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Denis Mukwege racconta perché ha deciso di curare le donne stuprate

Denis Mukwege

© United Nations Photo

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 22/05/19

"Loro danno tutto per te, a confronto tu dai ben poco. Sono delle eroine", dice il Premio Nobel per la Pace 2018, che il 22 maggio ha incontrato Papa Francesco

Il dottor Denis Mukwege è conosciuto come “l’uomo che ripara le donne”, dal titolo del docu-film dedicatogli per raccontare che questo medico congolese vive e opera nel violenze sessuali. Nel 2018 è stato insignito del Premio Nobel per la pace, insieme a Nadia Murad – la giovane yazida come lui impegnata a combattere gli abusi sessuali.

Mikwege ha curato circa 50mila pazienti nella sua lunga carriera. L’ospedale in cui lavora è a Panzi, un remoto quartiere-baraccopoli alla periferia di Bukavu, nell’Est della Repubblica Democratica del Congo, città di 25 anni di guerre ma anche di miniere d’oro e coltan, di miseria ma anche di violenze inaudite.

“Non avevo mai visto cose del genere”

Questo ospedale, dice in un’intervista a Famiglia Cristiana (22 maggio), non l’ho costruito per curare le vittime di stupro, e non potevo immaginare che si sarebbe occupato di questo tipo di patologia. Ma ho dovuto constatare, dopo soli tre mesi dall’apertura, nel 1999, che avevamo già accolto 45 pazienti, tutte donne che avevano subito violenze».

Tutte raccontavano la stessa storia, ricorda il medico, «avevano subìto stupro di gruppo e torture di ogni sorta. Violenze tanto estreme che presentavano ferite, lacerazioni, vere e proprie devastazioni dei genitali. In alcuni casi avevano loro sparato, in altri dato fuoco. Non avevo mai visto cose del genere. Ho pensato che non era normale. Era una nuova patologia».

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