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Sri Lanka: con le chiese chiuse per la minaccia terroristica, la Messa viene trasmessa in televisione

SAINT SEBASTIAN Sri Lanka
Ishara S. Kodikara | AFP
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La trasmissione televisiva è la soluzione trovata dopo la chiusura forzata dei templi lo scorso fine settimana

Malcolm Ranjith, arcivescovo di Colombo, ha ricordato le centinaia di vittime degli attentati terroristici della Domenica di Pasqua in tre chiese dello Sri Lanka.

In una celebrazione privata, trasmessa dalla televisione nazionale dalla sua residenza, il presule ha lodato i cristiani assassinati mentre assistevano alla Messa perché “avevano un amore immenso per Dio”, e ha letto una lettera di Papa Francesco in cui il Pontefice prega perché “i cuori induriti dall’odio possano cedere alla sua volontà di pace e riconciliazione tra tutti i suoi figli”.

La trasmissione della Messa per televisione è stata la soluzione trovata dopo che tutte le chiese sono state chiuse nel fine settimana passato per via di informazioni recenti di “fonti straniere” che indicavano “possibili nuovi attacchi”.

La decisione di chiudere le chiese nel nord del Paese, con la conseguente cancellazione di tutte le celebrazioni religiose nel fine settimana, è stata presa dal cardinale Malcolm Ranjith. Finché persisterà la minaccia alla sicurezza, i templi cattolici dovranno rimanere chiusi, e gli edifici cristiani più emblematici sono vigilati da membri armati dell’Esercito.

Lo Sri Lanka è ancora incredulo di fronte ai violenti attentati che hanno provocato 257 morti a seguito delle esplosioni che la Domenica di Pasqua hanno raggiunto tre chiese e alcuni hotel. Tra le persone che hanno perso la vita ci sono circa 40 stranieri e una cinquantina di bambini.

La decisione di monsignor Ranjith di chiudere tutte le chiese rivela il senso di insicurezza che pervade lo Sri Lanka, visto che il 1° maggio aveva annunciato la ripresa dei servizi liturgici nel Paese. Neanche due giorni dopo si è tornati allo stato d’emergenza provocato dagli attentati terroristici rivendicati dal Daesh, anche se per le autorità locali il responsabile degli attentati sarebbe il gruppo islamico locale Thowheed Jamath.

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