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Come intendere l’indissolubilità del matrimonio?

MARRIAGE
Bbernard - Shutterstock
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Se il matrimonio si dissolve, si dissolverà anche la famiglia e la società perirà

Gesù ha detto chiaramente che il matrimonio è una realtà per tutta la vita. I farisei lo interrogarono su quello che aveva stabilito Mosè, ovvero la possibilità di divorzio: “Allora gli si avvicinarono alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «È lecito ad un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?»” (Mt 19,3). Il Signore diede una risposta enfatica: “«Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola? Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi». Gli obiettarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l’atto di ripudio e mandarla via?». Rispose loro Gesù: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu così. Perciò io vi dico: Chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di concubinato, e ne sposa un’altra commette adulterio»” (Mt 19, 3-10).

Gesù ha sottolineato che “da principio non fu così”, ovvero nel cuore di Dio, quando Egli ha creato l’uomo e la donna, ha istituito il matrimonio per sempre. “I due saranno una sola carne” (Gen 2, 24). Nella Bibbia “carne” vuol dire natura umana.

Ci sono molte ragioni per intendere l’indissolubilità del matrimonio. San Paolo paragona il matrimonio all’unione di Cristo con la Sua Sposa, la Chiesa. “E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei” (Ef 5, 25). Il matrimonio è dunque il segno dell’unione eterna e indissolubile di Gesù con la Chiesa. Non si separa dalla Chiesa, né questa si separa da Lui. Il Signore ha versato il Suo Sangue per amore della Chiesa, e i Suoi martiri hanno fatto lo stesso per amor Suo.

Leggi anche: Amoris laetitia. Il primo commento integrale

Il matrimonio è la base della famiglia

Il segno del vero amore è l’indissolubilità, perché amare è decidere di rendere sempre felice l’altro. Questo non ha limite di tempo. Un amore provvisorio non è amore. Amare è impegnarsi con la felicità dell’altro per sempre: nella salute e nella malattia, in ricchezza e in povertà, amandosi e rispettandosi tutti i giorni della propria vita.

Il matrimonio è la base della famiglia, e questa è la base della società. Se il matrimonio si dissolve, la famiglia si dissolverà e la società perirà. Papa Giovanni Paolo II ha usato parole molto forti per spiegarlo, dicendo che la famiglia è “insostituibile”, “santuario della vita”, “patrimonio dell’umanità”. È la “Chiesa domestica”. Dall’importanza della famiglia si capisce quella dell’indissolubilità matrimoniale.

Il matrimono fa sorgere la prole: figli, nipoti, bisnipoti… È da questa unione permanente che nasce la bellezza di una famiglia, culla della vita. È triste quando si spezza il vincolo dell’unità per la separazione della coppia. Per questo, è necessario che i matrimoni siano ben preparati, di modo che non ci siano matrimoni che in seguito un tribunale ecclesiastico possa dichiarare nulli. E purtroppo questo è accaduto spesso, perché manca una buona preparazione al matrimonio. Molti si sposano senza maturità, senza sapere profondamente cosa significa “amare”, ovvero dare la vita per l’altro e per la famiglia. Ci sono matrimoni che durano 50, 60, 65 anni…

Una volta ho letto questa storia:

“Un famoso professore si è ritrovato con un gruppo di giovani che parlava contro il matrimonio, sostenendo che quello che tiene in piedi una coppia è il romanticismo, e che è preferibile porre fine al rapporto quando questo finisce anziché sottomettersi alla triste monotonia del matrimonio.

Il professore ha detto che rispettava la loro opinione, ma ha raccontato questa storia: ‘I miei genitori soon stati sposati per 55 anni. Una mattina, mia madre stava scendendo le scale per andare a preparare il caffè e ha avuto un infarto. Mio padre è corso da lei, l’ha rialzata come poteva e quasi trascinandola l’ha portata alla macchina. Ha guidato a tutta velocità fino all’ospedale, ma quando è arrivato purtroppo era già morta. Durante la veglia mio padre non ha parlato. È stato tutto il tempo con lo sguardo perso nel vuoto. Non ha quasi pianto. Io e i miei fratelli abbiamo cercato invano di scacciare la nostalgia ricordando dei momenti divertenti.

Al momento della sepoltura papà, già più calmo, ha passato la mano sulla bara e ha detto con grande emozione: ‘Figli miei, sono stati 55 anni buoni. Nessuno può parlare del vero amore se non ha idea di cosa significhi condividere la vita con qualcuno per tanto tempo’. Poi ha fatto una pausa, si è asciugato le lacrime e ha proseguito: ‘Lei e io abbiamo attraversato insieme tante crisi. Ho cambiato lavoro, abbiamo rinnovato tutti i mobili quando abbiamo venduto la casa e ci siamo trasferiti in un’altra città.

Abbiamo condiviso la gioia di vedere i nostri figli laurearsi, abbiamo pianto uno accanto all’altra quando delle persone care se ne andavano. Abbiamo pregato insieme nelle sale d’attesa di alcuni ospedali, ci siamo sostenuti nel momento del dolore, ci siamo abbracciati a ogni Natale e abbiamo perdonato i nostri errori. Figli, ora che lei se n’è andata sono contento. E sapete perché? Perché se n’è andata prima di me e non ha dovuto vivere l’agonia e il dolore di seppellirmi, di rimanere sola dopo la mia partenza. Sarò io ad affrontare questa situazione, e ringrazio Dio per questo. L’amo tanto che non vorrei avesse sofferto così’.

Il vero amore

Quando mio padre ha finito di parlare, io e i miei fratelli avevamo il volto coperto di lacrime. Lo abbiamo abbracciato e ci ha consolati dicendo: ‘Va tutto bene, figli miei, possiamo andare a casa’”.

Il professore ha poi concluso: “Quel giorno ho capito cosa sia il vero amore. Va molto al di là del romanticismo, e non ha molto a che vedere con l’erotismo, ma si lega al lavoro e alla cura che si professano due persone veramente impegnate”.

Quando il professore ha finito di parlare, i giovani universitari non hanno potuto ribattere, perché quel tipo di amore era qualcosa che non conoscevano. Il vero amore si rivela nei piccoli gesti, nella quotidianità. Il vero amore non è egoista, non è presuntuoso e non alimenta il desiderio di possesso nei confronti della persona amata.

“Chi cammina da solo può anche arrivare prima, ma chi è accompagnato arriverà sicuramente più lontano”.

“La pazienza può essere amara, ma i suoi frutti sono dolci”.

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