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I due stratagemmi che il diavolo ha escogitato per tentare gli uomini

THE TORMENT OF ST ANTHONY
Public Domain
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Il diavolo detesta vederci progredire. Quando cresciamo in santità e in virtù, lungi dal cedere terreno, egli raddoppia gli sforzi per attrarci verso il peccato (perfino mediante la virtù!). Insomma, il diavolo è radicalmente malvagio… ma noi possiamo imparare le sue tattiche.

Ne Il combattimento spirituale, opera classica risalente al XVI secolo, il religioso italiano Lorenzo Scupoli passa in rassegna gli stratagemmi del diavolo per stornarci dal cammino della santità. Ne distingue in particolare due. Anzitutto, il diavolo si dà da fare per tentarci facendoci ambire a opere buone che oltrepassano le nostre capacità. Veniamo allora vinti dallo scoraggiamento e siamo tentati di ricadere nel peccato piuttosto che cercare di fare quel bene che ci appare un obiettivo troppo difficile da raggiungere. Scupoli offre ad esempio l’immagine di una persona malata che vorrebbe fare buone azioni ma che non ne ha la possibilità.

Se per esempio una persona malata soffre pazientemente il proprio male, il nemico della nostra salvezza – temendo che quello acquisisca così l’habitus della pazienza – gli propone molte opere sante che potrebbe fare in un altro stato: lo persuade che se stesse bene renderebbe a Dio più grandi onori, che sarebbe più utile a sé stesso e al prossimo. Quando è riuscito ad eccitare in quello vani desideri di ricuperare la salute, agisce in modo da renderlo afflitto per il fatto che non può ottenere quanto desidera, e più i desiderî s’infiammano più aumenta l’inquietudine.

La chiave per resistere alle insidie del maligno è avere fiducia in Dio e concentrarsi sulla nostra situazione attuale, stando contenti di quanto possiamo fare nell’istante presente. Invece di tormentarci pensando a tutto quello che sarebbe potuto essere se… e tutti i “se” e i “ma”… è preferibile concentrarsi su quanto è possibile hic et nunc. Dio si occuperà del resto.

Leggi anche: Perché il diavolo ci incita a volere sempre di più?

Trasformare una virtù in orgoglio

Un’altra tattica del diavolo è volgere le nostre virtù in fonti d’orgoglio. Egli può tentarci facendoci credere che siamo virtuosi per nostra sola volontà, o ancora che siamo migliori degli altri. Quest’orgoglio può trascinarci presto su una cattiva strada.

Il serpente antico trova il mezzo di tentarci con le virtù stesse che sono in noi, fino a farne occasione di peccato. Egli infonde in noi eccessiva autostima e autocompiacimento, e ci eleva così in alto che è impossibile che non ci lasciamo andare alla vanagloria. Ecco perché dovete sempre combattere e restare saldi nella conoscenza del vostro nulla; ricordatevi continuamente che per quanto sta in voi non siete che un nulla, che nulla sapete e che nulla potete.

Dobbiamo sempre avere chiaro agli occhi dello spirito che quando progrediamo nella vita spirituale ciò non dipende da noi ma unicamente da Dio. E dobbiamo restare estremamente vigilanti perché quando abbiamo il desiderio di progredire in virtù il diavolo si serve perfino di quest’aspirazione per stornarci da Dio.

Leggi anche: Come si fa a capire quando un peccato è “veramente mortale”?

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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