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Conoscete questi 3 sacerdoti eroici morti durante la Guerra Cristera in Messico?

PRIESTS

Public Domain | Elabra sanchez/CC BY-SA 3.0 | Public Domain

Larry Peterson - pubblicato il 31/05/19

Uno di loro diede la vita per difendere il segreto della Confessione. Preghi oggi per noi!

La Guerra Cristera è tra i capitoli più oscuri della storia del Messico. Più di 90.000 Messicani perse la vita. I semplici cittadini che presero le armi per difendere la loro fede sono diventati noti come Cristeros.

Il 21 maggio 2000 Papa Giovanni Paolo II ha canonizzato 25 santi e martiri morti in quella guerra. Erano per la maggior parte sacerdoti cattolici, sei dei quali Cavalieri di Colombo.

Tra i Cristeros c’erano infatti più di 70 membri dei Cavalieri di Colombo che morirono combattendo per la loro fede e la loro libertà.

Ecco la breve storia di tre sacerdoti.

San José María Robles Hurtado

Nato nel 1888, entrò in seminario a 12 anni e venne ordinato sacerdote nel 1913. Era anche membro dei Cavalieri di Colombo, Consiglio #1979 (consiglio non attivo).

Amava essere sacerdote, e usava la dote di saper scrivere in modo eccezionale per elaborare opuscoli e libri su Gesù e sul suo Sacro Cuore. Aveva una devozione tale per il Sacro Cuore che alcuni si riferivano a lui come al “Folle del Sacro Cuore”.

Nel 1923 mobilitò migliaia di cattolici e li fece arrivare nel Messico centrale per erigere una croce gigantesca in onore di Gesù. Venne posta la pietra angolare, ma il Governo bloccò ogni iniziativa ulteriore. Quando il Presidente Calles arrivò al potere nel 1924 sapeva già del “Folle”, e non era disposto a far sì che la sua influenza anti-governativa facesse presa sulla popolazione.

Padre Hurtado stava guidando una famiglia nella preghiera in casa di quest’ultima quando i soldati sfondarono la porta a calci e lo arrestarono per aver “violato la legge”. Era il 25 giugno 1927. Venne immediatamente condannato all’impiccagione.

La mattina dopo, sotto una quercia, padre José Robles Hurtado si mise la corda intorno al collo di modo che nessuno fosse responsabile della sua morte. Perdonò i suoi aguzzini, e poi venne impiccato. Molti soldati piansero quando morì.




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San Mateo Correa Magallanes

Padre Correa Magallanes era nato a Tepechitián il 23 luglio 1866. Frequentò il seminario a Zacatecas e venne ordinato sacerdote nel 1893. Era membro di Cavalieri di Colombo, Consiglio #2140 a Zacatecas.

Nel 1927 venne arrestato mentre stava portando il viatico a una donna malata. Quando vide arrivare i soldati, consumò immediatamente l’Ostia consacrata per evitare che venisse profanata. Venne portato in una prigione vicina.

Dopo molti giorni, il generale Eulogio Ortiz gli diede il permesso di ascoltare le Confessioni dei prigionieri, cosa che padre Correa fece volentieri. Quando ebbe terminato fu portato in una stanza, e il generale gli intimò di dire cosa gli avevano riferito i prigionieri, altrimenti sarebbe stato ucciso. Padre Correa rifiutò con decisione, dicendo: “Generale, lei ignora che un sacerdote deve mantenere il segreto della Confessione. Sono pronto a morire”.

La mattina dopo fu portato in un cimitero vicino, dove gli spararono.




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San Rodrigo Aguilar Alemán

Padre Rodrigo nacque a Sayaulo il 13 febbraio 1875. Studiò nel seminario di Zapotlán el Grande e fu ordinato sacerdote il 4 gennaio 1903. Era membro dei Cavalieri di Colombo, Consiglio #2330 a Guzmán.

Il 27 ottobre 1927, un folto contingente di soldati arrivò nella cittadina di Ejutla, dove padre Rodrigo era uno dei responsabili di un seminario. I soldati erano guidati dal temuto generale Juan Izaguirre. Il fatto che si sapesse del loro arrivo aveva dato ai seminaristi il tempo di fuggire. Padre Rodrigo rimase indietro per bruciare tutti i registri perché i soldati non li trovassero. Venne catturato, e quando gli fu chiesto chi fosse rispose senza esitazione “Sono un sacerdote”.

Il generale Izaguirre voleva che padre Rodrigo fungesse da esempio, e quindi ordinò di impiccarlo nella piazza centrale di Ejutla. Fu portato davanti a un grande albero di mango, e lì prese in mano la situazione. Benedisse la corda che sarebbe stata usata per impiccarlo, poi perdonò i suoi aguzzini e gli altri soldati. Uno di loro gli chiese di terminare una frase: “Lunga vita a?”

Volevano che dicesse “Lunga vita al Governo Supremo”, cosa che gli avrebbe salvato la vita, ma lui non esitò e disse subito: “Lunga vita a Cristo Re e alla Madonna di Guadalupe”. Lo sollevarono e lo abbassarono tornando a porgli la stessa domanda, ma anche la risposta fu identica. La terza volta, a malapena in grado di parlare, rispose lo stesso. Venne lasciato penzolare e morì.

Questi santi sono un esempio luminoso per tutti noi, e preghiamo di poter dimostrare lo stesso coraggio se mai ci trovassimo di fronte al pericolo o alla morte a causa della nostra preziosa fede.

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