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L’esame delle urine per i bambini: perché si fa e come si raccoglie il campione?

By plenoy m/Shutterstock
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Si tratta di un test comunemente prescritto per indagare la presenza di malattie o di infezione dei reni o delle vie urinarie.

La raccolta del campione

Idealmente, il campione deve essere raccolto durante la parte intermedia del mitto urinario, per evitare la contaminazione con cellule o batteri presenti sulle vie urinarie esterne; questi vengono eliminati nella prima parte della minzione. La raccolta del campione non costituisce un problema nei bambini che fanno già la pipì nel vasino o nel water, mentre è più difficile, anche se non impossibile, nei bambini che portano il pannolino.

1 Lavare la zona genitale con acqua e sapone (non utilizzare altre sostanze disinfettanti)

2 Far bere il bambino o la bambina

Dopo circa mezz’ora, alternare piccoli massaggi circolari di 1 minuto sul fondoschiena, leggeri colpetti ripetuti eseguiti con una o due dita sul basso ventre, a livello della vescica (sopra il pube). In questo modo, i bambini urinano dopo pochi minuti e si può raccogliere “al volo” un piccolo campione di urine.

Leggi anche: Cos’è un emocromo? a che serve?

3 In alternativa, applicare l’apposito sacchetto acquistabile in farmacia

Il campione prelevato con sacchetto è idoneo se si vuole misurare proteinuria (presenza di proteine nelle urine) o ematuria (presenza di sangue nelle urine). Il campione prelevato con sacchetto è meno adatto
per la valutazione di leucocituria (presenza di globuli bianchi nelle urine) e ancora meno se serve un’urinocoltura, in quanto comporta un rischio elevato di contaminazione. In questo caso, cambiare il sacchetto ogni 30 minuti.

Cosa fa il laboratorio?

Una volta arrivato in laboratorio, il campione viene generalmente diviso, in funzione degli esami richiesti.
1. Le urine vengono in primo luogo esaminate a occhio nudo per vedere:
a. se esistono grosse quantità di sangue
(ematuria macroscopica).
b. se le urine sono torbide, segno di possibile infezione e di precipitazione di sostanze nelle urine (queste ultime non rappresentano necessariamente un segno di malattia).
2. Successivamente il laboratorio esegue un esame fisico-chimico. Salvo richiesta specifica, si utilizza uno stick urinario che può essere analizzato ad occhio nudo o in laboratorio tramite apposite apparecchiature. Lo stick urinario è costituito da piccoli quadrati di carta reattiva che cambiano colore a seconda della composizione delle urine.
a. Peso specifico: indica quanto le urine sono concentrate. È molto importante valutare il peso specifico per interpretare correttamente il resto dei risultati. Per esempio, una positività lieve di un altro elemento dello stick potrebbe non avere significato patologico se il campione è molto concentrato (peso specifico elevato), ma potrebbe indicare un problema urinario se le urine sono diluite (peso specifico basso).
b. pH: indica l’acidità delle urine e in genere non ha significato patologico.
c. Leucociti (cioè i globuli bianchi): possono essere indicativi di infezione urinaria, soprattutto se sono presenti anche i nitriti.
d. Corpi chetonici: indicano uno stato metabolico caratterizzato dalla scarsa disponibilità di glucosio, per esempio dopo episodi di vomito, digiuno prolungato o in caso di diabete mellito non controllato adeguatamente con la terapia.
e. Bilirubina o urobilinogeno: possono indicare situazioni di emolisi, cioè di rottura dei globuli rossi nella circolazione o di malattia del fegato.
f. Proteinuria: è quasi sempre di origine renale, ma non è necessariamente sintomo di malattia se questa è transitoria o presente solo nel primo campione della mattina.
g. Glucosio: indica un eccesso di glucosio nel sangue (diabete mellito), oppure, più raramente, una perdita anormale di glucosio da parte del rene a causa di una malattia renale.
h. Creatinina (riportata solo su alcuni stick): l’interpretazione è simile a quella del peso specifico.
In certi casi, il medico potrà richiedere al laboratorio di eseguire dosaggi aggiuntivi sulle urine, con tecniche di laboratorio più sofisticate per ottenere un migliore dosaggio delle proteine o per dosare elementi che non sono inclusi sullo stick.
3. “Sedimento urinario” o “esame microscopico delle urine”: se richiesto, il campione di urine viene centrifugato e analizzato al microscopio. Questo esame consente di rilevare la presenza anormale di globuli bianchi, globuli rossi, altre cellule, alcuni germi o elementi particolari, detti “cilindri”, che possono indicare una malattia renale. Le urine contengono normalmente qualche cellula e la loro quantità dipende in parte dalla concentrazione delle urine stesse.

Leggi anche: A cosa servono gli esami del fegato e cosa possono indicare?

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO SUL MAGAZINE MULTIMEDIALE A SCUOLA DI SALUTE

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