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Dal jazz a Natuzza: la cantautrice Dajana racconta la fede ritrovata

singer, natuzza evolo,
La cantautrice Dajana
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In ultimo l'incontro con Papa Francesco, giunto al termine di un cammino tra Cenacoli di preghiera e pellegrinaggi a San Giovanni Rotondo e Paravati

Le festività appena trascorse sono state giornate intense e colme di emozione per la cantautrice Dajana: dapprima ospite della trasmissione di Rai UnoLa vita in diretta”; quindi protagonista della trasmissione “Bel tempo si spera” di Tv2000; infine, l’incontro, in Vaticano, con Papa Francesco a cui Dajana ha potuto far dono personalmente del suo disco di preghiere “Madre dell’Amore” (strettoweb.com, 2 maggio).

singer Dajana meets Pope Francis
Facebook - Dajana

Dajana, origini tarantine, che nella propria carriera aveva conosciuto e collaborato con artisti di primissimo piano come Lucio Dalla e Ron, e, a teatro, con Sergio Iapino, racconta in tv il cammino di fede che l’ha portata anche ad intraprendere un nuovo percorso artistico abbandonando il jazz per dedicarsi alla musica sacra.

“Credente non credibile”

«Prima ero una credente non credibile…» ha affermato Dajana intervistata dal Lucia Ascione, nel corso della trasmissione “Bel tempo si spera”. «Non andavo in chiesa con regolarità, anche se spesso le omelie mi inducevano a profonde riflessioni interiori e a commozioni. Al contrario di mia madre, cattolica fervente. Ecco, posso affermare che, in un certo senso, ero gelosa della sua Fede…».

L’incontro con Afrune

Ma, come spesso accade, in un periodo buio della propria vita anche a Dajana è arrivata la “chiamata” di Dio. Nel suo caso, è avvenuta attraverso l’incontro con il pittore Giuseppe Afrune, ritrattista ufficiale di San Giovanni Paolo II, nel corso di una personale dell’artista in cui Dajana interpretò l’Ave Maria. Un incontro che ha cambiato radicalmente la sua vita.

«Quando il maestro Giuseppe Afrune testimoniò il proprio percorso di Fede, iniziai a piangere. In quel momento ho avvertito il desiderio di approfondire la conoscenza del Signore: la sua grandezza, la sua bontà, la sua misericordia. Avevo sentito qualcosa che mai fino a quel momento avevo provato».

I Cenacoli

Era il 2015. Da allora Dajana sceglie di mettersi a disposizione dei Cenacoli di Preghiera promossi dalla Comunità itinerante di preghiera Maria Madre della Divina Misericordia, che col patrocinio di diverse diocesi che hanno fatto anche tappa con grande successo sia a Roma nella Basilica di San Giovanni in Laterano che a San Giovanni Rotondo e in tante altre basiliche e parrocchie.

Decide inoltre di intraprendere un percorso artistico di musica sacra e liturgica, per donare al Signore, fonte di ogni bellezza, la sua arte (rockol.it).

Il miracolo di Gabriele Pio

La conversione artistica ha portato Dajana a scrivere e interpretare brani come “Madre è”, inno dedicato a mamma Natuzza, e “Madre dell’amore”, una “lode” in musica rivolta alla Madonna, che ha cantato durante “Bel tempo si spera”.

Una dedica che nasce dopo la guarigione del figlio Gabriele Pio. «Lui è un miracolo, nato di 26 settimane, non mi davano certezza che sarebbe sopravvissuto. Io e mio figlio siamo miracolati, credo nell’intercessione dei santi e quella notte in ospedale ho invocato Natuzza».

Il fazzoletto

Un intervento dal quale Dajana si risveglia in salute con il fazzoletto di mamma Natuzza, preso durante la sua prima visita a Paravati, stretto nella mano sinistra. Lo aveva tenuto con sé durante tutta l’operazione. Un’operazione d’urgenza, per la quale si era vista togliere di dosso tutto, vestiti ed ogni altro effetto personale. E dopo due mesi di ricovero in ospedale anche il suo bambino sopravvive. Un miracolo il suo che racconterà presto anche alla commissione ecclesiastica deputata alla valutazione dei requisiti necessari per decretare “Beata” Natuzza Evolo (ilvibonese.it, 26 febbraio).

Papa Francesco

Infine l’emozionante incontro con Papa Francesco nella suggestiva sala Clementina del Vaticano, in cui il Santo Padre accoglie i capi di Stato.

Al pontefice Dajana, accompagnata dalla sua famiglia, ha donato l’album “Madre dell’Amore”: «Mi ha sconvolto la sua grande umiltà – dice la cantautrice – è veramente un uomo tanto umile. Ha scherzato e giocato con i bambini e ha voluto stringere la mano a ognuno di noi. A me rimarrà un’emozione indelebile. Presentando al Santo Padre l’album “Madre dell’Amore” è stato come ricevere una benedizione per il mio progetto».

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