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7 cose che Dio mi ha ricordato quando ho sentito che la vita non aveva molto senso

GÓRY

Pexels | CC0

Catholic Link - pubblicato il 15/05/19

4. Non diamo valore a quello che facciamo oggi perché ci sembra poco

Shutterstock

Rischiamo di disprezzare tutto: alzarsi presto, vestirsi come meglio si può, fare colazione, studiare o lavorare per ottenere buoni risultati, pagare ciò che si deve, invitare a cena amici o familiari… Un Padre come il nostro non è forse orgoglioso dei piccoli successi di ogni giorno? “Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà” (Mt 6, 18).

I santi oggi tenuti in grandissima considerazione un giorno sono stati semplici cappellani, suore o laici cattolici che si facevano il caffè la mattina e guardavano il soffitto pregando nel silenzio della loro stanza.

5. Ci vergogniamo del nostro passato

Shutterstock / MarinaP

Il fatto di non volersi alzare oggi può avere le sue radici nel passato: disprezziamo il passato e sentiamo che ora stiamo vivendo le conseguenze di quelle esperienze o decisioni negative. Ci carichiamo di colpe che ci impediscono di vivere il futuro. Chiediamo a Dio la grazia di riconciliarci con il nostro passato, perdoniamo le cose difficili comprendendo che siamo umani e recuperiamo le virtù/le lezioni che ci ha lasciato. Il passato non divori il nostro presente: l’oggi è la nuova opportunità che ci offre il Padre.

“Non ricordate più le cose passate, non pensate più alle cose antiche. Ecco, faccio una cosa nuova:
proprio ora germoglia, non ve ne accorgete? Aprirò anche nel deserto una strada, immetterò fiumi nella steppa” (Isaia 43, 18-19).

6. Disprezziamo la nostra giovinezza e quello che l’accompagna

WSTYD
Mitchell Hollander/Unsplash | CC0

Saltiamo le tappe perché temiamo che gli altri ci considerino “inesperti”. Ci fa male vedere che abbiamo uno stipendio che basta a malapena a soddisfare le nostre necessità, dipendere ancora dai genitori e dall’aiuto di amici e conoscenti.

Ma ci diamo la colpa e pensiamo: se fossi più professionale, se fossi più ricco, se non avessi questo problema, se la mia famiglia fosse più stabile, se avessi un fidanzamento senza intoppi… E sogniamo un’altra vita.

Forse dobbiamo riconciliarci con quello che siamo, includendo l’inesperienza dell’età, considerando che nessuno arriva con un manuale di vita pronto e che nelle nostre debolezze Dio mostra la sua forza e non bisogna vergognarsi di non essere l’anello forte della catena alimentare.

Vogliamo dimostrare agli altri di saper gestire la nostra vita come adulti apprezzabili perché in fondo non sopportiamo l’idea di essere sminuiti da questo sistema e dai suoi fedeli discepoli, che ritengono il successo lavorativo l’unità di misura della soddisfazione. E se seguissimo, come Gesù, un cammino inesplorato ma pieno di senso?

7. Abbiamo aderito all’idea per la quale solo le cose straordinarie rendono felici

YOUNG, COUPLE, LOVE
Syda Productions | Shutterstock

Quante cose straordinarie accadono nella vita? E se continuiamo ad aspettarle, forse quando arriveranno non avremo vita per alimentarle, avremo aspettato tanto perdendoci gli insegnamenti e gli amori di ogni giorno. Arriveremo vuoti a quel momento, perché per stupirsi serve anche la capacità di vivere il momento presente! Quanta gente ha una vita “ideale” ma è insoddisfatta”! “Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto” (Luca 16, 10). Gesù stesso, che resta nel pane e nel vino, ci offre la lezione più grande: nelle cose piccole si nascondono le gioie di ogni giorno… anche nella nostra piccolezza.

Qui l’articolo originale pubblicato da Catholic Link.

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Tags:
diosenso della vita
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