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La recente consacrazione del Brasile alla Madonna è valida? Un sacerdote risponde

Reprodução Facebook
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Le critiche su Internet hanno messo in discussione l’atto di consacrazione del Paese al Cuore Immacolato di Maria

La firma di un atto di consacrazione del Brasile al Cuore Immacolato di Maria, realizzata nel Palazzo di Planalto il 21 maggio, ha contato sulla presenza di monsignor Fernando Arêas Rifan, ordinario dell’Amministrazione Apostolica Personale San Giovanni Maria Vianney, e del Presidente della Repubblica, Jair Bolsonaro.

Nella stessa data hanno cominciato a diffondersi nelle reti sociali sia manifestazioni di sostegno che critiche e dubbi sulla validità dell’atto.

Per chiarire i dubbi, l’agenzia cattolica ACI Digital ha intervistato padre Augusto Bezerra, piuttosto noto per il suo apostolato sulle reti sociali.

Ecco i punti sottolineati dal reportage:

Circa l’atto di consacrazione

  • L’atto di consacrazione del Brasile è stato una richiesta del Fronte Parlamentare Cattolico, rappresentato in quell’occasione dal deputato Eros Biondini (PROS-MG).
  • Durante l’atto è stato recitato un mistero del Rosario sotto la guida del diacono Nelson Correa, della Comunità Canção Nova, seguida da un canto di consacrazione intonato dai presenti.
  • Padre Oscar Pilloni, che ha parlato della devozione nei confronti di Maria in Brasile e della sua importanza nella vita dei brasiliani, ha affermato che in questa occasione è stata rinnovata la solenne consacrazione del Brasile già fatta al Cuore Immacolato di Maria.
  • Secondo gli organizzatori, consacrare il Brasile al Cuore Immacolato sarebbe una risposta alla richiesta della Madonna a Fatima: che il mondo, soprattutto la Russia, venisse consacrato al suo Cuore Immacolato.
  • Le critiche degli internauti affermavano che l’atto a Brasília non avrebbe usato la formula di consacrazione delle Nazioni al Cuore Immacolato di Maria e non avrebbe contato sulla presenza del collegio episcopale.

Chiarimenti di padre Augusto Bezerra sul rito

“La consacrazione alla Madonna non è un rito sacramentale nel senso che ci sono elementi immutabili, fissi, a cui si deve obbedire con rigore pena l’invalidità. Si noti che nel corso della storia della Chiesa sono esistite varie forme di consacrazione alla Vergine, e ancora oggi esistono forme diverse in molti luoghi del mondo. Queste tradizioni si modellano in base alla devozione popolare”.

Ha quindi citato come esempi di formule di consacrazione mariana il noto metodo proposto da San Luigi Maria Grignon de Montfort nel suo trattato e la consacrazione a Maria subito dopo il Battesimo di un bambino:

“La consacrazione dei bambini dopo la celebrazione del sacramento del Battesimo è un buon esempio. I canti o le formule possono variare da una Chiesa particolare all’altra, e anche così sono tutte ugualmente valide. Bisogna smettere di pensare che esista un unico modo rigido, liturgico, per la consacrazione alla Vergine, anche perché è una paraliturgia”.

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