Ricevi Aleteia tutti i giorni
Iscriviti alla newsletter di Aleteia, il meglio dei nostri articoli gratis ogni giorno
Iscriviti!

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

La società italiana ha bisogno di una Chiesa vitale

Condividi

Intervista a Giuseppe De Rita

Oggi il problema identitario si mescola con il fenomeno della paura sociale. Su queste pagine la scrittrice americana Marilynne Robinson ha parlato di “marketing del rancore”.

Il rancore è il figlio, anzi il lutto, di ciò che non è stato. Non c’è nessuno di più rancoroso di un coniuge che si è separato dall’altro: perché il matrimonio è fallito, è venuto a mancare, quella promessa è crollata. Il rancore oggi circola ordinariamente per tanti motivi: un matrimonio fallito, la perdita di un posto di lavoro, un concorso andato male… Questo rancore ordinario diventa un fatto sociale quando diventa collettivo, strutturale. In Italia l’ascensore sociale, che dal 1945 in poi ha fatto crescere praticamente tutti, a un certo punto si è fermato, per cui tutti siamo diventati ceto medio ma nessuno o pochissimi sono diventati classe borghese. La classe borghese è rimasta una piccola fascia elitaria (i figli del ’68, i figli dei professionisti…) ma il salto di qualità non c’è stato. Questo stop dell’ascensore genera un rancore indifferenziato difficile da affrontare. Si possono certo trovare dei capri espiatori: l’Europa, i governi precedenti, i migranti. Ma questo non è affrontare il problema alla radice. Ci vorrebbe invece una classe politica capace di spingere ancora verso quella mobilitazione sociale verticale che ha fatto grande l’Italia. E invece oggi i politici cercano di rassicurare il ceto medio (e facendo così generano ulteriori paure) coccolandolo con provvedimenti come il reddito di cittadinanza. Bisogna rimettere in moto l’ascensore sociale perché se resta fermo cresce la paura dell’impoverimento, della regressione, per cui si cerca solo il colpevole, si fa saltare il sistema europeo, si chiudono i porti.

La chiesa, la religione può giocare un ruolo in questa crisi?

Ho provato a indicare questa strada nel saggio “Il Consolato guelfo”, che era una risposta al saggio di Misasi e prendeva spunto da quello di Paolo Prodi: “Il romano pontefice”. Nell’epoca dei comuni guelfi esistevano due autorità, quella civile e quella religiosa, la prima garantiva la sicurezza, la seconda il senso della vita. Questo sistema è necessario ancora oggi, ci vogliono queste due dimensioni, altrimenti la società non cammina. La persona che garantisce sicurezza non può dare senso alla vita, se chiudi i porti non puoi indicare un futuro ricco di senso. In Russia Putin ha bisogno del patriarca. Dal punto di vista laico si può garantire sicurezza anche abbastanza facilmente, più difficile è garantire quel “di più”. In Iran, dove si uccidono migliaia di persone al mese per garantire sicurezza però c’è anche la Sharia, la legge coranica a offrire un orizzonte di senso. E anche in Cina c’è una riscoperta di Confucio. C’è bisogno di una sicurezza che io definirei materna e non poliziesca, per cui il pedale della sicurezza va mitigato da un senso più umano, appunto materno, per tenere le due cose insieme, sicurezza e senso. Secondo me non lo puoi fare con la stessa persona ma invece la logica italiana, e in parte europea, vuole la concentrazione dei poteri nell’unico leader. In Occidente noi abbiamo un testo che può essere di grande aiuto, la Bibbia, importante però che non sia preso come libro delle risposte. Alcuni amici mi definiscono “talmudico” per dire una cosa in cui credo, che cioè non c’è una verità chiara e distinta che cala dall’alto ma devi andare a cercartela, provando a capire a suon di tentativi. Devi fare come il talmudista che prende un argomento, una frase, ci gira e ci rigira intorno… così anch’io sono 60 anni che faccio questo mestiere di sociologo e di questo ho fatto un mio piccolo talmud. C’è bisogno secondo me di un sano empirismo, non ci servono documenti pontifici o della conferenza episcopale, no, davanti a me la realtà si presenta come un problema concreto e io devo andarlo a vedere, a conoscere, ci passo e ripasso sopra, lo guardo da destra, da sinistra… Ho la sensazione che spesso nella chiesa italiana questo concetto non riesca a passare. Papa Francesco invece è empirista. Penso ai suoi discorsi da vescovo, ad esempio ad Aparecida, pieni di intuizioni geniali, come quello della realtà che non è una sfera ma un poliedro. Questa idea che una realtà sghemba non la puoi inquadrare in una sfera o in una piramide ma la devi rispettare nel suo essere sghemba è semplice quanto formidabile. Bene, questa cosa qui un vescovo italiano fa molta fatica a comprenderla, il vescovo italiano ha bisogno del testo codificato al quale obbedire. Proprio per questo è necessario, direi urgente, un sinodo poliedrico, sghembo, direi talmudico, che abbia una segreteria che non sia di redattori di testi ma di organizzatori di incontri. Da qui può ripartire la vitalità della chiesa italiana di cui tutta la società ha bisogno.

 

Qui l’originale su L’Osservatore Romano

Pagine: 1 2

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni
I lettori come te contribuiscono alla missione di Aleteia.

Fin dall'inizio della nostra attività nel 2012, i lettori di Aleteia sono aumentati rapidamente in tutto il mondo. La nostra équipe è impegnata nella missione di offrire articoli che arricchiscano, ispirino e nutrano la via cattolica. Per questo vogliamo che i nostri articoli siano di libero accesso per tutti, ma per farlo abbiamo bisogno del vostro aiuto. Il giornalismo di qualità ha un costo (più di quello che può coprire la vendita della pubblicità su Aleteia). Per questo, i lettori come TE sono fondamentali, anche se donano appena 3 dollari al mese.