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La piccola Noemi non è più in terapia intensiva: Napoli ha pregato per lei

MAMMA PAPA NOEMI
Youtube
I genitori di Noemi, Fabio e Tania, e la piccola
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Non è ancora stato possibile trasferire in un reparto di normale degenza la bimba ferita nell’agguato del 3 maggio scorso a Piazza Nazionale. Ora però, che non necessita più di ventilazione meccanica, lei e i suoi genitori potranno stare vicini e questo aiuterà di sicuro la sua ripresa.

Piccoli grandi progressi: dalla rianimazione alla riabilitazione post-intensiva

La piccola Noemi Staiano continua il suo cammino non facile ma positivo verso la guarigione. Fino a che le condizioni sono state gravi è stato necessario mantenerla in un regime di terapia intensiva che ha significato anche la riduzione al minimo di contatti con i suoi genitori e i suoi cari.

Veniva da una condizione terribile, la sua pareva -parole del chirurgo Giovanni Gaglione-una ferita di guerra. L’equipe dell’ospedale napoletano ha compiuto un intervento eccellente eppure per la serietà delle lesioni la prognosi è rimasta a lungo riservata. (Adnkronos)

Leggi anche: Quando la malattia di una bambina è fonte di numerose grazie

Ora, a quasi un mese dalla sparatoria che ha trovato in lei la vittima innocente più grave viene spostata dal reparto di rianimazione ad una zona diversa, non ancora di normale degenza, ma che le consentirà però maggiore libertà di contatto soprattutto con i genitori. La sua autonomia respiratoria e la stabilizzazione di altri parametri vitali importanti hanno deciso i medici del Santobono al trasferimento dalla terapia intensiva ad un reparto ad essa attiguo composto di poche stanze dove anche i genitori avranno accesso.

L’importanza della vicinanza ai propri genitori: Noemi “gioca con gli occhi di mamma e papà”

Fattore tutt’altro che marginale, questo, per il conforto e l’aiuto al processo di guarigione della piccola: lei come tutti i bimbi (e come anche noi adulti) si ritrova nella relazione con mamma e papà, attinge coraggio nel loro sguardo, forza e consolazione dalla loro presenza.

La bambina, ricoverata in condizioni critiche e dichiarata fuori pericolo lo scorso 20 maggio, è stata trasferita in un ambiente attiguo alla Rianimazione, deputato alla riabilitazione post intensiva. Un luogo in cui vengono trasferiti i piccoli pazienti che, superata la fase più critica, non sono ancora in grado di andare in un reparto di degenza ordinaria.
In quest’area, articolata in più stanzette, potranno essere ospitati anche i genitori in modo da facilitare il recupero della piccola anche sul piano psicologico. (Ansa)

In un’intervista a Repubblica la mamma Tania risponde alla domanda se Noemi possa giocare o meno:

Non può ancora. Però può sorridere e giocare con gli occhi di mamma, papà, dei nonni e di tutti i parenti che ci sono accanto, proprio come tutti i napoletani che considerano Noemi una di loro. È diventata il simbolo buono di questa città. (Rep.)

Dal giorno dell’agguato ad oggi

La sparatoria risale al 3 maggio scorso, tra Piazza Nazionale e via Acquaviva, quando un killer si è precipitato tra la folla ha inseguito il suo obiettivo designato e ha sparato diversi colpi, colpendo Salvatore Nurcaro e anche la piccola Noemi alla quale la nonna fa coraggiosamente da scudo. Se inizialmente sembrava che il killer fosse un improvvisato che avesse agito in solitaria (e un cinico: passa due volte sopra il corpo di Noemi riversa a terra, scavalcandola) a distanza di una settimana circa dall’agguato le indagini invece hanno portato all’arresto di due sicari e la natura camorristica dell’assalto è emersa con più evidenza: Armando del Re e il fratello Antonio sono stati arrestati il 10 maggio, il secondo per aver aiutato e coperto il primo. Il procuratore di Napoli Giovanni Melillo afferma che “il tentato omicidio di Salvatore Nurcaro è maturato in pieno contesto camorristico” (Ansa).

Leggi anche: Napoli, un gruppo di mamme prega per Noemi davanti all’ospedale

AL 10 maggio risale anche il primo segno di miglioramento e di cauto ottimismo per la piccola che aveva ripreso a respirare non più ventilata ma con ossigeno ad alti flussi. Era ancora però fino a ieri in condizioni molto gravi e non del tutto fuori pericolo. Ciò che l’attende è un cammino di riabilitazione importante. I medici si augurano di far uscire Noemi sulle proprie gambe perché vogliono portarla a recuperare tutte le autonomie possibili, compresa quella motoria.

La potenza mite di una città che prega

Quello di questi giorni insomma è un altro passo in avanti, non un balzo. I passi da compiere sono tanti e piccoli. Per questo seguiamo con prudenza e pacatezza, ma anche con tanta  gioia, ogni suo progresso. E ci uniamo ai tanti che fin da subito, quando le condizioni con le quali è arrivata al nosocomio erano disperate, hanno sostenuto e accompagnato la sua guarigione con la preghiera.

Un’avvertenza: c’è chi ne approfitta. I genitori smentiscono raccolte fondi per Noemi

Sono tanti quelli che pregano e non si stancano di farlo, implorando con piena fiducia il Signore perché acceleri e porti a buon fine il percorso di guarigione e ora di riabilitazione della piccola e questo è davvero commovente ed è un potente, umile monito a riprendere tutti in mano l’arma potente del rosario. Pochi, ma sempre troppi, coloro che hanno pensato di approfittare della situazione e hanno lanciato raccolte fondi sfruttando la buona fede della gente e il dramma di questa famiglia per fare cassa. Per questo pubblichiamo anche noi l’appello del papà e della mamma di Noemi, che ringraziano di cuore ma invitano tutti a non versare somme di denaro per Noemi:

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