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Prendersi cura dei più piccoli e fragili. Un grande “Sì alla vita” nell’abbraccio della Chiesa

Flickr.com/Kunoel

Paola Belletti - pubblicato il 29/05/19

Quando la medicina e la scienza chiamano la vita per nome

Ecco perché è così geniale e semplice l’approccio umano del Professor Noia, che è anche Direttore dell’Hospice perinatale “Madre Teresa di Calcutta”: nelle testimonianze di famiglie che hanno vissuto gravidanze difficili ritornava questo fatto. Arrivavano al medico romano stremati, oppressi da approcci duri, da ripetuti inviti a metter in atto l’unica terapia che uccide un paziente (l’aborto cosiddetto terapeutico) e la prima domanda che si sentivano rivolgere già alla prima telefonata era: come lo chiamerete? Giorgio, Angelo, Filippo…

Non solo le mamme e i papà protagonisti hanno dovuto lottare con lacrime e nodi in gola, anche tra i partecipanti, ne sono sicura (almeno una!), si faticava a trattenere la commozione. La differenza, di fatto, sta tutta lì. Non si tratta mai di “un bambino” (dove uno vale l’altro, per cui se il processo si è inceppato, riavviatelo daccapo), ma di quel bambino. Con un volto, una storia, un nome.

Del papà e della mamma del piccolo Giorgio ricordo il coraggio, la tenacia che hanno dovuto mettere in campo alla loro prima esperienza come genitori e soprattutto l’orgoglio e la gratitudine per essere (non dicono per essere stati) i genitori di Giorgio, vissuto circa 22 mesi. “Non vi sembra bello? – ci chiedeva – E secondo i medici, secondo quanto si racconta di bimbi affetti dalla sua patologia (la trisomia 18) dovrebbe trattarsi di mostri spaventosi..”

Sì, Luigi, carissimo papà di Giorgio: il tuo bambino era, scusami è, bellissimo!




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“Se non do io a mia figlia la dignità che le spetta come essere umano, in questo mondo di morte chi gliela darà?”

E della mamma di Filippo, rimasta sola a portare avanti la gravidanza del suo quinto bambino perché il padre aveva dato forfait: non voleva assolutamente avere un figlio con dei problemi, ricordo il dolore così intenso e così composto. Ricomposto anzi nella gratitudine quasi imbarazzata di avere in dono il suo bellissimo e sanissimo bambino. Filippo è uno dei tanti sopravvissuti non ad una terribile malattia, quanto al solo rischio che una patologia si manifestasse: e questo rischio o la percezione di esso per molti medici e genitori diventa motivo sufficiente per optare per l’aborto. La mamma aveva contratto la toxoplasmosi a inizio gestazione. Eppure i trattamenti ora sono più che possibili e la prognosi spesso più che felice. Ecco un esempio di censura delle conoscenze scientifiche e delle loro applicazioni terapeutiche.

Il silenziamento delle conoscenze scientifiche in grado di cambiare la storia clinica di bimbi in carne e ossa (e placenta, spesso!) è uno dei due aspetti che minano l’esperienza della gravidanza e la vita stessa di tanti esseri umani. Lo dice sempre la Prof.ssa Gambino proseguendo nella sua analisi.

L’altro aspetto, che fa da controcanto al primo, è la presentazione della diagnosi prenatale come fase della prevenzione, mentre invece diventa selezione e scarto di esseri umani. Allo scopo di evitare le malattie si scartano le persone malate. Anche la distorsione del linguaggio è complice della deformazione della vita.

Esempi ne abbiamo, io credo, tutte a memoria personale: l’ecografia morfologica presentata come “strumento efficacissimo di prevenzione” di gravi difetti genetici, come ad esempio la trisomia 21 non vi ha fatto sobbalzare? Quando lessi questa tesi sulla cartella del mio quarto bimbo mi chiesi che poteri taumaturgici potesse mai avere l’ecografo. Forse il segreto sta tutto nel fastidioso gel col quale ci spalmano la pancia? Tristissimo sarcasmo, verità ancor più triste.

Vorrei raccontarvi ancora altro, ma confido che gli atti del convegno o lavori di sintesi possano essere messi a disposizione del pubblico e soprattutto che le idee, le esperienze condivise, le testimonianze, le realtà che questo evento ha messo in dialogo rendano al più presto virale la diffusione dei loro benefici effetti.




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Tags:
aborto terapeuticodifesa della vitafede e scienza
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