatto dei frutti non è una cosa su cui ci si debba concentrare. I cristiani sono chiamati a una vita dello Spirito, producendo molti frutti che si mostrano attraverso i nostri pensieri, le nostre parole e le nostre azioni. È questo il significato a cui fa riferimento San Paolo elencando le nove caratteristiche come frutti dello Spirito.

Anche se la differenza a livello di numero e liste potrebbe ostacolare la memorizzazione, è anche un promemoria del vero messaggio che Dio ha per noi.

Come ha detto Gesù ai suoi discepoli, “Dai loro frutti li riconoscerete” (Matteo 7, 16).

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