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I due modi potenti in cui lo Spirito Santo viene a noi

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Pascal Deloche | GoDong

Tom Hoopes - pubblicato il 06/06/19

Accogliamolo oggi. Entrambi i modi donano la sua pace

Nelle letture è scritto che lo Spirito Santo viene in due modi.

Viene in due modi anche in ciascuno di noi, portando qualcosa di molto diverso in ogni tipo di visita.

In primo luogo c’è la visita privata, faccia a faccia, dello Spirito dopo la Resurrezione.

L’importanza della Pentecoste emerge nella prima lettura dagli Atti degli Apostoli, ma il Vangelo registra un evento precedente non meno rilevante:

“Venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse…: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi». Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo»”.

È un gesto molto intimo. Gesù va dai suoi amici là dove si trovano, dice loro di avere pace e alita su di loro. Il suo soffio è quello di Dio, e conferisce lo Spirito Santo, il principio animatore della loro vita spirituale.

È lo stesso incontro che abbiamo nel Santissimo Sacramento, quando Cristo viene da ciascuno di noi nella Comunione, in cui la sua carne dà vita attraverso lo Spirito Santo.

In queste visite intime, lo Spirito lascia il suo segno in modo unico su ciascuno di noi.

Quando sperimentiamo questo tipo di visita da parte dello Spirito Santo, ci rendiamo conto che siamo del tutto conosciuti e completamente unici.

Nella sua Lettera ai Romani, letta nella veglia, Paolo spiega perché è così. Lo Spirito Santo non è “uno spirito da schiavi”, ma “uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: «Abbà, Padre!»”.

Nello Spirito, ci si rende conto che Dio ci ha creati, ha modellato le profondità della nostra anima in modo diverso rispetto a qualsiasi altra.

San Paolo lo dice in questo modo nella Seconda Lettura del giorno di Pentecoste: “A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l’utilità comune”.

“Vi sono diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversità di ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diversità di operazioni, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti”, spiega.

Questa intimità con lo Spirito Santo è nascosta e su misura. Lo Spirito dà sollievo a chi è stanco, calma chi è tentato e consola chi soffre.

C’è però anche un altro tipo di visita dello Spirito.

Il secondo modo in cui lo Spirito Santo viene a noi riguarda il fatto di unirci, non di differenziarci.

Paragonate il dolce soffio di Gesù nella Sala Superiore a quello che accade nello stesso luogo il giorno di Pentecoste: “Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano”. Il fuoco si è poi “diviso” e si è posato su ciascuno dei presenti.

Quello che accade in seguito è straordinario:

“Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo. Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua”.

Prima lo Spirito è arrivato su ciascuno in modo specifico, con un compito specializzato. Qui viene su tutti e fa svanire le differenze.

Altre letture lo paragonano al mondo prima della Torre di Babele che ha fatto infuriare Dio, alla voce di tuono di Dio che ha scelto gli ebrei dal Monte Sinai, alle ossa che tornavano in vita in Ezechiele o alla nazione di profeti prevista in Gioele.

È il potere unificatore dello Spirito Santo, che ci ricorda che dopo tutto non siamo così speciali, che ci unisce tutti e non ci rende più un insieme di individui ma un esercito, un’unità, un popolo, una Chiesa.

È una realtà soprannaturale, ma è anche molto familiare e umana.

Prima abbiamo pranzato da soli con un membro della famiglia – un figlio o una figlia, una zia o un cugino, qui modelliamo le nostre parole gli uni agli altri e ci colleghiamo in modo intimo.

Poi ci siamo seduti con lo stesso individuo a una tavola piena di persone, e lì con tutta la famiglia insieme ci siamo legati in modo ugualmente potente.

Ci sono modi molto specifici in cui lo Spirito Santo fa questo nella Chiesa.

Lo Spirito è la voce della coscienza in ciascuno di noi, ma è anche la voce forte degli insegnamenti morali della Chiesa.

Viene da ciascuno di noi nei sette doni dello Spirito Santo, donandoci saggezza personale, lungimiranza e conoscenza. Ma viene anche nei sette sacramenti, canali garantiti di grazie soprannaturali.

Ispira la nostra preghiera personale ma anche la Bibbia, le nostre devozioni personali ma anche la liturgia, la santità individuale ma anche la tradizione di canonizzazione nella Chiesa.

E allora accogliete oggi lo Spirito Santo. Accoglietelo negli inni fragorosi in chiesa e nelle tranquille preghiere che recitate a letto. Entrambi i modi donano la sua pace.

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