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Il cattolico non è minimal chic, ma accumulatore seriale di gratitudine

BOY TELESCOPE
unsplash-logoTeddy Kelley
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La moda minimalista ci porta a trattare gli oggetti come usa-e-getta; ma lo scopo di una casa è di essere un luogo di accoglienza umana che ospita tracce dell’amore di Dio.

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Questo oggetto mi aiuta ad amare la mia comunità?

Penso che tutti quanti abbiamo in casa il proverbiale servizio buono per le feste: quel set di piatti che non usi nella vita di tutti i giorni perché è il servizio buono, sia mai che si rovini, e che tiri fuori dalla credenza solo nelle grandi occasioni, quando hai ospiti a casa.
Beh: sotto un certo punto di vista, è cosa buona e giusta. Se sei abituato a ricevere gente a casa, se le grandi tavolate di famiglia sono un must delle tue feste, se il tuo modo di esprimere amore per i tuoi ospiti passa anche attraverso un bel centrotavola e un servizio di posate d’argento: trova un modo razionale di stipare tutta ‘sta roba quando non la usi, e poi vivi sereno.

HOLIDAY,DINNER,TABLE
Shutterstock

Ma attenzione: non sono il centrotavola e le posate d’argento a determinare la tua qualità di padrone di casa. I tuoi ospiti, auspicabilmente, vengono da te per godere della tua compagnia, e auspicabilmente continuerebbero a venirci anche se tu li accogliessi con dei piatti di plastica comprati al supermercato. Tienlo a mente, anche per una questione di tua personale serenità.

Leggi anche: Abbiamo buttato le pantofole e apparecchiato la tavola: amici venite!

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Questo oggetto, con la sua bellezza, aiuta me stesso e gli altri ad avvicinarmi a Dio?

La bellezza è un dono di Dio, senza se e senza ma. Circondarci di oggetti belli non è semplicemente uno spreco di risorse che avremmo potuto destinare ai poveri: l’arte, la musica (…persino l’arte e la musica nelle liturgie…) sono elementi che possono, a loro modo, aiutarci a contemplare la bellezza del creato.
Una stampa fotografica di una spiaggia al tramonto, una carta da parati in un colore tenue che trasmette quiete, un profumatore per ambienti che invade il salotto del suo dolce aroma, un vaso di fiori colorato sul davanzale: possono essere molto più di un banale soprammobile.

Ma attenzione: possono anche essere solo un banale soprammobile. Non è detto che ogni singolo oggetto piacevole alla vista possa automaticamente avvicinarci a Dio. Riflettiamo molto attentamente su questo aspetto, prima di portarci a casa un pezzo di design “solo perché ha stile”.

E qui si conclude la lista delle cinque grandi domande che l’autrice ci suggerisce di porci quando siamo in vena di decluttering. Anche se – per dirla con le sue parole –

Se vuoi semplificare il processo, puoi semplicemente limitarti a chiederti “questo oggetto aggiunge valore alla mia vita?”. Continua a chiedertelo, ogni giorno, con ogni singolo oggetto che possiedi. Costantemente. Fanne un’abitudine.

Anche perché, per un cristiano, l’obiettivo non è, banalmente, avere una casa più vuota e organizzata in maniera più razionale.

Il nostro compito è quello di riflettere sugli oggetti che possediamo e sul modo in cui ci approcciamo loro […]. Dobbiamo essere buoni custodi di quanto Dio ci ha donato, ivi compresi i nostri corpi, le persone che Lui ha messo sul nostro cammino, e le ricchezze che ci ha permesso di acquisire. Dobbiamo imparare a considerare tutto questo come uno strumento, da usare per la gloria di Dio.

E, se permettete, con buona pace di Marie Kondo, questa sì che è una visione del minimalismo che sento molto più vera e “mia”.

QUI IL LINK ORIGINALE PUBBLICATO DA UNA PENNA SPUNTATA

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