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Milano, Monastero Wi-Fi: l’omelia di Don Antonello Iapicca e quello che ci aspetta

MONASTERO WIFI MI

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Le organizzatrici dell'edizione milanese del Monastero Wi-Fi, tra cui Raffaella Frullone, con Costanza Miriano

Costanza Miriano - Il blog di Costanza Miriano - pubblicato il 04/06/19

Dopo l'appuntamento meneghino dal monastero invisibile più imponente del mondo, Costanza considera il cammino fatto finora e i passi che ci attendono.

Reduce dall’incontro di Milano, con tanta gratitudine e la consapevolezza di avere ricevuto moltissimo, mentre sto ancora riordinando le idee, volevo innanzitutto fare il punto della situazione.


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Il senso di tutta questa strana avventura è ricordarci di trovare uno spazio e un tempo nelle nostre giornate per la vita spirituale, perché la sete che sentiamo trovi ristoro. Questo è stato il tema del primo capitolo generale di Roma, il 19 gennaio scorso, e della versione milanese, il 1 giugno. Come trovare spazi dentro le giornate, come organizzare questi spazi, e come cercare le tracce dell’opera di Dio nella nostra vita. Di questo hanno parlato padre Maurizio Botta, suor Fulvia Sieni, don Fabio Rosini, padre Emidio Alessandrini, don Pierangelo Pedretti, don Vincent Nagle, don Antonello Iapicca, padre Giuseppe Barzaghi, don Luca Civardi, don Armando Bosani. Il tema del prossimo capitolo generale, in programma a Roma per il prossimo 19 ottobre sarà il primo dei cinque pilastri della vita spirituale, cioè la Parola di Dio.

Nel frattempo in vari luoghi in Italia, nelle parrocchie o in qualche convento, si sono formati o hanno ripreso vita piccoli cenacoli di preghiera: a Roma il primo lunedì del mese ai Santi Quattro, alle 20, con le monache agostiniane e sacerdoti che si alternano, mentre a Firenze sono cominciati gli incontri dalle suore Serve di Maria Addolorata in Via Faentina 195. Il prossimo sarà martedì 25 giugno dalle 17 alle 20, con rosario, messa, vespri e condivisione finale. Per informazioni chiedere a beatrice.riparbelli@hotmail.it , alla quale si può far riferimento anche per chiedere i biglietti (gratuiti) per la festa della famiglia alla quale dalle 18 sarò ospite anche io il 6 giugno. Il 15 giugno partirà un’iniziativa anche a Reggio Calabria, grazie a Virginia Tripodi; per informazioni si può fare riferimento sempre a monasterowifi2019@libero.it, la mitica Monica vi metterà in collegamento. Anche chi abita a Bologna, Udine, San Marino e dintorni può scrivere a Monica, per sapere cosa sta partendo. Invece per quanto riguarda Torino e Piemonte, potete scrivere per offrire disponibilità o chiedere informazioni a dadapotter@yahoo.it (o chiamare/whatsappare al 3388019075).


BAMBINA, PIANTA, LUCE

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Infine, grazie all’eroico lavoro di Francesca Centofanti, che non potrò mai ringraziare abbastanza (quando sarà santa, sarà la protettrice di tutti quelli che fanno i lavori più rognosi e oscuri e più lontani dai riflettori), ecco la sbobinatura dell’omelia di don Antonello Iapicca, che avevamo pensato di non registrare, essendo un momento liturgico, ma che poi a furor di popolo abbiamo dovuto affannosamente recuperare.

DON ANTONELLO IAPICCA
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Don Antonello Iapicca durante la celebrazione della S. Messa (omelia). Opera Don Orione, Milano, 1 giugno 2019

Omelia di Don Antonello Iapicca

Mi sento catapultato, veramente. Stamattina ero a Tel Aviv, però il Signore mi ha stupito perché ho trovato il sole a Milano e dico “allora pure qua ogni tanto esce fuori”. No scherzo scherzo. Poi il mio autista era laziale, quindi proprio il massimo, un laziale a Milano, stupendo! Sono molto felice di essere qui, penso di conoscere tre persone (una da tanto tempo?) forse qualcun altro, non lo so, ma in Cristo tutti, e questa è la cosa importante. Chissà forse due settimane e qualcosa in Terra Santa mi hanno preparato a questo momento, soltanto per ribadire una cosa sola, che mi viene dal cuore: auguri! Auguri perché abbiamo tutti lo Sposo più bello che c’è, lo dice la prima lettura. Io penso che tutti noi, spero, che tutti noi oggi possiamo dire queste stesse parole del Cantico dei Cantici, non so se nella liturgia del rito ambrosiano è presente molto il Cantico dei Cantici, nella romana no, ed è un peccato. Che cosa ha il tuo amato più di ogni altro? “Tu che sei bellissima fra le donne”, dice, e poi lo descrive. E alla fine dice: “questo ha, questo è l’amato mio, questo è l’amico mio”. Tu, oggi puoi dire questo? Puoi dire che il tuo amato, nostro Signore Gesù Cristo, è il più bello di tutti? E’ il tuo amato, l’amato del tuo cuore, è il tuo amico? Tu sei bellissima, bellissima questa assemblea. Sempre il Cantico dei Cantici dice: bella sono, anche se sono oscura, cioè anche se c’è molta sofferenza nella mia vita, anche se ci sono dei peccati, debolezze. Io credo che tutti noi qui portiamo dei peccati, lo dice la seconda lettura. Tutti noi qui abbiamo forse delle sofferenze molto profonde che forse questi incontri stanno aiutando a far emergere. Forse ci sono dei nodi molto profondi nella tua vita oggi, delle cose che abbiamo messo tra parentesi della nostra storia. Forse la relazione con quella persona, forse con nostro padre, forse con nostra madre. Forse la morte di nostro padre, la morte di nostra madre, la morte di un figlio, un dolore, una malattia. Tutti noi siamo qui portando le stimmate di nostro Signore Gesù Cristo. E questa descrizione del Cantico dei Cantici che fa la sposa, è la descrizione di Cristo crocifisso che ha dato la vita per la sua sposa per renderla bellissima. Pensa a ciò che il Signore ha fatto per te. È vero che lo ha fatto per te. Perché la vita si gioca tutta qui: se io posso dire veramente “Tu sei il mio amato, Tu sei bello, Tu sei stupendo. Tutto quello che hai fatto per me, tutto quello che è accaduto nella mia vita, quello che accade nella mia vita è amore puro, amore Tuo, anche quello che non capisco, anche la libertà che ho, per rinnegarti tante volte, per dire di no, perché preferisco un altro amante, preferisco soldi, preferisco i miei criteri, i miei giudizi, aprendo varchi alle volte incolmabili tra me e mio marito, tra me e mia moglie, tra me e il parroco, il vice parroco, il vescovo, il fratello o la sorella, la collega di ufficio”. Leggi anche:L’adultera non lo sa. Non è un amante che cerca, ma l’Amato! Puoi dire questo oggi? Che il tuo amato è il migliore di tutti? Lo puoi dire soltanto se, insieme a San Paolo, oggi puoi gridare qui, e questa è l’Eucarestia, il mistero che stiamo celebrando, e che apparirà su quell’altare, su quella mensa, che Cristo ha vinto la morte, che Cristo ha vinto la morte, che è frutto del peccato, che Cristo ha dato la vita per te, che ha perdonato veramente i tuoi peccati. Può gridare al mondo intero che Gesù Cristo è lo Sposo più bello, che ha dato la vita veramente, che si è denudato per te e che ti ha accolto e si è unito a te, come dice il Vangelo, “su un letto d’amore”, che è la croce, quella dove tu ed io abbiamo lo abbiamo inchiodato, forse anche stamattina prima di venire qui, facendosi la barba o ricostruen… ehm facendosi più belle. Sí, forse lí già tuo marito l’hai messo in una tomba dicendo “questo qui è incorregibile, mai, mai cambierà”. Oppure quando tiri fuori i calzini vedi che c’è un buco e pensi di tua moglie “mah, non cuce, questa, che fa?” e la distruggi. Dico cose banali (forse ci sono crisi più profonde?). Bene questo significa inchiodare Cristo alla croce. Ma quello che dice oggi la parola, guardate che è impressionante, quello che dice oggi la parola a tutti noi, è che, esattamente nel momento in cui inchiodiamo Cristo alla croce, Lui si unisce a te. Cos’è un monastero? WiFi o non Wi-Fi. Perché un pericolo è dire “IO prego, IO faccio, IO divento monaca, io divento prete, io mi sposo, io, io, io…” qua il Signore invece ci dice “senza di me, non potete fare nulla”, non è che dice “aiutati che Dio ti aiuta”, questo non è cristiano, mai scritto da nessuna parte. Senza di me non potere fare nulla, ma neanche la spesa. “Ma come no? Uè, io c’ho la fabbrichètta”. Senza di Lui, che ha dato il respiro di quel momento in cui “ti sei fatto la fabbrichètta”, tu non eri vivo, io non ero vivo. “No, ma io sono stato in seminario…uuh quanto sono stato bravo io in seminario, adesso in parrocchia, una meraviglia!” Poi, io, trent’anni in Giappone, de che stamo a parlá, che stiamo dicendo? Missionario in Giappone da trent’anni. Ma senza la sua misericordia, senza il suo amore io in Giappone non è che non avrei resistito un secondo, ma non avrei neanche mai preso l’aereo, non sarei neanche mai andato in seminario. Perché il tuo sposo è più bello? Quest’anno mi ritorna tantissimo una cosa che mi ha aiutato tanto. Quando il Signore dice a Pietro, che non aveva ascoltato per niente questo che stava dicendo (questo discorso della cena) e poco dopo Pietro dice “io con te, fino alla morte, io farò tutto per te”. Sono le parole del consenso matrimoniale. E Gesù dice “tu mi tradirai”, ma adesso eh! E stavo pensando proprio al matrimonio. Costanza se ti avessero detto, che tuo marito, la sera prima di sposarti, se tu avessi avuto la certezza matematica che nello stesso banchetto e poi il primo giorno di viaggio di nozze, poi dopo il terzo, tuo marito ti tradisce tre volte. Non quando ti sei sposata che ancora diciamo non eri così vicino al Signore. Ma adesso. Che faresti? (Io lo sgozzerei, ho risposto, ndr). Gesù invece ha dato la sua vita per questa sposa. Glielo ha detto “io mi vado a sposare con te, cioè vado a dare la vita per te, che mi vai a tradire e ti troverò a letto con un altro, con un’altra e do la mia vita per te”. E allora certo che qui le femminucce possono dire, anche gli uomini, nello spirito, allora sì che possiamo dire “sei l’unico”. Perché? Perché nessuno di noi oggi ce la fa ad amare così. Sì magari adesso che sta dentro questo WiFi di Spirito Santo ce la farebbe a dirlo, magari sì, magari no, ma poi dopo prende la macchina, qualcuno gliela striscia, e tutto l’effetto Spirito Santo passa. Però la verità profonda, profonda è che le cose sono andate così e che vanno così ogni giorno. Allora c’è un capovolgimento totale in questa mia vita. Lo dico sinceramente: non sarei prete, questa è la mia vita, è un capovolgimento totale. Il vangelo non sta dicendo, e noi subito “allora mi devo attaccare al Signore”…certamente, è tutto vero. Ma sta dicendo qualcosa di più profondo, molto prima di quello che IO farò. C’è qualcosa di diverso, che tu ed io l’unica cosa che abbiamo saputo fare, ma davvero bene è peccare, quello proprio siamo espertissimi. Su quello possiamo scrivere dei libri dettagliatissimi, senza troppa fantasia perché sette sono, però… In tutte le latitudini, tutte le culture che io ho conosciuto in cui io ho confessato, sinceramente non ho trovato peccati nuovi. Gli stessi che c’ho io. Eppure la cosa grande è che nel momento in cui tu ti stai allontanando, nel momento in cui tu hai tagliato con lui, nel momento in cui tu gli hai piantato la lancia nel cuore, Lui ha dato la vita per te. Allora questo ti fa stramazzare al suolo e allora non c’è niente da dire e allora la tua vita cambia completamente. Questa è l’unica esperienza vera, che non ha niente a che vedere con nessun’altra religione, non c’entra proprio nulla. Niente. Non c’entra nulla. Questo è Dio. Quando dice “la sapienza della croce è stoltezza per i greci e scandalo per i giudei”, cioè per tutti, sta dicendo questo: che ama i peccatori, che ti ama così come sei. Ma se hai questa esperienza vera, diventa una cosa che la governa lui, già la porta lui e vivrai così. E allora come posso stare senza questo amore? Veramente stare connesso con lui 24 ore su 24, stai lì con lui tutti i momenti, tutto con lui. Ma deve esserci questa esperienza. Se non c’è questa esperienza fai tanto, fai tanto, fai tanto…..poi quando le cose non vanno come dici tu “ah beh!”, gli passi il conto, come fai sempre col marito. “Signore, e adesso? Questo figlio mio non lo guarisci? E adesso a questo figlio mio non gli fai avere un posticino, a mio marito non gli cambi sto caratterino che col tempo che passa peggiora? E perché questa malattia? E perché questo dolore? E perché mi hanno rubato i soldi? E perché questa ingiustizia?” Ma se tu sai chi sei, se io so chi sono veramente come Pietro e piango, e mentre piango incontro lo sguardo di Cristo e quando viene Cristo sulle sponde del mare, come stavo io ieri mattina, ed ecco lo sposo che va dalla sposa che stava a letto con un altro e gli dice “mi ami tu? ” che così ha fatto il Signore, a un traditore gli ha detto “mi ami tu? ” tre volte. Ecco. Se hai questa esperienza, queste parole distruggono il tuo peccato, lo distruggono nel profondo del tuo cuore e ti danno un’altra vita. Perché chi conosce questo amore impazzisce di amore. Chi conosce questo amore vero, che non c’ha nessuno, né tuo padre, né tua madre, né il prete più fico di questo mondo, non ce l’ha nessuno questo amore qui. Non ce lo avrà mai tuo marito, non ce lo avrà mai tua moglie. Questo amore infinito che ti abbraccia sempre, sempre, sempre. Questo ti fa impazzire, ti fa innamorare come un pazzo e allora cominci a fare come quando uno si innamora veramente e allora fai tutte le follie di questo mondo: ti fai prete, suora, vai in missione, puoi aprirti alla vita, non hai soldi, non importa, il Signore mi aiuterà. Di tutto e di più, perdonerai quello che ti ha rubato i soldi. Vai al lavoro contento. Se ti fanno mobbing “Signore ma io quanto mobbing ti ho fatto e tu mi hai amato infinitamente, grazie di questo mobbing”. E quel mobbing fatto a te salva tutta la banda e la fabrichètta. Qui siamo sette, ottocento, ma attaccati a ognuno, attaccati a te ce ne stanno cinquemila. Che devi fare? Innamorarti di Cristo. Perché Lui ti ama e ti dice “bellissima sei, sei bellissima”. Il pungiglione della morte è il peccato, è la legge, cioè che cos’é la legge? Quello che ti dice che tu non sei bella. Che devi essere insoddisfatta di te e se la prende con le rughe, e metti la crema del mar Morto, e non esce niente, invece continuano. E ti cominci a disprezzare, sempre peggio qua. Così è la legge. Ma Cristo ha vinto la morte, Cristo ha compiuto la legge, quando? Così come sei. Allora tu un giorno, forse oggi, comincerai a scrivere come nel Cantico dei Cantici, allora potrai rispondere a tuo figlio, potrai rispondere al portiere, potrai rispondere al collega di lavoro: “Ma cos’ha di tanto bello il tuo amato? Perché tu sei felice? Perché tu c’hai una metastasi e sei in pace e sei felice?” Perché questo è un cristiano. “Perché stai con questa ingiustizia da trent’anni che tuo fratello ti ha rubato quei trenta euro, quei 13 cm della casa di tuo nonno e sono trent’anni che io non ci parlo e tu per molto e molto di più continui a stare a parlare, a invitare i tuoi fratelli e i tuoi parenti serpenti dentro casa, come è possibile? Che c’hai di più il tuo Sposo?” E tu comincerai a dire: “l’amato mio è bianco e vermiglio”, e gli dirai perché bianco e vermiglio, cioè farai la dichiarazione d’amore più bella. Questo è l’annuncio del Vangelo! Tu potrai dire mi ha amato, mi ha amato il 12 febbraio, che avevo fatto questo peccato terribile dovevo essere fulminato, mi ha amato. Mi ha perdonato. Ho perdonato mio marito, ho perdonato mia moglie. Il mio matrimonio è più bello oggi di trent’anni anni fa. “Ne hanno fatte, uuuh quante me ne hanno fatte”. Felice. Come io posso dire oggi dopo quasi 25 anni di prete, tutta la vita meglio oggi che quando sono stato ordinato. Sinceramente. Perché in questi anni mi ha amato. Mi continua ad amare e non so perché, solo perché è Dio. Allora coraggio. Io vi faccio gli auguri di nuovo. Faccio una profezia. Tu chiedi questo, tu oggi in questa giornata chiedi: Signore, che io possa avere il cuore trafitto dal tuo amore, basta un istante per gustare il suo amore. Madre Teresa l’ha gustato quando era giovanissima, poi per 40 anni non ha sentito nulla e ha dato la vita per i poveri, ne ha fatta una meraviglia, eppure non sentiva niente, niente da parte del Signore. Niente, come tuo marito che non ti parla, ma molto peggio, molto peggio. Ha dato la vita per te, il Signore ti ha dato un bacio, ti ama. E noi possiamo avere questo bacio da parte del Signore, sentirci amati così come siamo, perdonati, rigenerati. Saremo trasformati e trasformeremo Milano, e l’Italia.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO SUL BLOG DI COSTANZA MIRIANO

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