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Fenomenologia delle stimmate di Natuzza Evolo

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Tra scienza e testimonianze: il mistero delle ferite sanguinanti sul corpo della mistica calabrese

La fenomenologia stimmatica inizia in Natuzza Evolo, la famosa mistica calabrese defunta il primo novembre del 2009, già all’età di circa 10 anni con delle piccole lesioni, come dei “forellini”, sia ai polsi che ai piedi, la cui formazione non è dovuta ad una causa naturale.

Questi orefizi si estendono e si approfondiscono negli anni, localizzandosi anche nella zona al di sotto della mammella sinistra e della spalla destra, ovvero ricalcano i punti dove la Tradizione colloca le ferite della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo. A ragione della loro evidenza, Natuzza non può negare queste manifestazioni. Comincia ad indossare camicie con  le maniche lunghe e a tenere le braccia conserte per il disagio che prova nel sentire su di sé gli sguardi e l’interesse di quanti la incontrano nel periodo della Quaresima.

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Youtube - TeleMiaTv
Le stimmate sul corpo di Natuzza

Anzi, lo stesso marito, Pasquale Nicolace, viene a conoscenza della stimmata al cuore molto tempo dopo che è apparsa. Secondo il dott. Molè, Natuzza presenta: stimmate e trasverberazioni dal 1938 al 1989 (termine della sua indagine). All’inizio della Quaresima la fenomenologia stimmatica si evidenziava con un’ipersensibilità diffusa alle zone interessate che a mano a mano si acutizza: con dolori brucianti e lancinanti, con sanguinamento nelle due settimane precedenti la Pasqua, con presenza discontinua di “chiazze venose” fino a diventare vere lesioni. Le lesioni non sono profonde, fatto salvo la zona delle caviglie, la cute tra le lesioni è integra e così ai margini esterni. Tali ferite si conservano sterili, cioè prive di germi patogeni, quindi non soggette a processi suppurativi, infiammatori, edematosi o a granulazioni fungoidi. Vicino alle lesioni si formavano fibre di coaguli.

Leggi anche: I testimoni che hanno visto lottare Natuzza Evolo contro il demonio

A Pasqua il sanguinamento si arrestava e iniziava la cicatrizzazione delle lesioni con notevoli modificazioni: escare, croste, squame che gradualmente cadono fino a presentare a distanza di mesi prima delle cicatrici biancastre e lucenti e poi una cute integra (Cfr. V. Marinelli, “Natuzza di Paravati”, in R. Molè (a cura di), Le stimmate, Ed. Mapograf s. r. l., Vibo Valentia (1989), vol. 3 pp. 71-72). Sedi delle lesioni come sono state viste e descritte dal dott. R. Molè:

“Queste manifestazioni si riscontrano ai polsi, e dalla ragione infero-dorsale degli avambracci si estendono fino al corpo, mentre nella regione volare sono poco evidenti, ed al polso sinistro è bene evidente in senso verticale il Crocifisso; alle caviglie, sulla regione dorsale del collo del piede vi sono due squarci profondi per parte, ed in senso verticale, mentre nella regione posteriore all’altezza del tendine di Achille bilateralmente si notano tre squarci per parte, che, a destra hanno la forma ovoidale ed il terzo nella regione mediale a forma lineare verticale e più profondo; alle ginocchia le stimmate sono molte estese, e a sinistra si vede il Volto di Cristo più marcato, mentre al ginocchio destro si evidenziano delle lesioni multiple, difforme ed estese; al costato sinistro, circa quattro dita traverse al di sotto dell’aureola mammaria ed in senso orizzontale (VII-IX spazio intercostale sinistro); alla spalla destra le lesioni sono come le altre; alla fronte, e precisamente tra il cuoio capelluto ed il margine frontale, si riscontrano diverse lesioni da punta (spine), arrossate, e tali lesioni si estendono a spruzzo verso la periferia, di colore rosso vivo, più o meno accentuato e con il passare dei giorni acquistano un colore rosso-bruno”.  (Ivi p. 71).

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Youtube - gammarella
Natuzza durante l'intervista a "La vita in diretta"

Anche le piaghe di Natuzza Evolo, come quelle di S. Gemma Galgani e di Padre Pio guariscono senza farmaci, ma non sono a fori passanti come quelle del santo Padre Cappuccino del Gargano e di Teresa Musco.

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