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Sacra Sindone: perché un braccio è più lungo dell’altro?

Santo Sudario

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Ciência confirma a Igreja - pubblicato il 24/04/19

Gli scienziati hanno usato le tecnologie più moderne per spiegare la questione

Un dato evidenziato sulla Sacra Sindone è la differenza a livello di estensione delle braccia. L’anomalia ha sempre incuriosito gli esperti, soprattutto considerando la meravigliosa armonia del Corpo di Nostro Signore.

La differenza fa sì che le mani non coincidano. Naturalmente dovrebbero incrociarsi e sovrapporsi allo stesso punto, mentre la mano destra supera la sinistra di qualche centimetro.

Anche la posizione del braccio destro è diversa, perché è più separato dal corpo, come se l’intenzione fosse quella di forzare l’equidistanza con la posizione del braccio destro.

In poche parole, il braccio destro è più lungo del sinistro. Secondo lo studio che presentiamo in questo post, la differenza tra i due è di 6 centimetri.

Come si spiega?

Il Corpo di Nostro Signore è straordinariamente armonioso e proporzionato, ma vi si osservano deformazioni provocate dai colpi brutali ricevuti durante la Passione, come la deviazione del setto nasale.

Quanto al braccio, qual è stata la causa?

Ci sono varie ipotesi, con i rispettivi sostenitori e oppositori.

Il dottor Filippo Marchisio, responsabile della Radiologia dell’ospedale di Rivoli, e Pier Luigi Baima Bollone, professore di Medicina Forense presso l’Università di Torino e direttore del Centro Internazionale di Sindonologia, hanno deciso di indagare sul caso, utilizzando apparecchiature radiologiche per il lavoro professionale dell’ospedale di Rivoli.

I due esperti hanno spiegato il procedimento e le constatazioni in un’intervista speciale rilasciata al quotidiano La Stampa di Torino.

All’inizio ha richiamato l’attenzione degli scienziati il fatto che il braccio destro dell’Uomo della Sindone sembri più lungo di quello sinistro di 6 centimetri.

Questa anomalia può essere dovuta a una frattura del gomito o a una lussazione della spalla provocata dalla crocifissione.

Secondo altri studi seri, la lussazione si sarebbe verificata durante la prima caduta di Nostro Signore sotto il peso della croce.

Per via dell’impatto contro il suolo, il patibulum (la trave della croce) che i romani legavano alle braccia e sulle spalle dei condannati avrebbe lussato la spalla.

Con le braccia legate, il lato destro del volto del Signore sarebbe finito a terra, nell’impossibilità di potersi proteggere con le mani. Gli effetti di questa caduta sono già stati analizzati in altri studi. Una lussazione avrebbe impedito a Gesù di continuare a portare il patibulum, perché il braccio destro sarebbe rimasto dislocato.

Per questo, i soldati romani avrebbero costretto Simone di Cirene, che assisteva alla scena, ad aiutare Gesù a portare la croce.

La lesione alla spalla è la Piaga oggetto di una devozione speciale e che sarebbe stata la più dolorosa di tutte.

Gli scienziati hanno anche considerato che le braccia del corpo morto di Gesù sono state probabilmente piegate con la forza al momento di preparare il cadavere per la sepoltura.

La parte superiore delle braccia, e quindi le spalle, non sono visibili nella Sindone, perché sono state consumate nell’incendio divampato nel 1532 nella cappella del castello dei duchi di Savoia a Chambéry.

Le parti divorate dalle fiamme appaiono nelle fotografia come triangoli di un colore uniforme.

Le parti contigue carbonizzate o non completamente consumate formano triangoli irregolari.

Queste forme sono dovute al fatto che la Sacra Sindone è conservata piegata, e l’incendio ha interessato soprattutto gli angoli e le pieghe del telo.

Gli scienziati hanno applicato tecnologie moderne per ricostituire le parti mancanti.

Il dottor Marchisio ha usato uno scanner CAT dell’Istituto di Radiologia di Torino, e si è avvalso della collaborazione di un volontario di 32 anni che ha una morfologia atletica simile a quella dell’uomo della Sindone.

Il “doppione” è stato usato per scannerizzare al computer le parti mancanti, giocando con una sovrapposizione di immagini.

La TAC ha permesso “una riproduzione perfetta delle volumetrie del corpo, consentendoci di ricostruire le parti mancanti senza la soggettività insita nella creazione artistica”, ha ricordato Marchisio, aggiungendo che ha anche sottolineato “l’incoerenza della posizione di spalle e mani”. La violenza dell’impatto avrebbe dislocato il braccio dalla spalla.

Il tutto sarebbe stato aggravato dalla crocifissione: il peso del corpo avrebbe spinto ancor di più alla separazione, giunta ai 6 centimetri calcolati.

Il corpo crocifisso aveva un minor sostegno per la parte destra lussata, e doveva contorcersi da quel lato per non cadere sul lato sinistro.

Da ciò gli scienziati hanno concluso di avere tra le mani “un elemento ulteriore che avalla l’ipotesi che l’Uomo della Sindone sia stato realmente crocifisso”.

È un’altra conferma della concordanza tra la Sacra Sindone e il racconto evangelico. Marchisio e Bollone hanno anche confermato che le macchie di sangue sulla Sindone di Torino sono “assolutamente realistiche”.

Secondo il dottor Marchisio, la ricerca conferma l’ipotesi di un danno al braccio più lungo. È “un elemento ulteriore che avalla l’ipotesi che l’uomo della Sindone sia stato realmente crocifisso”, ha aggiunto il professor Baima Bollone.

La spiegazione risiederebbe proprio nella parte del telo funebre persa nell’incendio di Chambéry del 1532.

I dipinti che riproducono la Sacra Sindone omettono le parti bruciate perché non sono particolarmente belle né hanno interesse artistico.

Lo studio ha anche considerato che la posizione in cui è rimasto il Corpo è tipica di un crocifisso, ed è stata conservata in virtù della rigidità cadaverica iniziata quando il corpo si è raffreddato sulla croce. La posizione è stata modificata di poco da quanti hanno preso il Corpo per seppellirlo, a eccezione di un certo sforzo per mettere le braccia di modo che le mani coprissero il pube.

La TAC sottolinea che la posizione della schiena e delle mani non è normale, e questo equivale a dire che a nessun falsificatore sarebbe venuto in mente di disegnare un braccio più lungo dell’altro, ha commentato il sito Sindone… e dintorni, pubblicato da un grande progetto sulla Sindone patrocinato da istituzioni governative di Torino e del Piemonte.

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