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Sapete qual è l'ultimo luogo che Gesù ha calpestato su questa Terra?

chapel ascension

trabantos - Shutterstock

Inma Alvarez - pubblicato il 03/06/19

La cappella dell'Ascensione è oggi un pallido riflesso del singolare edificio originale

Secondo i Vangeli, Gesù si congedò per sempre dai suoi discepoli sulla vetta del Monte degli Ulivi, da dove ascese al Cielo per non tornare più.

Malgrado l’importanza di questo momento per i seguaci di Gesù e il fatto che la localizzazione del luogo sia relativamente facile, il luogo dell’Ascensione non è uno dei più “emblematici” della Città Santa, come invece la basilica del Santo Sepolcro o il Getsemani.

Il motivo è che il luogo è passato sotto la giurisdizione musulmana, e non vi è permesso il culto cristiano se non in modo sporadico. Si può però visitare pagando una tariffa simbolica.

Le distruzioni costanti e la perdita della proprietà da parte dei cristiani hanno impedito che arrivasse fino a noi quello che era uno degli edifici più singolari della Terra Santa: una basilica senza il tetto, dove i fedeli potevano immaginare il percorso di Gesù per giungere alla destra del Padre.

Secondo quanto ha spiegato l’eminente archeologo francescano Florentino Díez nella sua Guía de Tierra Santa, già dall’antichità esistono testimonianze, come quella della pellegrina Egeria, che parlano dell’esistenza di un imbomon, un edificio in cui i cristiani celebravano il culto.

L’imbomon venne distrutto dai Persiani nel 614 e ricostruito dal patriarca Modesto, mantenendo la sua caratteristica volta aperta attraverso la quale si vedeva cielo. Questa ricostruzione in 3D permette di immaginare come fosse l’imponente e singolare edificio, all’interno e all’esterno:

https://youtu.be/TC83lTOIq9c

All’interno l’imbomon – come attualmente la piccola cappella esistente – ospitava quella che secondo la tradizione è l’ultima pietra toccata dai piedi di Gesù prima di ascendere al Cielo, e sulla quale si possono ancora vedere le impronte lasciate dai suoi piedi.

chapel ascension
Alexander Gatsenko - Shutterstock

All’epoca delle Crociate, l’edificio venne demolito e si costruì una specie di portico a cielo aperto, che è la costruzione attuale, alla quale i musulmani aggiunsero però una cupola, chiudendo il tetto e impedendo la vista del cielo, eliminando così la singolarità di questo luogo.

Anche il resto delle costruzioni adiacenti fu distrutto dai musulmani. Si conserva solo la piccola cappella, perché è un luogo santo anche per l’islam, vista la venerazione che questo professa per il Figlio di Maria.

La Cappella dell’Ascensione, tuttavia, continua ad essere uno dei luoghi che vale la pena di visitare a Gerusalemme, sul Monte degli Ulivi, molto vicino alla grotta in cui secondo la tradizione Gesù insegnò ai discepoli a recitare il Padre Nostro e alla basilica Dominus Flevit, dove il Signore pianse per Gerusalemme. Il panorama della Città Santa dalla cima del monte è spettacolare.

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