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Suor Piermaria Kondo Rumiko: dallo shinto al cattolicesimo grazie ai libri

PIERMARIA, KONDO, RUMIKO
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Sua nonna le insegnò a venerare come dio il serpente che proteggeva la loro casa, poi un giorno trovò una frase di Gesù in un libro: “Colui che viene a me, non lo respingerò”.

«E il Verbo si fece carne», l’evento che ha spaccato in due la storia dell’umanità: un Dio che viene ad abitare in mezzo a noi, una fede che si fa incontro. Ero adolescente, già praticante ma tiepida, quando mi trovai a fare i conti, grazie al carisma di Don Giussani, con l’evidenza che il cristianesimo non era una religione come le altre. Mi accorsi che non appartenevo a una fede fatta di un grande, intenso e sincero, desiderio di rivolgere a Dio le mie attese, il mio dolore; ero parte di un amore corrisposto. Un Dio incarnato aveva rivoluzionato la storia, rendendo pulsante di vita la compagnia con lui.

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La storia di una suora giapponese mi ha fatto ripensare a quel momento intenso della mia vita, un vero e benefico tuffo nel mondo dell’esperienza che mi fece dire: posso incontrare Dio, non se ne sta chiuso e lontano in cielo. Il rischio dell’astrattezza – di ridurre la fede a un discorso – è sempre dietro l’angolo. Ma ciò che è accaduto a Suor Piermaria Kondo Rumiko mi ha ricordato che anche le parole del Vangelo sono figlie dell’Incarnazione e chi le legge non ha a che fare solo con uno scritto affascinante magari, ma astratto. Il seme piantato dentro il Vangelo conduce di necessità a un incontro, se il lettore lo ospita nella pienezza della sua deflagrante origine.

«Colui che viene a me, non lo respingerò»

Nel caso delle conversioni si ha l’impressione che una persona vada verso Dio; in realtà, si può parlare di attrazione. Ciò che viene a Dio, Lui lo ha attratto con esche adeguate a essere colte. La giornalista Lissy Maruthanakuzhy di Matters India ha intervistato una suora cattolica giapponese la cui conversione è stata alquanto suggestiva, cioè cucita su misura sulla sua persona. Cresciuta in una famiglia shintoista, Suor Piermaria Kondo Rumiko era legata soprattutto alla fede trasmessagli dalla nonna, una fede animista e panteista. La presenza di Dio più visibile e vicina a lei era addirittura un serpente:

Quando sono nata i miei genitori mi hanno dedicata al tempio. Come la maggior parte dei Giapponesi, ero abituata a recarmi al tempio Shinto il primo giorno dell’anno. All’età di 9 anni ho ballato alla cerimonia Shinto, come iniziazione all’età adulta. In casa mia c’era un serpente. Mia nonna diceva a noi bambini che era il dio che proteggeva la casa. Nessuno doveva toccarlo o ucciderlo, altrimenti la nostra famiglia sarebbe stata maledetta. (da Matters India)

Reinaldo Aguilar-CC

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Grande passione di questa ragazza era la lettura, e proprio grazie a un libro incontra una voce che le porta un messaggio mai ascoltato prima, l’ipotesi di una compagnia che non viene mai meno:

Trovai un libro di Carl Hilty intitolato Notti insonni. Il libro era pieno di citazioni bibliche. I versetti del Vangelo erano davvero consolanti. Così cominciai a leggere la Bibbia. Compresi che Gesù non mi avrebbe mai abbandonato, qualunque cosa fosse accaduta nella mia vita. Percepii questo quando lessi il Vangelo di Giovanni: «Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me; colui che viene a me, non lo respingerò» (6, 37). (Ibid)

Curioso, Carl Hilty è stato un filosofo cristiano dell’800, era svizzero e scriveva in tedesco. Come una sua opera tradotta in inglese sia finita ben più di un secolo dopo nella libreria, in cui la Kondo Rumiko la trovò, è lievitante fantasia divina … cioè un mistero provvidenziale ficcato dentro la realtà. E la ragazza avverte subito che non ha incontrato solo delle belle parole, ma qualcosa di più vivo che ha la forza di innescare dentro di lei una ricerca. Ha 24 anni e ha superato anche problemi di salute; dunque conosce il bisogno di trovare un abbraccio che contenga tutte le fragilità umane e non dia l’ultima parola alla morte. Si affaccia nel suo presente non più un dio-serpente che protegge la casa incutendo paura, ma un Dio fatto Uomo che promette di accompagnarla qualunque cosa succeda. La Sua protezione non è la chiusura di un recinto, ma apertura a un cammino.

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Una nuova famiglia

Le parole guidano la Rumiko a cercare dei volti, cominciò a recarsi a messa in una chiesa Protestante. Senza indugiare troppo sui dettagli, racconta poi che la sua adesione alla fede cristiana fu così profonda da voler prendere i voti. A quel punto viene indirizzata ad una chiesa cattolica perché solo lì era possibile diventare una consacrata. Lì, proprio all’ingresso (… la simbologia della realtà talvolta è spiazzante in modo incredibile …) trova una signora che diventerà la sua madrina di Battesimo, ecco che la Parola incontrata su un libro ha condotto una volta di più a un volto amico in carne ed ossa. Da qui comincia una storia nuova, quella di Suor Pieramaria che da 20 anni è nell’ordine delle Figlie di San Paolo.

I rapporti con la sua famiglia di origine non sono facili, lei lo racconta con una delicatezza che sottende un amore che forse si è anche accresciuto dopo la conversione, ma patisce la ferita di una lontananza:

Quando ho deciso di entrare nell’ordine, i miei genitori non erano d’accordo. Ma mi hanno lasciata andare. Non erano cristiani, hanno continuato a essere shintoisti. In seguito mio padre è morto. Non ho sentito il bisogno di convertirli, perché la fede è una grazia; penso che loro credano in Dio anche se lo adorano in modo diverso. Mia madre e mio fratello non capiscono tuttora la mia scelta, ma lei mia ha detto che è felice che io sia contenta della mia vocazione religiosa. (Ibid)

HOLY SPIRIT ADORATION SISTERS
Jeffrey Bruno

La libertà, il dono umano più vertiginoso, crea questi affetti feriti, in cui amare davvero significa anche non tacere la verità incontrata, a costo di una distanza senz’altro amara. Non è un voltafaccia, piuttosto un modo di guardarsi davvero per la prima volta; con la nostalgia di lasciare chi si ama un passo distanti da sé, e tenerseli nel cuore con una preghiera incessante. La nuova famiglia di Suor Piermaria sono le più di 100 consorelle delle Figlie di San Paolo con cui condivide la quotidianità; a lei – neanche a dirlo – è stato assegnato un compito nell’ambito della diffusione della fede: segue la gestione di una libreria online e la divulgazione di materiale per le scuole cattoliche.

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Una volta di più il Pescatore ha trovato un’anima in cerca di Lui e ne ha fatto una pescatrice di uomini: la casa di Dio non è protetta da bestie feroci, ma abitata da testimoni che tengono la porta aperta.

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