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Imprenditori cristiani lanciano un appello a cercare «il cuore dell’Europa»

parlement européen drapeaux
© De Hadrian - Shutterstock
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Mentre la campagna per le Europee è entrata nel vivo ieri, 13 maggio, una decina di associazioni europee di imprenditori e dirigenti cristiani si è rivolta ai dirigenti politici europei e ai futuri europarlamentari con una lettera inedita che Aleteia vi propone in esclusiva.

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«L’Europa ha largamente centrato l’obiettivo di assicurare la pace e lo sviluppo economico, che si era prefissa dal 1945. La Dignità della persona e la Sussidiarietà sono – fin dal principio – al cuore del progetto europeo». In una lettera inedita che Aleteia vi propone in esclusiva qui di seguito, una decina di associazioni europee di capi d’impresa cristiani hanno firmato un appello comune indirizzato ai responsabili politici europei e ai futuri europarlamentari, perché continuino «su questa linea».

Altrimenti – ammoniscono – l’Europa sarà schiacciata fra giganti economici globali e comportamenti nazionali egoistici, cosa che accrescerebbe ulteriormente le ineguaglianze sociali ed economiche fra le persone, i gruppo, le regioni e le nazioni.

Lettera ai responsabili politici europei e ai futuri europarlamentari

Appello a ricercare il cuore dell’Europa

L’Europa ha largamente centrato l’obiettivo di assicurare la pace e lo sviluppo economico, che si era prefissa dal 1945. La Dignità della persona e la Sussidiarietà sono – fin dal principio – al cuore del progetto europeo.

Noi, imprenditori europei, chiamiamo i responsabili politici europei e i futuri europarlamentari a continuare su questa linea. Altrimenti l’Europa sarà schiacciata fra giganti economici globali e comportamenti nazionali egoistici, cosa che accrescerebbe ulteriormente le ineguaglianze sociali ed economiche fra le persone, i gruppo, le regioni e le nazioni.

A questo fine vorremmo che il futuro programma europeo fosse fondato sulle seguenti basi:

1
La persona

In primo luogo, vogliamo richiamare la Dignità di ogni essere umano e la sua Libertà fondamentale. Solo un’Europa fondata su questa base antropologica e filosofica sarà durevole.

2
La famiglia

Quindi, in secondo luogo, facciamo appello per un sostegno della famiglia in quanto cellula-base della società, nonché per l’inclusione dei nostri giovani nella loro società. La famiglia è il fondamento del nostro avvenire comune in Europa.

3
La società

In terzo luogo, vorremmo richiamare la necessità di una Partecipazione di tutti i cittadini alla costruzione di un nuovo modello di Bene comune inclusivo in Europa, che renda effettive la Sussidiarietà e la Solidarietà originarie europee.

A questo scopo, i candidati alle prossime elezioni europee dovrebbero esplicitare e dettagliare i loro sforzi per un progetto europeo coerente, sostenibile, perspicuo e chiaro. Un vero dibattito democratico è essenziale nelle nostre democrazie rappresentative occidentali per determinare le future alleanze e i programmi europei proposti.

4
L’economia

Quarto, vogliamo riaffermare la nostra determinazione, come capi d’impresa europei, a contribuire a uno sviluppo economico e sociale durevole. Noi pensiamo che il capitalismo, regolato da meccanismi democratici per l’assunzione di decisioni e ricercando un equilibrio tra i differenti interessi sociali, sia la condizione favorevole per lo sviluppo e la prosperità delle imprese. Siamo pienamente impegnati a collaborare con tutti gli attori della società, come ci invita a fare Papa Francesco nell’enciclica Laudato si’. A questo fine formuliamo l’auspicio che la responsabilità prevalga sull’assistenzialismo, che l’unità prevalga sulle divisioni e che la cooperazione prevalga sulla concorrenza fra gli Europei, al fine di mettere l’Europa in condizione di difendere i propri interessi e di assumere il proprio ruolo globale nel mondo.

5
La riduzione delle disuguaglianze

Infine non dimentichiamo le responsabilità storiche dell’Europa nelle altre parti del mondo, in particolare nei Paesi in via di sviluppo, e vogliamo che l’Europa s’impegni a servire il progresso umano, economico, ambientale e sociale ovunque nel mondo. Noi chiediamo una politica di scambi equilibrati con questi paesi, sostenuta da accordi commerciali e cooperativi aperti e, se necessario, da aiuti per lo sviluppo. In tali condizioni, l’Europa sarà capace di integrare i rifugiati o i migranti che hanno bisogno di installarsi in via permanente nel nostro continente, assicurando loro condizioni di vita all’altezza della loro umanità e delle loro competenze.

Il nostro impegno

Noi ci impegniamo, come imprenditori cristiani, a far vivere i nostri valori nel quadro dell’Europa e a contribuire insieme alla costruzione di un’Europa di pace, di prosperità e forte, alla luce delle nostre radici cristiane comuni e per il Bene comune di tutta l’umanità.

Laurent BATAILLE, Presidente UNIAPAC Europe; 

Claude VERSTRAETE, Presidente ADIC, Belgio; 

Philippe ROYER, Presidente EDC, Francia; 

Ulrich HEMEL, Presidente BKU, Germania; 

Jozsef TOTH, Vice-Presidente ERME, Ungheria; 

Botond SZALMA, Presidente KERME, Ungheria; 

Riccardo GHIDELLA, Presidente UCID, Italia; 

Joe HATEM, Presidente EDC, Libano; 

Ireneusz MARCZYK, Presidente PSChP, Polonia; 

Joao Pedro TAVARES, Presidente ACEGE, Portogallo; 

Jozef VANCO, Maria VANCO, Presidenti VENITE, Slovacchia; 

Dr Drago RUDEL, Presidente ZKPS, Slovenia; 

Luis de LARRAMENDI, Presidente ASE, Spagna.

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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