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Populismi e migranti: il Papa è preoccupato e ne ha parlato con la Comece

president comece
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Monsignor Hollerich, presidente del Comece (Commissione delle Conferenze Episcopali dell'Unione Europea)
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Udienza privata con la Commissione delle Conferenze Episcopali dell’Unione europea. Francesco ha ribadito che la Ue è un progetto di pace e progresso e va sostenuta, allontanando gli echi degli antieuropeisti

«È stato un momento di dialogo profondo. Si sentiva la preoccupazione profonda del Santo Padre per l’Europa, la pace, i migranti, il pericolo dei populismi. Tutto questo ha molto posto nel suo cuore».

Lo ha detto l’arcivescovo di Lussemburgo e presidente della Comece (Commissione delle Conferenze Episcopali dell’Unione europea), monsignor Jean-Claude Hollerich, al termine dell’incontro che questa mattina il comitato permanente della Comece ha avuto con Papa Francesco.

POPE AUDIENCE JUNE 05
Antoine Mekary | ALETEIA | I.MEDIA

“Questa integrazione ha dato pace all’Europa”

Il Papa – aggiunge monsignor Hollerich, parlando al Sir (6 giugno) – ravvede il pericolo di «tornare indietro sull’integrazione europea e non è perché il Papa sia un federalista europeo. Non è compito degli ecclesiastici fare politica, ma perché sa che questa integrazione europea ha dato la pace all’Europa ed è stato anche un fattore di pace nel mondo».

“Ci sono politici lontani dalle preoccupazione della gente”

L’antidoto per contrastare questa deriva è «motivare gli uomini e le donne della politica ad essere più centrati sulla vita quotidiana della gente».

«Sono completamente d’accordo con il Papa – osserva il presidente della Comece – perché ci sono uomini politici troppo lontani dalle preoccupazioni della gente», dalla vita quotidiana, dalle incognite «per i figli», per arrivare «alla fine del mese». «E’ necessario – prosegue – che la politica sia centrata sulla persona, senza utilizzare le paure» (Vatican News, 6 giugno).

Accogliere i migranti attraverso i corridoi umanitari

L’arcivescovo Hollerich è da poco rientrato da una missione inviata dal Papa tra i migranti riparati sull’isola greca di Lesvos, ribadisce come in Europa «le Chiese debbano accogliere e con esse le diocesi, i movimenti», attraverso i «corridoi umanitari».

«La gente che abbiamo visto a Lesvos – conclude il presidente della Comece – vive in tale povertà e disperazione: ma si tratta di qualche migliaio di persone e l’Europa è abbastanza grande per accogliere tutti».

“Il nostro contributo”

vicepresident comece
Monsignor Jan Vokál

Torna sull’incontro con il Papa anche il vicepresidente del Comece, monsignor Jan Vokál, vescovo di Hradec Králové, in Repubblica Ceca: «Papa Francesco è a favore della salvaguardia dell’Unione Europea – afferma monsignor Vokal ad Aleteia – Noi siamo contro ogni divisione e a favore dell’Unione. E’ un progetto di pace, progresso, unione. Certo, vanno sanati alcuni aspetti, ma quello è compito della politica. Noi possiamo contribuire con la voce cristiana della fede: solidarietà, sussidiarietà, opere di coerente. Il Santo Padre crede nel nostro progetto e ci ha ascoltato con attenzione».

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