Ricevi Aleteia tutti i giorni
Solo le storie che vale la pena leggere: leggi la newsletter di Aleteia
Iscriviti!

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Milano, Monastero Wi-Fi: l’omelia di Don Antonello Iapicca e quello che ci aspetta

MONASTERO WIFI MI
Aleteia For Her
Le organizzatrici dell'edizione milanese del Monastero Wi-Fi, tra cui Raffaella Frullone, con Costanza Miriano
Condividi

Dopo l'appuntamento meneghino dal monastero invisibile più imponente del mondo, Costanza considera il cammino fatto finora e i passi che ci attendono.

Reduce dall’incontro di Milano, con tanta gratitudine e la consapevolezza di avere ricevuto moltissimo, mentre sto ancora riordinando le idee, volevo innanzitutto fare il punto della situazione.

Il senso di tutta questa strana avventura è ricordarci di trovare uno spazio e un tempo nelle nostre giornate per la vita spirituale, perché la sete che sentiamo trovi ristoro. Questo è stato il tema del primo capitolo generale di Roma, il 19 gennaio scorso, e della versione milanese, il 1 giugno. Come trovare spazi dentro le giornate, come organizzare questi spazi, e come cercare le tracce dell’opera di Dio nella nostra vita. Di questo hanno parlato padre Maurizio Botta, suor Fulvia Sieni, don Fabio Rosini, padre Emidio Alessandrini, don Pierangelo Pedretti, don Vincent Nagle, don Antonello Iapicca, padre Giuseppe Barzaghi, don Luca Civardi, don Armando Bosani. Il tema del prossimo capitolo generale, in programma a Roma per il prossimo 19 ottobre sarà il primo dei cinque pilastri della vita spirituale, cioè la Parola di Dio.

Nel frattempo in vari luoghi in Italia, nelle parrocchie o in qualche convento, si sono formati o hanno ripreso vita piccoli cenacoli di preghiera: a Roma il primo lunedì del mese ai Santi Quattro, alle 20, con le monache agostiniane e sacerdoti che si alternano, mentre a Firenze sono cominciati gli incontri dalle suore Serve di Maria Addolorata in Via Faentina 195. Il prossimo sarà martedì 25 giugno dalle 17 alle 20, con rosario, messa, vespri e condivisione finale. Per informazioni chiedere a beatrice.riparbelli@hotmail.it , alla quale si può far riferimento anche per chiedere i biglietti (gratuiti) per la festa della famiglia alla quale dalle 18 sarò ospite anche io il 6 giugno. Il 15 giugno partirà un’iniziativa anche a Reggio Calabria, grazie a Virginia Tripodi; per informazioni si può fare riferimento sempre a monasterowifi2019@libero.it, la mitica Monica vi metterà in collegamento. Anche chi abita a Bologna, Udine, San Marino e dintorni può scrivere a Monica, per sapere cosa sta partendo. Invece per quanto riguarda Torino e Piemonte, potete scrivere per offrire disponibilità o chiedere informazioni a dadapotter@yahoo.it (o chiamare/whatsappare al 3388019075).

Infine, grazie all’eroico lavoro di Francesca Centofanti, che non potrò mai ringraziare abbastanza (quando sarà santa, sarà la protettrice di tutti quelli che fanno i lavori più rognosi e oscuri e più lontani dai riflettori), ecco la sbobinatura dell’omelia di don Antonello Iapicca, che avevamo pensato di non registrare, essendo un momento liturgico, ma che poi a furor di popolo abbiamo dovuto affannosamente recuperare.

DON ANTONELLO IAPICCA
Aleteia For Her
Don Antonello Iapicca durante la celebrazione della S. Messa (omelia). Opera Don Orione, Milano, 1 giugno 2019

Omelia di Don Antonello Iapicca

Mi sento catapultato, veramente. Stamattina ero a Tel Aviv, però il Signore mi ha stupito perché ho trovato il sole a Milano e dico “allora pure qua ogni tanto esce fuori”. No scherzo scherzo. Poi il mio autista era laziale, quindi proprio il massimo, un laziale a Milano, stupendo!

Sono molto felice di essere qui, penso di conoscere tre persone (una da tanto tempo?) forse qualcun altro, non lo so, ma in Cristo tutti, e questa è la cosa importante.

Chissà forse due settimane e qualcosa in Terra Santa mi hanno preparato a questo momento, soltanto per ribadire una cosa sola, che mi viene dal cuore: auguri! Auguri perché abbiamo tutti lo Sposo più bello che c’è, lo dice la prima lettura. Io penso che tutti noi, spero, che tutti noi oggi possiamo dire queste stesse parole del Cantico dei Cantici, non so se nella liturgia del rito ambrosiano è presente molto il Cantico dei Cantici, nella romana no, ed è un peccato.

Che cosa ha il tuo amato più di ogni altro? “Tu che sei bellissima fra le donne”, dice, e poi lo descrive. E alla fine dice: “questo ha, questo è l’amato mio, questo è l’amico mio”.

Tu, oggi puoi dire questo?

Puoi dire che il tuo amato, nostro Signore Gesù Cristo, è il più bello di tutti? E’ il tuo amato, l’amato del tuo cuore, è il tuo amico? Tu sei bellissima, bellissima questa assemblea. Sempre il Cantico dei Cantici dice: bella sono, anche se sono oscura, cioè anche se c’è molta sofferenza nella mia vita, anche se ci sono dei peccati, debolezze. Io credo che tutti noi qui portiamo dei peccati, lo dice la seconda lettura. Tutti noi qui abbiamo forse delle sofferenze molto profonde che forse questi incontri stanno aiutando a far emergere. Forse ci sono dei nodi molto profondi nella tua vita oggi, delle cose che abbiamo messo tra parentesi della nostra storia. Forse la relazione con quella persona, forse con nostro padre, forse con nostra madre. Forse la morte di nostro padre, la morte di nostra madre, la morte di un figlio, un dolore, una malattia. Tutti noi siamo qui portando le stimmate di nostro Signore Gesù Cristo. E questa descrizione del Cantico dei Cantici che fa la sposa, è la descrizione di Cristo crocifisso che ha dato la vita per la sua sposa per renderla bellissima.

Pensa a ciò che il Signore ha fatto per te. È vero che lo ha fatto per te. Perché la vita si gioca tutta qui: se io posso dire veramente “Tu sei il mio amato, Tu sei bello, Tu sei stupendo. Tutto quello che hai fatto per me, tutto quello che è accaduto nella mia vita, quello che accade nella mia vita è amore puro, amore Tuo, anche quello che non capisco, anche la libertà che ho, per rinnegarti tante volte, per dire di no, perché preferisco un altro amante, preferisco soldi, preferisco i miei criteri, i miei giudizi, aprendo varchi alle volte incolmabili tra me e mio marito, tra me e mia moglie, tra me e il parroco, il vice parroco, il vescovo, il fratello o la sorella, la collega di ufficio”.

Puoi dire questo oggi? Che il tuo amato è il migliore di tutti? Lo puoi dire soltanto se, insieme a San Paolo, oggi puoi gridare qui, e questa è l’Eucarestia, il mistero che stiamo celebrando, e che apparirà su quell’altare, su quella mensa, che Cristo ha vinto la morte, che Cristo ha vinto la morte, che è frutto del peccato, che Cristo ha dato la vita per te, che ha perdonato veramente i tuoi peccati. Può gridare al mondo intero che Gesù Cristo è lo Sposo più bello, che ha dato la vita veramente, che si è denudato per te e che ti ha accolto e si è unito a te, come dice il Vangelo, “su un letto d’amore”, che è la croce, quella dove tu ed io abbiamo lo abbiamo inchiodato, forse anche stamattina prima di venire qui, facendosi la barba o ricostruen… ehm facendosi più belle. Sí, forse lí già tuo marito l’hai messo in una tomba dicendo “questo qui è incorregibile, mai, mai cambierà”. Oppure quando tiri fuori i calzini vedi che c’è un buco e pensi di tua moglie “mah, non cuce, questa, che fa?” e la distruggi. Dico cose banali (forse ci sono crisi più profonde?). Bene questo significa inchiodare Cristo alla croce. Ma quello che dice oggi la parola, guardate che è impressionante, quello che dice oggi la parola a tutti noi, è che, esattamente nel momento in cui inchiodiamo Cristo alla croce, Lui si unisce a te.

Cos’è un monastero? WiFi o non Wi-Fi. Perché un pericolo è dire “IO prego, IO faccio, IO divento monaca, io divento prete, io mi sposo, io, io, io…” qua il Signore invece ci dice “senza di me, non potete fare nulla”, non è che dice “aiutati che Dio ti aiuta”, questo non è cristiano, mai scritto da nessuna parte. Senza di me non potere fare nulla, ma neanche la spesa. “Ma come no? Uè, io c’ho la fabbrichètta”. Senza di Lui, che ha dato il respiro di quel momento in cui “ti sei fatto la fabbrichètta”, tu non eri vivo, io non ero vivo. “No, ma io sono stato in seminario…uuh quanto sono stato bravo io in seminario, adesso in parrocchia, una meraviglia!” Poi, io, trent’anni in Giappone, de che stamo a parlá, che stiamo dicendo? Missionario in Giappone da trent’anni. Ma senza la sua misericordia, senza il suo amore io in Giappone non è che non avrei resistito un secondo, ma non avrei neanche mai preso l’aereo, non sarei neanche mai andato in seminario.

Perché il tuo sposo è più bello?

Pagine: 1 2

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni
I lettori come te contribuiscono alla missione di Aleteia.

Fin dall'inizio della nostra attività nel 2012, i lettori di Aleteia sono aumentati rapidamente in tutto il mondo. La nostra équipe è impegnata nella missione di offrire articoli che arricchiscano, ispirino e nutrano la via cattolica. Per questo vogliamo che i nostri articoli siano di libero accesso per tutti, ma per farlo abbiamo bisogno del vostro aiuto. Il giornalismo di qualità ha un costo (più di quello che può coprire la vendita della pubblicità su Aleteia). Per questo, i lettori come TE sono fondamentali, anche se donano appena 3 dollari al mese.