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Ai ragazzi non basta sentire la storia di Gesù, vogliono esserne parte

SAINT PATRICKS DAY;CATHOLIC;NEW YORK
Jeffrey Bruno
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La preparazione alla Cresima con un gruppo di giovani ha svelato anche agli adulti cosa attrae davvero dell’avventura cristiana: puoi vivere in prima persona l’incontro con Dio.

di Valeska Cabañas

Tutti i sabati, insieme a Rachel, Flavia e don Paolo Buscaroli, ci incontriamo con una trentina di ragazzi delle medie presso la parrocchia di Sant’Eusebio, a Roma. Ci siamo dati un nome: le Stelle di Abramo. Il desiderio che abbiamo noi adulti è uguale a quello dei ragazzi: condividere la vita, tutta la vita. Per questo abbiamo pensato ad uno schema che ci possa aiutare: un sabato ci vediamo per studiare insieme, un altro per cenare e guardare un film, un altro ancora per scoprire le bellezze di Roma e infine per giocare insieme. Ogni volta, tutto quello che facciamo inizia o finisce con la messa.

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Insieme ad alcuni ragazzini abbiamo cominciato la preparazione per la cresima. Abbiamo ripercorso la vita di Gesù con i discepoli, la loro amicizia, il loro forte legame, per arrivare a capire come i primi hanno vissuto la cresima, cioè come hanno ricevuto lo Spirito Santo, la compagnia di Gesù per sempre. Mi ha stupito vedere che i ragazzi non si accontentano di una storia passata ma vogliono andare fino alla radice della storia, fino al punto in cui tocca loro stessi. È questo il desiderio vero che hanno. Ciò che li stupisce non è tanto il ripetersi di una storia quanto vivere facendo parte di quella stessa storia. E solo per questo rimangono.

YOUNG WOMAN IN CHURCH
TATJANA SPLICHAL | DRUŽINA

Un sabato, alla fine dell’incontro, abbiamo chiesto ai ragazzi di scrivere perché volevano ricevere la cresima. Le loro risposte mi hanno fatto riassaporare la freschezza del dono ricevuto dentro quella catena umana di trasmissione della fede che è la Chiesa. Queste sono solo alcune delle loro risposte: “Voglio fare la cresima per ricevere e incontrare Gesù come l’hanno incontrato i dodici apostoli”; “Voglio che Gesù sia vicino a me”; “Mi piace l’idea che lo Spirito Santo cada su qualcuno, cosicché si possa conoscere Gesù meglio di quanto lo si conosceva prima. Mi piace anche sapere che la cresima è una mia scelta e non un obbligo.

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Altrimenti, uno si annoierebbe e non verrebbe più a messa. Se il cammino del cristianesimo, in un certo senso, è un po’ un’avventura, la cresima, come il battesimo e la comunione sono un aiuto all’avventura”.
È così anche per me, che passo tutti i sabati con questi ragazzi per incontrare e ritrovare il Signore.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO DA MISSIONARIE DI SAN CARLO

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