In una intervista del settimanale cattolico monsignor Mario Delpini parla del futuro dell'Europa
In una intervista del settimanale cattolico monsignor Mario Delpini parla del futuro dell’Europa«Questa esasperazione del sovranismo mi sembra un’insistenza a fini elettorali più che l’interpretazione del sentimento autentico della gente nella quale, in questi anni, è cresciuto il senso di appartenenza all’Unione. Quello dell’immigrazione è un problema affrontato e regolato male ed è stato ridotto a un insieme di slogan a fini elettorali. Il fenomeno è molto più complesso, interessante e promettente anche se contiene tante insidie e difficoltà». Alla vigilia del voto del 26 maggio, l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, in un’intervista esclusiva a Famiglia Cristiana (che gli dedica anche la copertina), parla del futuro dell’Europa, del pericolo del populismo, dell’accoglienza dei migranti e riflette sulla città di Milano : «Ha un deficit di gioia», afferma, «con tutta la sua capacità di intraprendenza e di progettualità a volte non sa bene dove va e non è consapevole che l’esito ultimo dell’esistenza non è la morte ma la vita eterna».
Monsignor Delpini invita a non farsi abbagliare dal sovranismo e riflette sul fenomeno del populismo: «Bisogna chiedersi se la politica debba assecondare le emozioni più istintive e le paure più irrazionali dei cittadini o esercitare un dialogo su progetti comuni. Il populismo induce ad arroccarsi più che a sognare, coltivare speranze, a immaginare percorsi comuni per costruire una società più solidale e giusta».
L’arcivescovo di Milano lancia anche un appello ai giovani invitandoli «ad andare anzitutto a votare perché questo significa prendere a cuore una causa e di votare persone che vogliono costruire l’Europa dei popoli e non persone che vogliono disfarla o ridurla a un comitato d’affari». Inoltre, raccomanda di studiare attentamente la storia e non limitarsi a qualche titolo di giornale: «Non dimentichiamo che cento anni fa i popoli europei si ammazzavano in guerra tra di loro. Oggi si discute anche animatamente. Il patrimonio culturale è stato salvaguardato dalla pace mentre la guerra ha distrutto tutto».
Monsignor Delpini si dice infine preoccupato per il calo costante dei matrimoni, anche civili, a Milano: «La coppia si isola e si ritiene più un esperimento che una scelta di vita. In prospettiva, senza legami familiari stabili, vedo quel destino di solitudine che già intristisce e affligge gran parte della città, soprattutto gli anziani, e la affliggerà sempre di più in futuro».
