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San Giovanni Battista de’ Rossi lottò contro l’epilessia ma andò avanti con coraggio

Giovanni Battista de’ Rossi nacque il 22 febbraio 1698 a Genova. I genitori erano piuttosto poveri a livello di beni materiali, ma ricchi di virtù e amore per il prossimo. Giovanni era l’ultimo di quattro figli, e già da bambino dimostrò non solo compassione e amore per la gente, ma anche un’intelligenza superiore alla media. Quando aveva 10 anni i suoi genitori gli permisero di andar via di casa con degli amici di famiglia per ricevere un’istruzione.

Tre anni dopo il padre di Giovanni morì. Il cugino più grande, Lorenzo de’ Rossi, gli permise di andare a vivere con lui a Roma. Lorenzo era canonico della chiesa di Santa Maria in Cosmedin e riuscì a farlo ammettere al Collegio Romano sotto la guida di Gesuiti. Giovanni divenne presto un allievo modello. Studiava diligentemente e svolgeva i compiti che gli venivano assegnati, essendo al contempo sempre pio e umile.

Il ragazzo iniziò a studiare anche Filosofia e Teologia al Collegio Domenicano di San Tommaso. Fu allora che, mentre era a Messa, svenne. Si scoprì che aveva avuto un attacco epilettico. La malattia gli fece saltare molte lezioni, e a volte era così affaticato da riuscire a malapena a muoversi. La lotta contro questa malattia divenne per lui una sfida costante.

Aderì poi al Sodalizio della Beata Vergine, guidando gli altri membri nelle letture e organizzando visite ai malati negli ospedali, nutrendo i poveri e i senzatetto e svolgendo altre opere di misericordia. Era questo che amava più di tutto: aiutare i poveri, i senzatetto e gli oppressi.

Giovanni Battista de’ Rossi voleva disperatamente diventare sacerdote, ma la sua epilessia rappresentava un enorme ostacolo. L’ordinazione sacerdotale era concessa raramente a una persona nelle sue condizioni, visto che la vita del presbitero era estremamente esigente, ma lui lavorò e studiò con una diligenza tale da ottenere una dispensa. L’8 marzo 1721 venne ordinato sacerdote.

Lavorò quindi a Roma, prendendosi cura dei senzatetto che vagavano per le strade della città. Si faceva carico delle necessità dei malati e aiutava le donne senza una casa a trovare un alloggio. Aiutava poi i carcerati, i lavoratori e toccò letteralmente migliaia di persone bisognose. Di giorno si dedicava ai malati poveri ricoverati negli ospedali romani, di notte assisteva i senzatetto in un rifugio. E tutto questo per più di 40 anni.

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