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Universitari per la Vita, studenti a difesa di un diritto davvero minacciato: nascere!

UNIVERSITARI PER LA VITA
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Si sono costituiti da poco, ma sono un solido presidio a difesa della vita nell'ambiente universitario e stanno tessendo una rete che continua ad allargarsi e ad infittire le proprie maglie: sono gli UpV, Universitari per la Vita. Abbiamo contattato il segretario, Fabio Fuiano, e la Presidente, Chiara Chiessi per farci raccontare la storia.

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Grazie Fabio e Chiara per aver accettato di rispondere ad alcune domande per Aleteia For Her. I nostri lettori vi leggono già da qualche tempo anche attraverso le nostre pagine; ora vogliamo mostrare loro chi c’è dietro al vostro sito e cosa anima e sostiene le vostre battaglie. Allora veniamo alle domande, cari “Universitari per la Vita”!

Chi siete e cosa fate?

Siamo un gruppo di amici che condividono lo stesso ideale: difendere la vita dal concepimento fino alla morte naturale. Pensiamo sia necessario fare cultura e favorire l’informazione nelle università. Organizziamo corsi di formazione con esperti, realizziamo manifestazioni e iniziative culturali (concerti, convegni). Agli studenti che incontriamo forniamo volantini informativi e mostriamo le caratteristiche di un feto a 12 settimane. Di recente, abbiamo realizzato degli opuscoli dettagliati su aborto ed eutanasia e siamo attivi nei consigli di facoltà per far sì che le studentesse in gravidanza abbiano più agevolazioni, cosicché la maternità sia tutelata anche nell’ambito universitario.

A proposito di vita: voi quando siete nati?

Più nello specifico, siamo nati due anni fa, molto spontaneamente. Dopo aver partecipato alla Marcia per la Vita a Roma (afferma Chiara Chiessi, presidente degli UpV) ero rimasta stupita dal numero di associazioni presenti. Non c’era però un gruppo di studenti pro-life. Da qui, l’idea degli Universitari per la Vita, il primo gruppo di giovani che diffonde la cultura per la vita nei luoghi di studio e formazione: scuola ed università . La prima iniziativa è stata un volantinaggio nella facoltà di giurisprudenza di Roma Tre. Ricordo ancora bene quel giorno: un mio amico doveva supportarmi nell’attività, ma a causa di un imprevisto, all’ultimo momento, non riuscì a venire. Decisi di iniziare comunque, da sola, nonostante ovviamente mi trovassi un po’ in difficoltà. Dopo neppure dieci minuti si avvicinò una mia amica, che non vedevo da tempo e si mise a darmi una mano. Chiamò altre sue amiche. Nel giro di pochi minuti eravamo aumentate. Lo presi come un segnale: l’importante è iniziare, poi tutto il resto viene da sé. Oggi il movimento ha già raggiunto molte città italiane e siamo contattati spesso da studenti che vogliono aprire dei gruppi nelle loro università.

E il passaparola come si diffonde?

Siamo molto attivi sui social, abbiamo una  pagina Facebook  dove prediligiamo citazioni di personaggi celebri, meme o foto perché sono molto diretti e fanno riflettere le persone senza lo “sforzo” di leggere testi per loro natura impegnativi. Viviamo in un tempo in cui è cruciale che sintesi e contenuto si coniughino perché il messaggio giunga a quante più persone possibile. Sul nostro sito invece, riportiamo naturalmente anche articoli su fatti di cronaca (a livello nazionale e internazionale) o di riflessione su diverse tematiche.

Cosa vi ha messi insieme?

L’amore ed il desiderio di difendere la vita innocente, il voler combattere le leggi ingiuste presenti nella nostra società, il coraggio di dire la verità nella sua integrità e senza compromessi.

Cosa vi sostiene dal punto di vista ideale?

Come associazione siamo aconfessionali: la questione “vita” non riguarda solo la fede, ma il buon senso e la ragione di cui ogni essere umano è dotato. Crediamo che esista una legge naturale inscritta nel cuore dell’uomo: “non uccidere l’innocente” e pensiamo che il diritto alla vita sia giustificabile razionalmente, senza necessariamente tirare in ballo la religione. Nel nostro gruppo sono presenti persone agnostiche o atee ma molto convinte della battaglia pro-vita. Ciononostante chi tra noi è cattolico è sostenuto dalla fede in Dio e dalla consapevolezza che ogni nostro sforzo deve tendere al bene, alla protezione ed alla difesa degli ultimi, perché nel piccolo embrione è riusciamo a scorgere l’innocente per eccellenza: Cristo. Altri sono sostenuti anche dall’esempio di altri paesi, come gli USA, dove anni ed anni di battaglie pro-life stanno portando a dei cambiamenti politici e sociali sorprendenti. Testimonianze di grande rilevanza ci sono date anche da persone come Gianna Jessen (sopravvissuta ad un aborto salino) e Jennifer Christie (una donna che, dopo una violenza tremenda, è rimasta incinta ma non ha condannato a morte il figlio per le colpe del padre).

Fonti di ispirazione? A chi o a cosa fate riferimento?

Certamente a Mario Palmaro, docente e bioeticista, scomparso alcuni anni fa, il quale ha sempre difeso la vita senza compromessi. Per quanto riguarda la formazione, il nostro testo guida è proprio una sua pubblicazione, ‘Aborto & 194, fenomenologia di una legge ingiusta’, caratterizzato da chiarezza e semplicità nell’esposizione.  Quante volte abbiamo sentito pronunciare da esponenti del mondo pro-life la frase: “Personalmente sono contro l’abort,o ma favorevole ad una piena applicazione della legge 194, che ha legalizzato l’aborto in Italia”. Logica vuole che, se si è contro l’aborto, non si possa allo stesso tempo essere a favore di una legge che lo consente. In questo libro tale concetto viene spiegato molto bene. Personalmente poi, ci rifacciamo molto al primo presidente della March for Life americana, Nellie Gray, l’instancabile combattente per i non nati, il cui motto era “pro-life senza eccezioni” e tra le figure dei santi cristiani, (ci ispiriamo) a santa Giovanna d’Arco, perché seppur giovanissima ed analfabeta, ha guidato l’armata francese contro quella inglese, riportando una vittoria clamorosa. Questo ci dimostra che Dio si serve degli strumenti più piccoli per compiere le imprese più grandi. Infatti anche se per ora siamo pochi, con l’aiuto della Provvidenza stiamo crescendo sempre di più e questa è già una piccola ma significativa vittoria! Tale aiuto si è manifestato in maniere molteplici. Tra le tante, abbiamo anche avuto modo di incontrare il Ministro per la Famiglia e la Disabilità, Lorenzo Fontana, colloquio da cui è nata la possibilità di incontrare il Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, per parlargli di ciò che è avvenuto l’8 marzo in Sapienza: delle femministe, in orario di lezione, hanno mostrato in un’aula uno striscione pro-aborto campeggiante una bestemmia. Come potete vedere siamo in prima linea contro tali soprusi e non ci fermeremo finché tali episodi continueranno a ripetersi impunemente.

Avete degli episodi commoventi, particolari che ritenete utile raccontare?

La cosa più commovente della nostra attività è lo scoprire che ci sono tantissime persone, nascoste, che non fanno notizia, disposte a difendere ancora la vita. Abbiamo continue manifestazioni d’affetto e numerose persone che desiderano unirsi al nostro gruppo per portare avanti questa battaglia sacrosanta. Questo per noi è davvero incoraggiante e ci spinge a continuare: ci sono tantissimi che si nascondono perché vedono solo un mondo pro-morte spietato e senza scrupoli (che fa più notizia), pronto a demolirti e a toglierti quello che hai, ma il nostro obiettivo è rendere tali persone consapevoli che non sono sole. Siamo qui, siamo forse in pochi per ora, ma siamo proprio quella goccia che in breve tempo può diventare un fiume in piena!

E tra i momenti più duri, di vera e propria prova quali ricordate?

Viviamo in un mondo che oramai è polarizzato sul ritenere aborto ed eutanasia come diritti sacrosanti e inviolabili. Desideriamo spiegare ai nostri coetanei che tali ‘diritti’ (ovvero il diritto di dare la morte e di morire) non esistono e in quanto inesistenti non possono essere né dati, né tolti. Semmai esiste un diritto affinché non venga lesa la vita di un innocente. Il fatto che la legislazione vigente voglia ‘creare’ fattispecie giuridiche inesistenti è significativo di come l’ideologia abbia manipolato la mente delle persone a tal punto da convincerle che sia l’uomo stesso l’artefice della realtà. Prima o poi i paladini di tali ideologie si scontreranno col fatto che non è il pensiero a plasmare la realtà, ma piuttosto è quest’ultima a determinare il pensiero. Testimoniare questo è sempre più difficile in quanto la libertà di espressione viene negata con una manfrina trita e ritrita: “ci vogliono solo togliere diritti! Quindi non devono poter parlare!”. Questo nasconde solo una profonda paura che le proprie idee siano in realtà inconsistenti e che ci si debba assumere le proprie responsabilità in conseguenza di un’azione. Ed è questo il motivo profondo per cui il 9 ottobre scorso siamo stati respinti nella facoltà di Lettere e Filosofia della Sapienza, così come ci sono state tantissime contestazioni per il Congresso svoltosi a Verona dal 29 al 31 marzo. Ribadire l’ovvio e la realtà è divenuto inaccettabile … così come lo è il riconoscere che vi sono dei limiti invalicabili per la libertà umana: non posso ‘scegliere’ di procurare la morte ad altri o a me stesso e la legge, assecondando tali richieste, asseconda il caos.

Siete stati raggiunti da diverse testimonianze e storie di vita legate alla difesa della vita, ad aborti scampati, o finalmente riconosciuti con dolore. Tra le più toccanti e significative ne volete citare qualcuna?

Spesso sotto ai nostri post su Facebook, capita di trovare persone desiderose di condividere la propria storia, la propria esperienza che molte volte risulta essere toccante anche se dolorosa. Immaginiamo quanto costi a queste persone ricordare eventi traumatici che le hanno coinvolte, ma che, allo stesso tempo, le hanno rese forti sostenitrici della causa pro-life. In particolare ci viene in mente la testimonianza di una donna a cui i medici non davano speranze ma che alla fine ha partorito ben 7 figli. Ricordiamo con nitidezza anche la storia di Laura, una ragazza la cui esistenza è stata segnata da indicibili violenze, ma che alla fine ha avuto il coraggio di stare dalla parte della vita. Come non dimenticare poi la testimonianza di Arthur Estopinan, intervistato dal nostro Segretario, Fabio Fuiano, che ha ripercorso le dolorosissime tappe della vita del proprio figlio, Arturito: lui è stato il primo bambino al mondo a cui è stata somministrata con successo la terapia del dottor Hirano per la displasia da DNA mitocondriale. Molti ricorderanno che tale terapia è stata proposta anche per il piccolo Charlie Gard, ben prima che il GOSH si rifiutasse di somministrarla condannando così il piccolo a morte e i genitori a battaglie estenuanti nei tribunali. Arturito è stato il tassello senza il quale molti bambini nel mondo oggi non sarebbero sopravvissuti a questa tremenda malattia: questa è un’ulteriore prova che quando la scienza si mette a servizio della vita, può fare scoperte innovative e sempre più decisive per l’uomo e la sua intrinseca dignità.

Appuntamenti importanti da segnalare?

Senza dubbio l’imminente Marcia per la Vita, che si terrà a Roma il 18 maggio. Partirà alle 15 da Piazza della Repubblica, ma il ritrovo è per le 14. L’evento terminerà alle 17.30 a Piazza Madonna di Loreto, nei pressi di Piazza Venezia.

E voi sarete ben riconoscibili? Lo dico per i lettori che volessero non solo partecipare, ma anche incontrarvi

Sì! Striscioni, cartelli e le nuove magliette UpV, ci sono appena arrivate!

Buon lavoro, ragazzi e grazie del vostro impegno

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