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Santa Teresina insegnò alla mistica Theresa Neumann come si ottiene la protezione di un angelo

THERESE OF LISIEUX

Adrian Michael CC

Santa Teresa di Lisieux

don Marcello Stanzione - pubblicato il 10/05/19

I membri di questa associazione praticavano anche una particolare devozione all’Angelo Custode recitando la seguente preghiera: “Angelo di Dio, principe del cielo, guardiano vigile, guida fedele, pastore amorevole, gioisco che Dio ti abbia creato con così tante perfezioni, che ti abbia santificato per mezzo della Sua grazia e che ti abbia incoronato di gloria per aver perseverato nel Suo servizio. Dio sia lodato in eterno per tutti i beni che ti ha concesso. Che tu sia anche lodato per tutto il bene che fai per me e per le mie compagne. Ti consacro il mio corpo, la mia anima, la mia memoria, il mio intelletto, la mia fantasia e la mia volontà. Governami, illuminami, purificami e disponi di me a tuo piacimento (Manuale dell’Associazione dei Santi Angeli, Tournai).




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Il solo fatto che Teresa di Lisieux, futuro dottore della Chiesa, abbia fatto questa consacrazione e recitato queste preghiere – come di solito una bambina non fa, naturalmente, fa sì che questo poi faccia parte della sua dottrina spirituale matura. Infatti, nei suoi anni maturi non solo si ricorda con gioia di queste consacrazioni, ma si affida in vari modi ai santi angeli, come vedremo più avanti. Ciò testimonia l’importanza che attribuisce a questo legame con i santi angeli. Nella “Storia di un’anima” scrive: “Quasi subito dopo il mio ingresso nella scuola conventuale sono stata accolta nell’Associazione dei santi Angeli; amavo le pie pratiche prescritte, poiché mi sentivo particolarmente attratta ad invocare gli spiriti beati del cielo, soprattutto colui che Dio mi aveva dato come compagno del mio esilio” (Scritti autobiografici, Storia di un’anima, IV Cap.).

Teresa di Lisieux crebbe in una famiglia cattolica molto devota agli angeli. I suoi genitori ne parlavano spontaneamente in varie occasioni (cfr. Storia di un’anima I, 5 r°; lettera 120). E Paolina, la sua sorella maggiore, le assicurava ogni giorno che gli angeli sarebbero stati con lei per sorvegliarla e proteggerla (cfr. Storia di un’anima II, 18 v°).




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Nella vita reale, Teresa incoraggiava sua sorella Céline ad abbandonarsi santamente alla provvidenza divina, implorando la presenza del suo angelo custode: “GESÙ ha posto al tuo fianco un angelo del cielo che ti protegge sempre. Ti porta sulle sue mani affinché tu non inciampi in una pietra. Tu non lo vedi eppure è lui che da 25 anni protegge la tua anima facendole mantenere il suo splendore virgineo. E’ lui che allontana da te le occasioni di peccato … il tuo angelo custode ti copre con le sue ali e Gesù, la purezza delle vergini, riposa nel tuo cuore. Tu non vedi i tuoi tesori; GESÙ dorme e l’angelo rimane nel suo silenzio misterioso; ciò nonostante essi sono presenti, insieme a Maria che ti avvolge con il suo manto…” (Lettera 161, 26 Aprile 1894). A livello personale, Teresa, per non cadere in peccato, invocava al suo angelo custode la guida: “Mio santo Angelo”.

Confidando nell’amicizia intima con il suo angelo, Teresa non esitava a chiedergli particolari favori. Per esempio scrisse a suo zio in lutto per la morte di un suo amico: “Mi affido al mio buon angelo. Io credo che un messaggero celeste assolverà bene questa mia richiesta. Lo invierò al mio caro zio con l’incarico di versare nel suo cuore tanta consolazione quanta la nostra anima è capace di accoglierne in questa valle di esilio…” (Lettera 59, 22 agosto 1888). In questo modo poteva anche mandare il suo angelo a partecipare alla celebrazione della santa Eucaristia che il suo fratello spirituale, P. Roulland, un missionario in Cina, aveva offerto per lei: “Il 25 di dicembre non mancherò di inviare il mio angelo custode affinché egli ponga le mie intenzioni accanto all’ostia che Lei consacrerà” (Lettera 201, 1 nov. 1896).




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Per Teresa non bastava il mero aiuto degli angeli. Lei aspirava alla loro amicizia e ad una parte di quell’intenso ed intimo amore che avevano per DIO. Infatti, desiderava persino che gli Angeli la adottassero come figlia, come esprimeva con la sua audace preghiera: “Oh Gesù, io so che l’amore viene pagato solo con l’amore, così cercavo e ho trovato il mezzo per tranquillizzare il mio cuore, dandoti amore per amore… Ricordandomi della preghiera che Eliseo osò rivolgere a suo padre Elia chiedendogli il suo duplice amore, mi sono presentata davanti agli angeli e ai santi e dissi loro: “Sono la più piccola delle creature, conosco la mia miseria e la mia debolezza, ma so anche che i cuori nobili e generosi amano fare il bene. Pertanto vi supplico, oh beati abitanti del cielo, di adottarmi co¬me vostra figlia. Di voi solo sarà la gloria che meriterò col vostro aiuto, ma degnatevi di accogliere benevolmente la mia preghiera, so che è audace, però oso chiedervi di ottenere il vostro duplice amore” (Scritti autobiografici, pag. 201/202).

Fedele alla sua ‘Via Piccola’, Teresa non cercava la gloria, ma unicamente l’amore: “Il cuore di una bambina non cerca ricchezze e gloria (neanche quella del cielo). …Lei comprende che questa gloria appartiene giustamente ai suoi fratelli, cioè agli angeli e ai santi. La sua gloria sarà la gioia riflessa che irradia dalla fronte di sua madre [la Chiesa]. Ciò che anela questa bambina è l’amore… sa fare una sola cosa, amarti, oh Gesù” (ibidem, pag. 202).




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