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Nell’incredulità ogni cosa è perduta, ma nella fede tutto diventa di nuovo possibile!

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Shutterstock
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Lo Spirito Santo fa ripartire la vita perché ridona la fiducia e la fede!

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore.
Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi.
E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato». (Gv 16, 5-11)

“Ora però vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: dove vai? Anzi, perché vi ho detto queste cose, la tristezza ha riempito il vostro cuore”. Non voglio prendere le difese dei discepoli a cui Gesù rivolge questo rimprovero, ma so bene quanto la tristezza può paralizzare le scelte e confondere i ragionamenti. È la tristezza che nasce dalla paura di perdere Gesù, di perdere quel Senso che hanno incontrato. Quando la tristezza riempie il cuore, allora anche le domande giuste si perdono di vista. Non si ha più il coraggio di dire “Dove vai?”, perché si è fermi all’idea della stessa partenza. Ma Gesù spiega che questa partenza è necessaria per la venuta del Consolatore: “se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò. E quando sarà venuto, egli convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio”. Lo scopo dello Spirito Santo è triplice: “Convincere il mondo quanto al peccato”; il peccato in questo contesto non significa sbagliare, ma non credere. Il mondo va convinto che nell’incredulità tutto è perduto, ma nella fede tutto diventa di nuovo possibile. Lo Spirito fa ripartire la vita perché ridona la fede/fiducia. “Quanto alla giustizia, perché vado dal Padre e non mi vedrete più”, cioè finalmente Gesù riceverà dal Padre la giustizia che verrà dalla potenza della resurrezione. I discepoli non lo vedranno più così come lo hanno conosciuto, ma lo vedranno in una maniera nuova, da Risorto, e proprio per questa radicale novità nessuno di loro, nelle apparizioni del Risorto presenti nel Vangelo, Lo riconosceranno subito. Capiranno un po’ alla volta che è veramente Gesù. “Quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato”. Infatti Gesù è venuto per salvarci e non per condannarci, e l’unico che è stato condannato fin dall’inizio è Satana che usa della storia di ognuno di noi per mettere il bastone fra le ruote alla storia della salvezza di Dio.
(Gv 16, 5-11)
#dalvangelodioggi

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