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Il viaggio di una ragazza per entrare nel Terz’Ordine carmelitano

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E la mia qual è?

È iniziato tutto con un grande amore per Santa Teresa di Lisieux. Mia madre l’ha scelta come santa della mia Cresima. All’epoca non sapevo molto di lei, e pensava che mi sarebbe piaciuta perché era giovane e si riferiva al fatto di fare piccole cose con grande amore. Otto anni dopo eccomi qui, a entusiasmarmi solo a sentire il suo nome.

No, i cattolici non adorano i santi, ma li onoriamo per la loro fede in Gesù, guardiamo a loro come modelli di come dovremmo pregare e amare Gesù e chiediamo loro di pregare per noi perché essendo santi sono fisicamente più vicini a Gesù in cielo di quanto lo siamo noi sulla Terra. Tutto riguarda Gesù!

Sono cresciuta nell’amicizia con Santa Teresa chiedendo la sua intercessione, cercando di vivere seguendo il suo esempio quando è possibile e meditando sulle sue parole. Pregava Dio di odiare la propria volontà per la propria vita e desiderare solo la vita che Dio voleva per lei. Quando si è ammalata ha offerto la sua sofferenza come preghiera. Riconosceva la sua piccolezza e credeva che Gesù ne avrebbe avuto misericordia. Si è svuotata, volendo essere riempita da Gesù. Non è fantastico?

Non sento la chiamata a diventare una monaca di clausura com’era lei. È morta da carmelitana a 24 anni di tubercolosi, è stata dichiarata una delle sante più grandi di tutti i tempi ed è anche Dottore della Chiesa! Se avete letto qualcuno dei suoi scritti capirete perché. È una santa “piccola” ma potente, e le attribuisco la mia crescita spirituale. Non ho dubbi sul fatto che sia stata lei a guidarmi all’Ordine Carmelitano Scalzo.

A livello di vita di preghiera, ho sempre parlato con Dio attraverso la preghiera contemplativa/mentale. Anche prima di essere in grado di recitare il Rosario, o anche prima di essere fortemente decisa ad essere cattolica, leggevo la Bibbia e meditavo sulle Scritture con la Lectio Divina. Riesco a realizzarla per più di un’ora. Mi riempie l’anima, lasciandomi assetata di Gesù. È un po’ un ossimoro, forse, ma mi dona molta pace.

Detto questo, mi sono imbattuta in un post di una consorella in Cristo che diceva come pur essendo sposata desiderava qualcosa di più, e qualcuno ha menzionato il Terz’Ordine. Non avendone mai sentito parlare, ho fatto una ricerca su Google. Voleva saperne di più. Il mio cuore è esploso quando ho saputo che esisteva il Terz’Ordine Carmelitano!

Anche se ne sapevo poco, il mio cuore si è sentito in pace. Credo che Dio mi stesse dicendo: “Vai, Lexie”, ma dopo di allora non ho fatto altre mosse per vari mesi.

E poi, solo qualche mese fa, ho incontrato una donna della mia parrocchia e parlando ho detto che stavo pensando al Terz’Ordine Carmelitano. In quel momento il suo volto si è illuminato e mi ha detto che era amica della presidentessa del Terz’Ordine Carmelitano della nostra zona. Mi ha dato il suo nome, mi ha detto dove lavorava e ovviamente, visto come sono fatta, ho lasciato stare. Penso che nel cuore stessi esitando perché la cosa stava finalmente diventando reale e non ero sicura di essere pronta.

Da qualche parte dentro di me sapevo che Dio mi stava chiamando, ma esitavo a rispondergli.

Visto, però, che Dio è inarrestabile (e per fortuna!), ho finito per parlare con qualche altra persona che faceva parte dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi. L’ultima mi ha dato il numero della presidentessa, e ho capito che era un segno del fatto che Dio non voleva prendermi alla leggera. Un minuto dopo ho fatto quello che avrei dovuto fare mesi prima.

L’ho chiamata, decidendo finalmente di lasciar gestire a Dio la questione.

Ho preso un appuntamento con la presidentessa e ho saputo che il Terz’Ordine Carmelitano riguarda la preghiera contemplativa, che come ho detto è sempre stato il mio modo per parlare con Dio. Nella comunità, ai membri viene richiesto di assistere agli incontri mensili, avere ogni giorno un momento di preghiera mentale di 30 minuti, recitare le preghiere al mattino e alla sera, andare a Messa ogni volta che è possibile, praticare una devozione quotidiana a Maria e partecipare alla comunità. Si può essere sposati, avere figli e avere un lavoro. Oh, ho detto che indosso già una piccola versione dello scapolare? Un segno! Non prendiamo i voti come le religiose, ma facciamo delle promesse (di vivere la vita comunitaria).

Recito già il Rosario quotidiano, e prego mentalmente per più di 30 minuti. Dovrò imparare a recitare le preghiere del mattino e della sera e sto lavorando sul fatto di andare a Messa più spesso. Non sarà un percorso facile, ma se è quello a cui Dio mi sta chiamando sia fatta la sua volontà. E onestamente sto pregando che sia così.

In questo momento sono nella fase della “visita come ospite”, e se sentirò che questa è la mia vocazione passerò alla fase di formazione (se riceverò l’approvazione). Ci vorrà un po’ di tempo prima di essere considerata un membro, per essere certi che sia davvero quello a cui Dio mi chiama.

Vi aggiornerò man mano che il mio viaggio procede. Nel frattempo, chiedo le vostre preghiere.

Qui l’articolo originale pubblicato su Catholic Link

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