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4 maggio: nel giorno della festa della Sacra Sindone recita la preghiera ufficiale

Wikipedia
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E’ il più importante giorno dell’anno dedicato alla devozione per il sacro lino su cui sarebbe stato riposto Gesù. Ecco l’inno che gli è stato dedicato

Il 4 maggio è il giorno della festa della Sacra Sindone, lenzuolo di lino conservato nel Duomo di Torino, sul quale è visibile l’immagine di un uomo che porta segni interpretati come dovuti a maltrattamenti e torture compatibili con quelli descritti nella passione di Gesù.

La storia

Dal 1578, quando il Duca di Savoia Emanuele Filiberto ne curò il trasferimento da Chambéry, Torino custodisce nella Cappella collegata al Duomo, e dal 2000 nel Duomo stesso, l’eccezionale immagine che viene ritenuta tradizionalmente la Sindone evangelica. Ricerche scientifiche, anche recenti, non sembrano infirmare i dati della tradizione: studi e rilievi fotografici hanno svelato nelle impronte sindoniche la figura di un uomo con i segni della crocifissione.

Il culto e la devozione alla Sindone si riferiscono, come quelli di ogni altra «reliquia» o raffigurazione della passione, alla persona divina del Redentore. Ci richiamano, sull’esempio offertoci particolarmente da san Carlo Borromeo, da san Francesco di Sales, dal beato Sebastiano Valfrè, alla meditazione dell’amore di Cristo, crocifisso e risorto per la nostra salvezza (www.sindone.org).

Leggi anche: L’Uomo della Sindone ricostruito in 3D. I Vangeli raccontano la verità

Preghiera davanti alla Sacra Sindone

Si intitola “L’Amore più grande” ed è stata scritta nel 2015 da monsignor Cesare Nosiglia, Arcivescovo di Torino e Custode Pontificio della Sindone.

Signore Gesù,

davanti alla Sindone, come in uno specchio,

contempliamo il mistero della tua passione e morte per noi.È l’Amore più grande

con cui ci hai amati, fino a dare la vita per l’ultimo peccatore.È l’Amore più grande,

che spinge anche noi a dare la vita per i nostri fratelli e sorelle.

Nelle ferite del tuo corpo martoriato

meditiamo le ferite causate da ogni peccato:

perdonaci, Signore.

Nel silenzio del tuo volto umiliato

riconosciamo il volto sofferente di ogni uomo:

soccorrici, Signore.

Nella pace del tuo corpo adagiato nel sepolcro

meditiamo il mistero della morte che attende la risurrezione:

ascoltaci, Signore.

Tu che sulla croce hai abbracciato tutti noi,

e ci hai affidati come figli alla Vergine Maria,

fa’ che nessuno si senta lontano dal tuo amore,

e in ogni volto possiamo riconoscere il tuo volto,

che ciinvita ad amarci come tu ci ami.

Amen.

Leggi anche: No il sangue sulla Sindone è vero! Nuovo studio lo conferma: «E’ quello di chi è stato torturato»

Inno ufficiale della Sacra Sindone

1. Nobile icona del Figlio trafitto,

servo obbediente dal Padre esaltato:

mostra le stimmate del suo patire,

denso mistero di morte e d’amore.

Rit. Figlio di Dio per noi crocifisso!

Dalla tua croce siamo salvati,

dalle tue piaghe siamo guariti.

2. Specchio evangelico della passione

del Redentore che ha dato la vita:

fragile immagine d’ogni soffrire

dona conforto all’umano dolore.

3. Velo prezioso che affina lo sguardo

nel contemplare l’Agnello innocente:

egli ha pagato per darci speranza,

per riscattare la nostra esistenza.

4. Volto sublime traspare il riposo

del solo Giusto che ha vinto la morte:

splende divina bellezza d’amore

che nella croce redime il morire.

5. Bianco sudario di sangue intessuto

svela del corpo il supremo destino:

oltre il sepolcro ed il pianto del mondo

l’uomo è chiamato ad un fine stupendo.

6. Segno eloquente del sabato umano

quando la morte consuma il cammino:

nel compimento a promesse divine

l’alba s’annuncia di risurrezione.

7. Puro silenzio che attende il risveglio

quando la vita sarà trasformata:

Cristo è la luce che inaugura il giorno

d’ogni creatura che nasce all’eterno.

8. Mistica impronta che il cuore sorprende,

solo la fede ne illumina il senso:

ogni credente da Cristo “segnato”

vive con lui nel suo cielo infinito.

Testo di Anna Maria Galliano. Musica del Maestro Massimo Nosetti.

Leggi anche: Sacra Sindone: perché un braccio è più lungo dell’altro?

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