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Cosa promette Dio?

MATKI Z CAŁEGO ŚWIATA

padre Carlos Padilla - pubblicato il 29/04/19

Non si tratta di denaro o salute, ma di qualcosa di molto migliore...

Mi chiedo spesso come sarà possibile la realizzazione della promessa che mi ha fatto Dio. Ad Abramo ha promesso una discendenza, un’intimità con Lui e una terra nuova.

“Ti farò moltiplicare grandemente, ti farò divenire nazioni e da te usciranno dei re. Stabilirò il mio patto fra me e te e i tuoi discendenti dopo di te, di generazione in generazione; sarà un patto eterno per il quale io sarò il Dio tuo e della tua discendenza dopo di te. A te e alla tua discendenza dopo di te darò il paese dove abiti come straniero: tutto il paese di Canaan, in possesso perenne; e sarò loro Dio” (Genesi 17, 6-8).

Questa triplice promessa la fa anche a me. Ho tanta sete di pienezza… Mi promette una discendenza, una casa in cui gettare le mie radici, un’intimità profonda con Lui.

E io mi impegno a voler sapere come sarà possibile. Se è Dio che ha il potere di farlo.

Abramo non capisce come potrà essere padre di una discendenza numerosa quando sua moglie è sterile, e poi non capisce perché gli chiede di offrire suo figlio a Moria, quando è il figlio della speranza.

Mosè non capisce come Dio lo mandi a liberare un popolo che non lo ama. Non sente di far parte dei suoi. E cosa farà lui che non sa parlare per convincere un faraone a lasciarli andar via?

Maria crede nella promessa di Dio, ma vuole sapere come si realizzerà se non conosce uomo.

Nel mio cammino posso sempre dubitare del Dio delle mie promesse. Possono temere che non si realizzino come auspico.

Per questo mi aggrappo al progetto che ritengo più sicuro. Al modo concreto in cui credo che si realizzi la promessa. Cerco la soluzione fattibile, non quella impossibile. Forse sottovaluto il potere di Dio.

Penso a Pietro nei giorni della Passione. Voleva salvare Gesù dalla morte, perché era l’unica via per la realizzazione della promessa. Se Gesù fosse morto sarebbe stato tutto perduto. Il regno sulla Terra.

“Simon Pietro gli domandò: «Signore, dove vai?» Gesù rispose: «Dove vado io, non puoi seguirmi per ora; ma mi seguirai più tardi». Pietro gli disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!» Gesù gli rispose: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità ti dico che il gallo non canterà che già tu non mi abbia rinnegato tre volte” (Gv 13, 36-38).

Pietro vede un unico modo per realizzare la promessa di Dio. Che Gesù viva. Vuole salvarlo, ma non è preparato. Confida solo nelle sue forze, nelle sue capacità.

Mi sento come Pietro. Vado da Gesù per dirgli che starò con Lui, che non lo lascerò solo, di non temere. Dimentico le mie paure e le mie debolezze.

Credo che la mia promessa di una terra si concretizzi nel luogo in cui oggi getto le mie radici.

Forse non sarà sempre così. O credo che la mia discendenza sia quella che ho oggi, e non quella che Dio vorrà darmi. O quell’intimità che cerco può essere che non sia come ora.

Ho bisogno di guardare come guarda Dio, non come guardano gli uomini.

Mi aggrappo al mio stile. Voglio che si realizzi il sogno di Dio, ma come voglio io, nel modo in cui l’ho pensato. Voglio dare la vita per Gesù in base alle mie forze. È quello che conta.

Sento che si ravviva in me la promessa che Gesù mi ha fatto un giorno. Anche a me, come a chiunque, ha detto che sarebbe stato il mio Dio nell’intimità.

Mi ha promesso un luogo dove riposare, e una fecondità infinita.

Credo nella promessa, ma mi aggrappo al mio stile. Non voglio perdere nulla di quello che possiedo. Lo difendo con la mia vita. Tiro fuori la spada. Divento violento. Non voglio che la promessa si perda. Tutto a modo mio.

Ma non è questo il cammino. Mi scontro con i miei limiti: “Riconoscere i limiti non significa, quindi, penalizzare il desiderio, piuttosto rappresenta l’unico modo possibile per concretizzarlo” [1].

I miei desideri più veri e profondi corrispondono alle promesse di Dio, e si realizzano solo partendo dai miei limiti umani.

Dio costruisce partendo da questo. Conta sulla mia debolezza, e realizza la sua promessa dentro di me. Nella mia povertà. Dio conta sempre sulla realtà della mia vita per com’è ora. Lì vince sempre.

[1] Giovanni Cucci SJ, La forza della debolezza.

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