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Perché questa fotografia ha vinto il Premio Pulitzer?

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Harry Pot / Anefo | Nationaal Archief

Macky Arenas - pubblicato il 13/05/19

Una settimana dopo, la rivista Élite ha pubblicato questa nota: “Il coraggioso sacerdote non conserva di fronte ai redattori, nella sua modesta casa di Borburata, la stessa audacia che ha dimostrato sul luogo degli scontri. Non vuole parlare dell’accaduto, troppo penoso per lui. Ricorda però che quando ha cercato di aiutare un ferito (quello che appare nella foto pubblicata da tutti i quotidiani del mondo) prendendolo per le braccia questi gli ha detto con un grido di dolore: ‘Lì no’. Era stato ferito al fianco. Non è riuscito a raggiungere un’ambulanza, e il soldato gli è morto tra le braccia”.

“Un altro soldato”, continuiamo a citare Élite, del giugno 1962, “che sembrava ferito, gli ha detto quando cercava di aiutarlo: ‘Non sono ferito, padre, ma non posso fermarmi perché mi uccideranno’. I colpi di mitragliatrice fischiavano sulle loro teste. Il sacerdote gli ha detto: ‘Va bene, non muoverti’. Lo ha poi messo su un’ambulanza insieme ai morti e ai feriti. Un’altra vita era stata salvata”.

“Sul fronte delle operazioni, negli ospedali, in prima linea, la presenza di padre Padilla è diventata familiare. Durante la battaglia ha avuto solo una preoccupazione personale: le sigarette. Aveva esaurito le sue tre scatole di riserva, e durante gli scarsi momenti di inattività e o di suprema tensione nervosa il desiderio di fumare era impellente quanto quello di prestare i suoi servigi”.

“Effettivamente nelle fotografie che accompagnano questa nota, appare il sacerdote Padilla, di Carabobo, capitano della base naval di Puerto Cabello da 14 anni e con il rango assimilato di capitano di corvetta, che mentre fuma”.

“Nel 2005, in occasione del 50° anniversario della Fondazione Word Press Photo, le Poste nazionali olandesi hanno emesso un’edizione speciale di francobolli che mostra le foto che hanno ottenuto il premio per la Miglior Foto dell’Anno, inclusa, naturalmente, quella del sacerdote (e dal 1960 giudice sinodale e monsignore, nonché zio del vescovo di Caracas – dal 2012 –, monsignor Tulio Ramírez Padilla) e del soldato”.

Lo scrittore e poeta Juan Camarasa Brufal ha dedicato una poesia ai fatti di Puerto Cabello, includendo alcuni versi che menzionano l’accaduto:

“In mezzo al tuo dolore, Dio ti ha mandato un angelo,
che senza paura era solo…
le sue ali sono state due braccia che sollevavano feriti;
le pallottole rispettavano i suoi passi, mentre sentiva i tristi gemiti.
Eri, cappellano Padilla, un angelo di pace e amore,
questo seme germini e non ci sarà tanto dolore”.

“Aiutami, padre”… “Cercavo di mettermelo in spalla. All’improvviso è arrivata una raffica di colpi di mitragliatrice che l’ha colpito. Mi sono fermato, e mentre gli davo l’estrema unzione è spirato. Un altro ferito mi ha detto quando gli sono andato vicino: ‘Dica alla mia mamma come sono morto’… Ho dato a tutti l’assoluzione” (Estratto della testimonianza di monsignor Luis María Padilla al Consiglio di Guerra). È così che ha riferito il momento in cui è stata scattata la celebre fotografia, distribuita dalla Associated Press e apparsa su varie riviste di tutto il mondo.

Monsignor Padilla è stato parroco di Borburata fino al 1979 ed è stato assimilato al grado di capitano di corvetta. Nel 1985, a 83 anni e dopo 57 di sacerdozio, è stato chiamato alla Casa del Padre quando si trovava a Orlando (Florida, Stati Uniti).

All’epoca della foto la democrazia era ancora giovane e affrontava l’insurrezione di alcuni settori della sinistra radicale, collegati al comunismo internazionale e sostenuti dal regime di Fidel Castro a Cuba. Il Presidente Betancourt ha dovuto affrontare varie sollevazioni contro il suo Governo, inclusi attentati alla sua vita, soffocandoli con successo.

Come accade di solito, ci sono varie storie su questi fatti avvenuti in Venezuela. Molti hanno attribuito l’accaduto a interessi politici e personali, ma resta l’esempio di questo sacerdote rimasto miracolosamente illeso in mezzo al fuoco incrociato che testimonia l’accompagnamento misericordioso e profetico della Chiesa cattolica nei momenti più difficili della storia di questo Paese.

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