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Disabile e abbandonato, ora ha una famiglia: “Paolo è il nostro miracolo lo porteremo a Lourdes”

ADOPTION HANDS CHILD
By Africa Studio | Shutterstock
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Andrea e Primiana sorridono quando le persone si complimentano con loro per la scelta coraggiosa di adottare un bambino disabile. Perché diventare i genitori di Paolino "è stata la cosa più naturale e ovvia che potessimo fare".

Il piccolo Paolo è nato il 18 maggio 2017 e non è stato riconosciuto dalla mamma alla nascita probabilmente a causa della sua disabilità. La sua storia ce la racconta il Corriere della Sera in un articolo a firma di Jacopo Storni.

Abbandonato alla nascita diventa il figlio di tutti al Don Gnocchi di Firenze

Paolino viene al mondo presso il nosocomio di Macerata e il primo anno e mezzo di vita lo trascorre negli ospedali, in mezzo ai medici e agli infermieri, che lo coccolano, curano, lo fanno sentire amato. Da Macerata viene trasferito con urgenza ad Ancona e poi al pediatrico Meyer di Firenze e infine al centro di riabilitazione specializzato Don Gnocchi. E lì viene accolto dal personale, in particolare da Caterina, Valeria, Fabio, Martina, Marcella, che gli regalano vestiti, giocattoli, attenzioni, amore e lo nutrono con una sondina gastrica, un piccolo tubo inserito nello stomaco, per farlo diventare grande e forte. Il gruppo del Meyer dona a Paolo la cosa più grande: il battesimo. Infatti il piccolo viene battezzato proprio nella cappellina interna alla struttura sanitaria (Corriere). Che bello!

Il Battesimo è per così dire il ponte che Egli ha costruito tra sé e noi, la strada per la quale si rende a noi accessibile; è l’arcobaleno divino sulla nostra vita, la promessa del grande sì di Dio, la porta della speranza e, nello stesso tempo, il segno che ci indica il cammino da percorrere in modo attivo e gioioso per incontrarlo e sentirci da Lui amati. (Benedetto XVI)

Finalmente una famiglia per Paolo: papà Andrea e mamma Primiana!

Un piccolo miracolo è avvenuto lo scorso febbraio, ormai tutti pensavano che Paolino sarebbe rimasto senza famiglia e invece Andrea e Primiana quando sono venuti a conoscenza della sua storia senza esitazione hanno avviato le pratiche di affido:

«Abbiamo ricevuto una email dall’associazione La Goccia in cui si raccontava la triste storia di Paolo. C’era scritto che il bambino non riusciva a trovare famiglia. Mi sono scese le lacrime quando abbiamo capito che era stato abbandonato alla nascita. Ho guardato negli occhi mio marito, lui ha guardato me. In quell’istante abbiamo capito che potevamo provarci. (…) Che ci stiamo a fare al mondo se non aiutiamo i più sfortunati?»(Corriere).

Sotto il segno di Maria

La coppia si è conosciuta vent’anni fa sul treno per Lourdes, Andrea faceva il barelliere e Primiana l’infermiera. Lì è avvenuto il loro primo incontro: direzione grotta di Massabielle. E dal santuario mariano dove Santa Bernadette vide la Madonna, che ha segnato l’inizio della loro storia, i due hanno scelto di celebrare il loro matrimonio nel santuario della Santa Casa di Loreto. Un amore sostenuto dalla protezione materna della Vergine. I regali i nozze furono soldi devoluti ai bambini più poveri dell’Africa e poi negli anni in Bosnia come volontari di piccoli sfortunati ne incontrarono davvero moltissimi:

«Non dimenticheremo mai i bambini tra le macerie, i bambini feriti, i bambini rimasti orfani»(Ibidem).

Quando l’abbiamo incontrato la prima volta è stata un’incredibile emozione!

Queste storie, questi volti, insieme alla grazia di Dio, hanno spinto gli sposi a spalancare il cuore e le braccia per accogliere Paolo:

«(…) tutti credono che abbiamo fatto un’impresa, per noi invece è stata la cosa più naturale e ovvia che potessimo fare. (…) questo bambino rischiava di restare senza una famiglia (…) Quando l’abbiamo visto per la prima volta è stata un’incredibile emozione, il suo sguardo intenso, i suoi occhi neri»(Corriere).

Quando Paolino ha visto il mare mi ha stretto fortissimo la mano!

A Firenze accompagnati dalla psicologa e dall’assistente sociale hanno passato qualche giorno al Don Gnocchi nella stanza di Paolo prima di poterlo portare a casa a Montecassiano, in provincia di Macerata.

«Per Paolino è stato il primo viaggio in macchina perché fino a prima di quel giorno aveva sempre viaggiato in ambulanza. Guardava fuori dal finestrino estasiato. E quando ha visto il mare mi ha stretto fortissimo la mano. Per noi è stata una gioia immensa ridargli il sorriso» (Ibidem).

Non parla ma esprime la sua gratitudine

La disabilità del piccolo comporta diverse limitazioni: Paolino respira attraverso una tracheotomia, non cammina, non parla e non riesce a mangiare a causa di una palatoschisi.

«Però sussurra – racconta Primiana – e i suoni che emette ci fanno capire la sua gratitudine. (…) ogni sera gli cucino i frullati di verdure» (Corriere).

“Paolo è il nostro miracolo e come primo viaggio lo porteremo a Lourdes”

Andrea e Primiana hanno avuto la grazia di capire che l’esistenza prende significato solo amando, facendo spazio all’altro, aprendosi alla vita, anche e soprattutto quando debole, fragile, abbandonata.  Come primo viaggio di famiglia andranno a Lourdes per mettere la vita di questo figlio così prezioso sotto il manto di Maria.

«Dal primo giorno che l’abbiamo visto fino ad oggi, ha fatto tantissimi miglioramenti. Siamo sicuri che, pian piano, riuscirà a mangiare e camminare. Sarà difficile, ma ce la faremo. Paolo è il nostro miracolo e come primo viaggio lo porteremo a Lourdes»(Ibidem)

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